“Stiamo continuando a negoziare con gli Usa per arrivare a una soluzione della guerra con la Russia. Il dialogo sulle proposte di Ginevra prosegue”. Lo ha detto il presidente Zelensky, ma i raid di Mosca non accennano a diminuire. Nella notte i droni dell’esercito russo hanno colpito diverse località alla periferia di Kiev: il bilancio è di una vittima e di 11 feriti. A Kherson questa mattina ci sono stati diversi raid russi con feriti tra i civili.Lunedì il presidente ucraino andrà a Parigi per incontrare Macron.
Kiev: raid russo a Kherson, 3 feriti
Tre diversi raid delle forze russe contro Kherson nella mattina di oggi. Tre civili, fra cui un uomo di 73 anni, sono rimasti feriti nel terzo bombardamento.
Il patriarca Bartolomeo incontra il Papa: “I cristiani non siano complici del sangue versato in Ucraina”
éI cristiani non siano complici del sangue sparso in Ucraina né dell'esodo dell'esodo che accade in Medio Oriente. Lo ha sottolineato il Patriarca Bartolomeo I nel suo discorso nella Divina Liturgia nella Chiesa Patriarcale di San Giorgio a Istanbul, alla presenza di Papa Leone XIV. "Non possiamo essere complici dello spargimento di sangue che sta avvenendo in Ucraina e in altre parti del mondo, nè rimanere in silenzio di fronte all'esodo dei cristiani dalla culla del cristianesimo, nè essere indifferenti alle ingiustizie subite dai 'fratelli piu' piccolì del nostro Signore", ha affermato con forza Bartolomeo.
"Di fronte a tanta sofferenza, l'intera creazione che 'geme' si aspetta un messaggio di speranza unificato dai cristiani che condannino inequivocabilmente la guerra e la violenza, difendano la dignità umana e rispettino e si prendano cura della creazione di Dio", ha sottolineato il Patriarca di Costantinopoli che ha aggiunto che non si possono nemmeno ignorare "i problemi dell'inquinamento, dei rifiuti e del cambiamento climatico".
"Dobbiamo agire come operatori di pace, mostrarci come coloro che hanno fame e sete di giustizia e comportarci come buoni amministratori del creato", ha poi concluso.
Attacco con droni vicino a Kiev, un morto e 11 feriti
Un morto e 11 feriti sono il bilancio di un attacco con droni russi nei pressi di Kiev. A darne notizia autorità regionali. L'attacco con droni russi si è
verificato a Vyshgorod, nella regione di Kiev. Via Telegram, il capo dell'amministrazione regionale Mykola Kalashnyk, racconta che "un altro attacco ostile con droni nella regione di Kiev. Le case della gente sono sotto attacco. Purtroppo, un palazzo ha preso fuoco a Vyshgorod a seguito dell'attacco" e "anche un'abitazione privata è stata distrutta, e un incendio è scoppiato nell'area di un'azienda".
"Purtroppo una persona è morta e 11 sono rimaste ferite. Tra queste, un bambino. Sei persone sono state ricoverate in ospedale. I soccorritori stanno evacuando i residenti del palazzo e l'incendio è in fase di spegnimento", dice ancora, e "il numero dei feriti potrebbe aumentare".
Russia, Human Rights Watch decretata come organizzazione indesiderata
In Russia il ministero della Giustizia ha designato Human Rights Watch come "organizzazione indesiderata", vietando di fatto al gruppo di operare nel Paese. Human Rights Watch ha osservato che la Russia aveva già imposto la chiusura del suo ufficio di Mosca nel 2022. "Il nostro lavoro non è cambiato, ma ciò che è cambiato, radicalmente, è la totale adesione del governo a politiche dittatoriali, il suo vertiginoso aumento della repressione e la portata dei crimini di guerra che le sue forze armate stanno commettendo in Ucraina", ha dichiarato Philippe Bolopion, direttore esecutivo di Human Rights Watch. La Procura generale ha inizialmente emesso il divieto all'organizzazione il 10 novembre, formalizzata il 28 novembre. La designazione ai sensi della controversa legge russa sulle "organizzazioni indesiderate" proibisce ai gruppi di operare in Russia e rende reato la partecipazione alle loro attività. La legge è stata ampiamente criticata dai difensori dei diritti umani.
Yermak: “Nessun risentimento verso Zelensky”
Andriy Yermak assicura di non nutrire risentimento nei confronti di Volodymir Zelensky di cui è stato la spalla per questi anni di guerra. "Era mio amico prima di questo lavoro e sarà ricordato dopo", ha dichiarato al Financial Times dopo essere stato costretto a dimettersi nel quadro di crescenti pressioni nei confronti del Presidente e delle accuse di corruzione rivolte verso il suo capo di gabinetto che aveva in questi anni accentrato su di se un enorme potere ma sulle cui capacità, in particolare come negoziatore, il Presidente aveva piena fiducia.
Fonti Usa, domani Rubio e Witkoff vedono la delegazione ucraina in Florida
Il segretario di Stato americano Marco Rubio e l'inviato della Casa Bianca Steve Witkoff riceveranno domani in Florida una delegazione ucraina guidata dal nuovo capo negoziatore Rustem Umerov per parlare del piano americano per la fine della guerra. Lo ha detto un funzionario dell'amministrazione di Washington, dopo che già il presidente ucraino Volodymyr Zelensky aveva anticipato la notizia della missione. All'incontro parteciperà anche Jared Kushner, genero del presidente.
Ucraina, domani Umerov in Florida incontra Witkoff e Kushner
Una delegazione di alti funzionari del governo ucraino sarà domani negli Stati Uniti per colloqui con le controparti americane sul piano di pace per l'Ucraina.
Volodymyr Zelensky ha annunciato su X che Rustem Umerov, segretario del Consiglio per la sicurezza e la difesa nazionale ucraino, guiderà la delegazione. La nomina di Umerov arriva dopo che Il presidente ucraino ha licenziato il suo principale consigliere Andriy Yermak a seguito di un'irruzione nella sua abitazione da parte dell'organismo di controllo anticorruzione ucraino. Yermak era l'interlocutore chiave con gli alleati occidentali di Kiev ed era ampiamente considerato il secondo uomo più potente del governo ucraino.
"Il compito è chiaro: elaborare rapidamente e concretamente i passi necessari per porre fine alla guerra", ha scritto Zelensky "L'Ucraina continua a collaborare con gli Stati Uniti nel modo più costruttivo possibile". La delegazione ucraina, riporta Nbc, dovrebbe incontrare l'inviato speciale di Donald Trump, Steve Witkoff, e il genero del Presidente, Jared Kushner, in Florida.
"Ci aspettiamo che i risultati degli incontri di Ginevra vengano ora definiti negli Stati Uniti", ha scritto Zelensky nel suo post di oggi.
Zelensky: “Negoziatori già negli Usa, il dialogo sulla proposta di Givevra prosegue”
"Prosegue il dialogo basato sui punti di Ginevra. La diplomazia rimane attiva. La delegazione ucraina è già negli Stati Uniti", ha scritto il presidente ucraino Volodymir Zelensky in un post. "Gli americani stanno dimostrando un approccio costruttivo e nei prossimi giorni sarà fattibile definire i passi per determinare come portare la guerra a una fine dignitosa", ha aggiunto.
"La delegazione ucraina ha le direttive necessarie e mi aspetto che i ragazzi lavorino seguendo le chiare priorità dell'Ucraine", ha sottolineato Zelensky, dopo che nelle ultime ore il segretario del Consiglio di sicurezza Rustem Umerov ha preso il posto del suo braccio destro Yermak alla guida del team di negoziatori.
Zelensky: “Diplomazia è attiva, nuovi passi nei prossimi giorni”
"La delegazione ucraina dovrebbe essere negli Stati Uniti già questa sera, ora statunitense. Il dialogo basato sui punti di Ginevra proseguirà. La diplomazia rimane attiva. La parte americana sta dimostrando un approccio costruttivo e nei prossimi giorni sarà possibile definire i passi per determinare come porre fine alla guerra in modo dignitoso. La delegazione ucraina ha le direttive necessarie e mi aspetto che i ragazzi lavorino in conformità con le chiare priorità ucraine". Lo ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky nel suo discorso serale.
Zelensky lunedì andrà a Parigi per incontrare Macron
Il presidente francese Emmanuel Macron riceverà lunedì prossimo a Parigi l'omologo ucraino Volodymyr Zelensky per colloqui. Lo ha riferito l'Eliseo. Macron e Zelensky discuteranno "le condizioni per una pace giusta e duratura", ha riferito un funzionario dell'Eliseo. Una delegazione di alto livello di Kiev è volata a Washington mentre il leader ucraino si trova ad affrontare turbolenze politiche in patria dopo aver rimosso Andriy Yermak, suo braccio destro e capo di gabinetto, finito nell'occhio del ciclone nell'ambito di una maxi inchiesta per corruzione.
Media: nebbia a Povrosk, i russi provano a approfittarne per una nuova incursione
Un peggioramento delle condizioni meteorologiche sta rendendo sempre più difficile alle forze ucraine la difesa di Pokrovsk, nel Donetsk. Lo riferisce Ukrinform citando un comunicato del Settimo Corpo delle forze d'assalto aereo. "La fitta nebbia che è rimasta sopra la città per tutto il giorno ieri ha complicato significativamente il lavoro delle unitaà ucraine, in particolare della ricognizione aerea. Questo limita la visibilità, così come la capacità di rilevare e distruggere il nemico," osserva l'esercito. Sull'altro versante, gli invasori russi stanno cercando di sfruttare la situazione in vista di un'ulteriore offensiva.
Sotto la coltre di nebbia stanno portando rinforzi in città, hanno ammesso le fonti militari.
Mosca: spento l’incendio nella raffineria attaccata dai droni ucraini
Un incendio è divampato nei locali della raffineria di petrolio Afipsky nel distretto di Severskaya, nel territorio di Krasnodar in Russia, a seguito di un attacco con droni avvenuto nelle prime ore di oggi. L'incendio è poi stato domato nel corso della giornata. Lo riporta Interfax citando il quartier generale operativo territoriale. Parte delle attrezzature tecniche della raffineria è stata danneggiata, mentre i serbatoi non hanno subito danni. Secondo le prime notizie, non ci sono stati feriti. Il personale della raffineria è stato evacuato in un rifugio. L'incendio si era esteso per una superficie totale di 250 metri quadrati.
Orban da Putin: “L’Ungheria continua a cooperare co la Russia”
Il primo ministro ungherese Viktor Orbán ha incontrato ieri a Mosca il presidente russo Vladimir Putin per rafforzare le forniture energetiche dell'Ungheria e discutere gli sforzi per porre fine alla guerra in Ucraina. Orbán si è impegnato a continuare a importare idrocarburi russi, da cui l'Ungheria rimane dipendente, sfidando ancora una volta l'Unione Europea sulla questione. "Voglio ribadire che le forniture energetiche dalla Russia costituiscono attualmente la base dell'approvvigionamento energetico dell'Ungheria e lo rimarranno anche in futuro", ha affermato. Viktor Orbán, uno dei pochi leader europei vicini sia al presidente americano che a quello russo, non ha cercato di diversificare realmente le importazioni del suo Paese dall'inizio dell'offensiva russa in Ucraina nel febbraio 2022, a differenza di molti dei suoi vicini europei. "Non abbiamo abbandonato la cooperazione in nessun ambito, nonostante tutte le pressioni esterne", ha dichiarato.
Il presidente russo, da parte sua, si è detto "molto soddisfatto" del proseguimento delle relazioni tra i due Paesi, che ha descritto come basate sul "pragmatismo". Questo incontro susciterà sicuramente le reazioni di Bruxelles, con il blocco europeo che cerca di ridurre la propria dipendenza dagli idrocarburi russi e continua a imporre sanzioni per fare pressione su Mosca e tentare di porre fine alla guerra in Ucraina. Orban ha annunciato all'inizio di questo mese di aver presentato un ricorso alla Corte di Giustizia dell'Unione Europea (CGUE) per contestare la decisione della maggioranza degli Stati membri di approvare a ottobre il principio di un divieto, entro la fine del 2027, sulle importazioni di gas naturale russo
Zelensky: “Tempo di cambiare, presto nuovi piani per la difesa”
L'Ucraina cambierà i suoi piani di difesa per adattarsi alla nuova realtàsul terreno. Lo ha annunciato il presidente Volodymyr Zelensky, dopo aver incontrato il ministro della Difesa Denys Shmyhal."È già tempo di modificare i documenti di base riguardanti la difesa dell'Ucraina, in particolare il piano di difesa del nostro Stato", ha scritto su Telegram. "L'andamento delle operazioni militari ha mostrato quali debbano diventare le nuove priorità£, ha proseguito, "Denys preparera' proposte dettagliate per le modifiche e le presenterà al consiglio dei Ministri per l'approvazione".
Kiev rivendica l’attacco con i droni navali alle 2 petroliere fantasma sul Mar Nero
L'Ucraina ha rivendicato l'attacco a due petroliere nel Mar Nero, affermando di aver colpito navi appartenenti alla "flotta fantasma russa", utilizzata da Mosca per aggirare le sanzioni occidentali con droni navali. Una fonte all'interno del Servizio di Sicurezza ucraino (SBU) ha riferito che le petroliere, la Kairo e la Virat, sono state colpite dai droni "Sea Baby" durante un'operazione congiunta tra l'SBU e la marina Ucraina. Secondo la fonte, le petroliere erano vuote al momento dell'attacco ed erano "in rotta verso il porto russo di Novorossijsk" per il rifornimento.
Mosca: le truppe russe avanzano a Provosk
Le truppe russe stanno continuando ad avanzare nella parte orientale della città ucraina di Pokrovsk nell'oblast del Donbass. Lo ha reso noto il ministero della Difesa russo aggiungendo che le sue forze stanno "continuando a bonificare" il vicino villaggio di Rivne. Ieri i funzionari ucraini hanno dichiarato che i militari di Kiev stanno mantenendo le loro posizioni nel centro di Pokrovsk, che per l'ucraina rappresenta un importante polo logistico.
Zelensky: “Il compito di Umerov è trovare con gli Usa la soluzione per la fine della guerra”
''Il Segretario del Consiglio per la Sicurezza Nazionale e la Difesa dell'Ucraina e capo della delegazione ucraina, Rustem Umerov, è già in viaggio verso gli Stati Uniti con la sua squadra'' e il suo ''compito è chiaro: individuare rapidamente e in modo sostanziale le misure necessarie per porre fine alla guerra''.
Così il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha confermato su 'X' di aver nominato l'ex ministro della Difesa Umerov a capo del team negoziala al posto di Yermak. ''L'Ucraina continua a collaborare con gli Stati Uniti nel modo più costruttivo possibile e ci aspettiamo che i risultati degli incontri di Ginevra vengano ora elaborati negli Stati Uniti'', ha aggiunto Zekensky. ''Attendo con interesse il rapporto della nostra delegazione al termine dei lavori di domani. L'Ucraina sta lavorando per una pace dignitosa. Gloria all'Ucraina!'', ha concluso il presidente ucraino
Cremlino: “La corruzione a Kiev legati ai fondi di guerra Usa e Ue”
La corruzione a Kiev "è stata e continua a essere legata ai fondi di guerra donati da europei e americani": lo ha detto il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov, citato dai media di Mosca. "Tutta questa corruzione era e continua a essere legata ai soldi che americani ed europei hanno donato per la guerra, questo è un dato di fatto", ha detto Peskov ieri in tarda serata ai giornalisti che chiedevano un commento sulle dimissioni di Andriy Yermak.
Tusk: “Nato sia unita, no a interessi egoistici”
Il premier polacco Donald Tusk ha esortato gli alleati Nato a presentare un fronte unito lontano da "interessi egoistici" per proteggere l'Occidente dalla minaccia russa. Tusk ha ricordato in un post su X che "la Nato è stata creata per difendere l'Occidente dall'aggressione sovietica, cioè contro la Russia, e i suoi fondamenti si basavano sulla solidarietà, non su interessi egoistici. Spero che nulla sia cambiato". Le dichiarazioni di Tusk seguono un quadro di tensioni crescenti, tra la visita del premier ungherese Viktor Orbán a Mosca, il caos generato dall'ultimo piano di pace statunitense per l'Ucraina e la recente crisi politica a Kiev dopo le dimissioni del capo dell'Ufficio Presidenziale ucraino, Andri Yermak. "Orbán visita Putin. Caos nelle negoziazioni sul piano Witkoff e crisi politica a Kiev. Una combinazione disastrosa", aveva commentato ieri il leader polacco.
Zelensky nomina Umerov capo della delegazione ucraina per i negoziati
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha nominato Rustem Umerov a capo della delegazione ucraina per i negoziati di pace, in sostituzione di Andriy Yermak. Lo riferiscono i media ucraini. Segretario del Consiglio nazionale di sicurezza e difesa dell'Ucraina, Umerov ha ricoperto in passato il ruolo di ministro della Difesa del governo di Kiev.
Yermak: “Pronto ad andare a combattere al fronte, sono una persona perbene”
L'ex capo dell'ufficio presidenziale ucraino Andriy Yermak è pronto ad andare ''al fronte'' a combattere contro i russi dopo essersi dimesso dal suo incarico, travolto dallo scandalo corruzione che sta interessando il Paese. Lo scrive il New York Post in esclusiva, annunciando di aver ricevuto un messaggio dall'ex braccio destro del presidente ucraino Volodymyr Zelensky. "Vado al fronte e sono pronto a qualsiasi rappresaglia", ha dichiarato Yermak al New York Post, "sono una persona onesta e perbene". Non specificando quando sarebbe partito e annunciando che non avrebbe più risposto a richiesta di commento, Yermak ha poi detto al giornale che "ho servito l'Ucraina ed ero a Kiev il 24 febbraio", giorno in cui la Russia ha lanciato la sua guerra su vasta scala. "Forse ci rivedremo. Gloria all'Ucraina", ha aggiunto. "Sono stato screditato e la mia dignità non è stata tutelata, nonostante sia a Kiev dal 24 febbraio - ha detto - Non voglio creare problemi a Zelensky, andrò al fronte''.
Petroliera attaccata al largo della costa turca del Mar Nero
Una petroliera in navigazione al largo della costa turca nel Mar Nero è stata attaccata stamattina da un drone navale, dopo essere già stata oggetto di un attacco simile ieri sera, ha annunciato il ministero dei Trasporti turco. "La nave denominata Virat, attaccata da mezzi senza equipaggio a circa 35 miglia nautiche (circa 65 chilometri) dalla costa del Mar Nero, e' stata nuovamente attaccata questa mattina da imbarcazioni senza pilota", ha dichiarato il ministero in una nota.
Zelensky: “Nella notte raid russo sull’Ucraina con 36 missili e 600 droni”
La notte scorsa la Russia ha lanciato sull'Ucraina "36 missili e 600 droni": lo afferma il presidente Volodymyr Zelensky citato dai media di Kiev. Nella capitale "e nella regione i nostri servizi di emergenza stanno lavorando sui luoghi degli attacchi russi. Circa 36 missili e quasi 600 droni sono stati lanciati dai russi contro la vita quotidiana. Gli obiettivi principali dell'attacco sono strutture energetiche e civili, molti danni e incendi in edifici residenziali" il bilancio aggiornato è di "almeno 3 morti e decine di feriti".
Russia: stop alle operazioni di un terminal di petrolio per un raid di droni vicino a Novorossijks
Un importante terminal petrolifero russo vicino al porto meridionale di Novorossijsk è stato costretto a interrompere le operazioni, dopo l'attacco di un drone navale ucraino che ha danneggiato uno dei suoi tre punti di ormeggio. Lo ha annunciato il gestore citato dalla Tass. Il "punto di ormeggio singolo 2 ha subito danni significativi", recita la nota del consorzio, che gestisce circa l'1% delle forniture mondiali di petrolio.
Oltre 600mila persone senza corrente dopo i raid russi nella notte
La nuova ondata di attacchi russi con missili e droni che ha colpito l'Ucraina nella notte, ha lasciato oltre 600 mila persone senza elettricità. Lo ha reso noto il ministero dell'Energia ucraino, spiegando che "più di 500 mila utenti a Kiev, oltre 100 mila nella regione della capitale e quasi 8 mila nella regione di Kharkiv sono rimasti senza corrente". Il bilancio dell'attacco su Kiev è salito a due morti e 27 feriti, tra cui un bambino, secondo quanto riferito dal Kiev Independent citando le autorità locali. Danni significativi sono stati registrati in edifici residenziali in almeno sei distretti della capitale - Sviatoshynskyi, Dniprovskyi, Darnytskyi, Shevchenkivskyi e Solomyanskyi. Almeno 17 dei feriti sono stati ricoverati in ospedale, ha scritto su Telegram il sindaco di Kiev, Vitali Klitschko
Zelensky: “Sui civili 36 missili e quasi 600 droni russi”
"A Kiev e nella regione, i nostri servizi di emergenza stanno lavorando sui siti degli attacchi russi. I russi hanno lanciato circa 36 missili e quasi 600 droni contro la vita quotidiana", scrive il presidente ucraino Volodymyr Zelensly su Telegram. "I principali obiettivi dell'attacco sono infrastrutture energetiche e civili, con ingenti danni e incendi in edifici residenziali. Ad oggi, decine di persone sono rimaste ferite e tre sono morte. Le mie condoglianze alle loro famiglie e ai loro cari. Dobbiamo lavorare senza perdere un solo giorno affinché ci siano abbastanza missili per i sistemi di difesa aerea, affinché ci sia tutto il necessario per la nostra difesa e per fare pressione sulla Russia. E' tempo che l'Europa prenda una decisione sui beni congelati se Mosca non vuole rinunciare agli attacchi con droni e missili. E dobbiamo assolutamente discutere con tutti i partner le misure per porre fine a questa guerra. Grazie a tutti coloro che ci aiuteranno"
Kiev, sale ad almeno due morti e 7 feriti il bilancio del raid russo della notte
E' salito a due morti e 27 feriti, tra cui un bambino, il bilancio del raid condotto nella notte e stamattina dalle forze armate russe su Kiev con droni e missili. Lo riferisce il Kiev Independent citando le autorità locali, secondo le quali sono stati danneggati edifici residenziali in almeno sei zone della capitale ucraina, nei quartieri Sviatoshynskyi, Dniprovskyi, Darnytskyi, Shevchenkivskyi e Solomyanskyi. Almeno 17 delle persone ferite sono state ricoverate in ospedale dopo l'attacco, ha scritto il sindaco di Kiev Vitali Klitschko su Telegram.
Costa: “Finanzieremo ancora l’Ucraina”
"Posso garantire che il Consiglio europeo di dicembre non si concluderà senza l'approvazione dei finanziamenti all'Ucraina per il 2026 e il 2027, indipendentemente dalla modalità su cui si baseranno tali finanziamenti. Ho già informato i miei colleghi che questa volta dovranno prepararsi, se necessario, a un Consiglio europeo più lungo". È una delle dichiarazioni che António Costa ha rilasciato in un'intervista al settimanale portoghese Expresso. Alla domanda sui rischi connessi all'uso di attivi russi per finanziare l'Ucraina, Costa risponde: "Non c'è una soluzione priva di rischi, ma quella presentata dalla Commissione è molto creativa e intelligente e rispetta le norme del diritto internazionale, perché non si tratta propriamente di un'appropriazione dei beni sovrani russi. Si tratta piuttosto, per così dire, di un utilizzo del valore contabile di tali beni come veicolo per il finanziamento dell'Ucraina. Ma è una soluzione che deve ancora essere elaborata. Il governo belga e altri governi hanno segnalato questioni su cui la Commissione sta lavorando con grande serietà". E alla domanda sulla possibilità di una soluzione che non comporti costi per i cittadini europei, Costa dice: "Su questo bisogna essere chiari e onesti. Il denaro non piove mai dal cielo e il denaro pubblico, direttamente o indirettamente, proviene sempre dall'economia, dai cittadini e dalle imprese. Dobbiamo investire nella sicurezza dell'Ucraina, non solo per solidarietà, ma anche per il nostro interesse nella nostra sicurezza. Non possiamo pensare che sia solo un problema del confine orientale, altrimenti corriamo il rischio che a chi vive nel sud dell'Europa accada ciò che è successo a chi viveva nel centro e nel nord dell'Europa, quando pensavano che la questione dell'immigrazione fosse solo un problema del confine meridionale".
Medi: “Gli Usa pronti a riconoscere i territori occupati da Mosca”
Gli Stati Uniti sarebbero pronti a riconoscere il controllo della Russia sulla Crimea e sugli altri territori ucraini occupati per garantire un accordo che ponga fine alla guerra. Lo scrive il Telegraph. Secondo quanto riportato gli inviati dell'amministrazione americana Steve Witkoff e Jared Kushner dovrebbero consegnare una proposta in merito direttamente al presidente russo Vladimir Putin
Ucraina, due i morti e 10 i feriti negli attacchi russi su Kiev
Sono due i morti e dieci i feriti negli attacchi notturni russi su Kiev: lo annunciano le autorità, citate dai media locali, precisando che sono stati colpiti e danneggiati edifici e abitazioni in diversi quartieri della capitale
Wall Street Journal: “Il vero piano di Trump: fare i soldi, non fare la guerra”
"Fare soldi, non fare la guerra". Titola così il Wall Street Journal sostenendo che il vero piano del presidente americano Donald Trump per l'Ucraina sia finalizzato non tanto la raggiungimento della pace, quanto a far sì che Stati Uniti, Russia e Ucraina diventino partner commerciali. Citando fonti vicino ai colloqui, il giornale scrive che il Cremlino ha proposto alla Casa Bianca di raggiungere la pace tramite gli affari e, con grande costernazione dell'Europa, Washington si è trovata d'accordo sulla linea proposta da Mosca. Le fonti citate dal Wsj affermano che durante l'incontro di ottobre a Miami Beach tra l'inviato speciale americano Steve Witkoff e Kirill Dmitriev, capo del fondo sovrano russo e negoziatore scelto da Vladimir Putin, i due hanno discusso di un piano da duemila miliardi di dollari per far uscire dal tunnel l'economia russa. Un piano che vedrebbe le aziende americane in prima linea rispetto ai concorrenti europei. Il Wsj spiega che il piano illustrato da Dmitriev consentirebbe alle aziende statunitensi di attingere ai circa 300 miliardi di dollari di asset della banca centrale russa congelati in Europa per progetti di investimento russo-americani e per la ricostruzione dell'Ucraina nel dopoguerra. Inoltre le aziende statunitensi e russe si potrebbero unire per sfruttare le ricchezze minerarie dell'Artico, ha sostenuto Dmitriev. L'obiettivo del Cremlino sarebbe quindi quello di convincere gli Usa a considerare la Russia come una terra di abbondanti opportunità, non come una minaccia militare, secondo funzionari della sicurezza occidentale citati dal Wsj. Proponendo accordi multimiliardari nel settore delle terre rare e dell'energia, Mosca potrebbe ridisegnare la mappa economica dell'Europa, creando al contempo una frattura tra l'America e i suoi alleati tradizionali, scrive il Wall Street Journal
Yermak: “Vado al fronte. Sono disgustato”
"Vado al fronte e sono pronto a qualsiasi rappresaglia. Sono una persona onesta e perbene": così Andriy Yermak al New York Post. "La mia dignità non è stata tutelata, nonostante sia a Kiev dal 24 febbraio 2022. Pertanto, non voglio creare problemi a Zelensky, vado al fronte", ha detto. Yermak si dice "disgustato" per le accuse che gli vengono rivolte, "ancora più disgustato dalla mancanza di sostegno da parte di coloro che conoscono la verità".
Mosca intercetta 103 droni ucraini nella notte
I sistemi di difesa aerea russi hanno intercettato e distrutto 103 droni ucraini durante la notte. Lo ha riferito il ministero della Difesa russo citato dalla Tass. "Nel corso della scorsa notte, i sistemi di allerta della difesa aerea hanno intercettato e distrutto 103 droni ucraini ad ala fissa: 26 droni sulla regione di Belgorod, 20 droni sulla regione di Rostov, 19 droni sulla Repubblica di Crimea, 11 droni ciascuno sulla regione di Ryazan e sul territorio di Krasnodar, 5 droni sulla regione di Voronezh, 4 droni sulla regione di Lipetsk, 3 droni sulla regione di Kursk e 1 droni ciascuno sulla regione di Astrakhan, sulla regione di Volgograd, sulla Repubblica di Calmucchia e sul Mar d'Azov", ha riferito il ministero della Difesa.
Scandalo corruzione, Zelensky licenzia il suo capo di gabinetto
Ieri il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha rimosso il suo potente capo di gabinetto e principale negoziatore, Andriy Yermak, dopo che gli investigatori hanno fatto irruzione nella sua abitazione nell'ambito di un'ampia indagine per corruzione. La rimozione di Yermak rappresenta un duro colpo per Zelensky, che si trova ad affrontare una crescente offensiva russa a est, proprio mentre gli Stati Uniti, un alleato cruciale, promuovono un piano per porre fine alla guerra che Kiev teme possa fare grandi concessioni a Mosca. Yermak, 54 anni, avrebbe dovuto negoziare per conto dell'Ucraina durante i cruciali colloqui di pace negli Stati Uniti questo fine settimana, ma quel piano è ormai saltato, ha detto un alto funzionario informato sulla questione. I colloqui saranno invece guidati dal segretario del Consiglio di sicurezza ucraino Rustem Umerov, secondo due alti funzionari ucraini, che hanno chiesto di rimanere anonimi a causa della delicatezza della questione.
Attacco con droni su Kiev, un morto e 11 feriti
Un attacco di droni russi su Kiev e la sua periferia, avvenuto nella notte tra venerdì e sabato, ha causato almeno una persona morta e 11 feriti, tra cui donne e un bambino, oltre a causare ingenti danni materiali, hanno annunciato le autorità. Forti esplosioni sono state udite per la prima volta intorno a mezzanotte nel centro di Kiev, e il sindaco della città, Vitaly Klitschko, le ha immediatamente attribuite alle forze armate di Mosca. "La morte di una persona è stata confermata" in un distretto della capitale, ha dichiarato il capo dell'amministrazione militare di Kiev, Tymur Tkachenko, sul suo account Telegram, specificando che si trattava di un "uomo". Ha fornito un nuovo bilancio, molto provvisorio e in continua evoluzione, di "otto residenti di Kiev feriti e un morto". Il sindaco Klitschko aveva precedentemente indicato che tra i feriti c'era anche un ragazzo di 13 anni. L'amministrazione militare di Kiev ha condannato in una dichiarazione "un cinico attacco terroristico da parte della Federazione Russa", con l'impiego di droni, che ha colpito nove diverse località in cinque distretti. Il sindaco ha esortato i suoi cittadini a "rimanere nei rifugi sotterranei" finché l'attacco fosse continuato. Diversi edifici residenziali, tra cui uno di 25 piani e un altro di 14 piani, così come singole case e automobili, sono stati danneggiati in varia misura.