PARIGI – Il ministro della Difesa Guido Crosetto riapre il controverso dossier della leva, proponendo la creazione di un nuovo servizio militare su base volontaria, un modello che guarda alla Francia, dove ieri Emmanuel Macron ha annunciato il suo nuovo “service national volontaire”. «Il modello francese è totalmente volontario, quello tedesco ha un automatismo che scatta», ha osservato Crosetto durante la visita a Parigi, dove ha incontrato la ministra delle Forze Armate, Catherine Vautrin.
Secondo il ministro, l’Italia «non è pronta ad affrontare da sola le crescenti minacce globali» ricordando come nei decenni scorsi molti Paesi hanno costruito sistemi che riducevano il numero dei militari. «Oggi tutte le nazioni europee mettono in discussione quei modelli e pensano ad aumentare le Forze armate» ha aggiunto Crosetto. Dodici Paesi in Europa hanno mantenuto o reintrodotto la coscrizione obbligatoria e un’altra mezza dozzina ha deciso di ripristinare un servizio volontario. «Anche noi…
PARIGI – Il ministro della Difesa Guido Crosetto riapre il controverso dossier della leva, proponendo la creazione di un nuovo servizio militare su base volontaria, un modello che guarda alla Francia, dove ieri Emmanuel Macron ha annunciato il suo nuovo “service national volontaire”. «Il modello francese è totalmente volontario, quello tedesco ha un automatismo che scatta», ha osservato Crosetto durante la visita a Parigi, dove ha incontrato la ministra delle Forze Armate, Catherine Vautrin.
Secondo il ministro, l’Italia «non è pronta ad affrontare da sola le crescenti minacce globali» ricordando come nei decenni scorsi molti Paesi hanno costruito sistemi che riducevano il numero dei militari. «Oggi tutte le nazioni europee mettono in discussione quei modelli e pensano ad aumentare le Forze armate» ha aggiunto Crosetto. Dodici Paesi in Europa hanno mantenuto o reintrodotto la coscrizione obbligatoria e un’altra mezza dozzina ha deciso di ripristinare un servizio volontario. «Anche noi dobbiamo riflettere sulle scelte fatte e aumentare questo strumento militare».
Il modello francese prevede un percorso volontario della durata di dieci mesi, tra un mese di formazione iniziale e nove di servizio all’interno delle unità dell’esercito. Ai partecipanti sarà garantito uno stipendio minimo di 800 euro al mese, oltre a vitto, alloggio ed equipaggiamento. Il servizio sarà rivolto per l’80 per cento a ragazzi e ragazze che tra i 18 e i 19 anni, per i quali rappresenterà un’“anno di pausa” dopo la maturità.
L’intenzione del ministro è portare il dibattito in Parlamento. «Le regole della Difesa devono essere il più condivise possibile», afferma Crosetto. «Più che un decreto legge, proporrò una traccia che il Parlamento potrà discutere, aumentare e integrare». Ma la proposta accende già lo scontro politico. Il leader M5S, Giuseppe Conte, attacca: «Se programmi il riarmo e butti centinaia di miliardi nelle spese militari, arrivi al punto di dover rafforzare l’esercito. Ma così si mandano i nostri giovani in guerra». Critico anche Angelo Bonelli (Avs), che denuncia la trasformazione dell’Italia in «una vera e propria economia di guerra».
Più sfumata la posizione della Lega, dopo che Matteo Salvini aveva promosso nel 2024 un progetto di legge per reintrodurre un servizio obbligatorio per giovani tra i 18 e i 26 anni. Nino Minardo, presidente della Commissione Difesa della Camera, sostiene che «reintrodurre la leva è complicato», ma ricorda che «gli organici attuali sono sotto-dimensionati rispetto alle necessità operative». Per Minardo «il modello della riserva volontaria è oggi il più vicino alle esigenze italiane» e andrebbe valutata parallelamente la reintroduzione dei carabinieri ausiliari. In serata, Crosetto ha risposto alle critiche, invitando a non trasformare la questione in scontro politico. «È giusto dare un giudizio sui tempi che viviamo e adeguare il nostro modello di Difesa a quello che pensiamo sia il futuro» ha concluso il ministro.
La visita a Parigi è stata anche l’occasione per fare il punto sulla cooperazione militare con l’omologa Vautrin, in particolare sugli aiuti militari per l’Ucraina, e per rivedere il premier Sébastien Lecornu, con cui Crosetto ha lavorato per tre anni alla Difesa. «Nonostante venissimo da governi di maggioranze opposte, abbiamo imparato a mettere in primo piano gli interessi degli Stati», ha spiegato a proposito di una relazione che ha definito come «unica». Lecornu, ha detto Crosetto, «è un uomo che mantiene la parola, cosa rara in politica».
Il ministro della Difesa ha partecipato mercoledì sera alla celebrazione del quarto anniversario del Trattato del Quirinale all’ambasciata d’Italia a Parigi, in una giornata che ha previsto una serie di eventi, tra cui un dibattito con oltre cento studenti appartenenti a percorsi di studio internazionali e italo-francesi. Crosetto ha portato il suo saluto alla cena ufficiale organizzata dall’ambasciatrice Emanuela D’Alessandro a cui partecipavano anche i ministri Benjamin Haddad ed Eléonore Caroit, il segretario generale dell’Eliseo Emmanuel Moulin. «L’Italia ha bisogno della Francia e viceversa. Solo uniti potremo competere con Cina, Russia e Stati Uniti», ha affermato Crosetto, che continua a svolgere un ruolo di ponte nella relazione bilaterale.