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Suicida il testimone chiave nel caso Cantat. La lunga scia di sangue dell’ex Noir Désir

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Il cantante era uscito di carcere dopo aver massacrato la ex Marie Trintignant. Dopo la morte per suicidio di Krisztina Rady, sua ex moglie tornata a vivere con lui, era accusato dall’ex di lei, Francois Saubadu, di istigazione al suicidio. Ora anche Saubadu è stato trovato morto
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Un nuovo colpo di scena in un giallo senza fine potrebbe rendere impossibile risolverlo. Un testimone cruciale per la riapertura di un’indagine su un suicidio pieno di interrogativi viene ritrovato morto nella sua abitazione, dove apparentemente si sarebbe tolto la vita anche lui. E a guadagnarci è l’uomo al centro dell’inchiesta, che in questo modo rischia di non avere una soluzione.

Abbastanza elementi per un romanzo o un film, in una vicenda così lunga e complicata che necessita vari capitoli per essere riassunti. Il primo è l’omicidio nel 2003 dell’attrice Marie Trintignant, figlia di Jean-Louis Trintignant, uno dei più grandi interpreti del cinema francese. A ucciderla a pugni e percosse nel corso di un violento litigio, a Vilnius, in Lituania, dove Marie si trovava per le riprese di un film che la vedeva protagonista, è Bertrand Cantat, voce e leader del gruppo rock francese Noir Désir, che sotto l’effetto di alcolici le causa un grave edema cerebrale, il coma e poi la morte. I…

Un nuovo colpo di scena in un giallo senza fine potrebbe rendere impossibile risolverlo. Un testimone cruciale per la riapertura di un’indagine su un suicidio pieno di interrogativi viene ritrovato morto nella sua abitazione, dove apparentemente si sarebbe tolto la vita anche lui. E a guadagnarci è l’uomo al centro dell’inchiesta, che in questo modo rischia di non avere una soluzione.

Abbastanza elementi per un romanzo o un film, in una vicenda così lunga e complicata che necessita vari capitoli per essere riassunti. Il primo è l’omicidio nel 2003 dell’attrice Marie Trintignant, figlia di Jean-Louis Trintignant, uno dei più grandi interpreti del cinema francese. A ucciderla a pugni e percosse nel corso di un violento litigio, a Vilnius, in Lituania, dove Marie si trovava per le riprese di un film che la vedeva protagonista, è Bertrand Cantat, voce e leader del gruppo rock francese Noir Désir, che sotto l’effetto di alcolici le causa un grave edema cerebrale, il coma e poi la morte. I due erano insieme in una camera d’albergo. Cantat ritarda a chiamare i soccorsi. Quando arrivano è troppo tardi. Il cantante tenta di suicidarsi con una miscela di antidepressivi e tranquillanti. Ricoverato d’urgenza in ospedale viene disintossicato e quindi arrestato.

Condannato a otto anni da un tribunale lituano, nel 2007, dopo quattro anni di carcere trascorsi in Francia, Cantat viene rilasciato per buona condotta in libertà condizionata, nonostante l’opposizione di Nadine Trintignant, madre della vittima, che in una lettera sul quotidiano Le Figaro scrive: “Questa decisione trasmetterà un pericoloso segnale negativo nella questione della violenza sulle donne”. Ripresa l’attività musicale, la rockstar ricomincia a vivere come prima, ma nel 2010 la sua ex-moglie, Krisztina Rady, tornata a vivere con lui dopo il rilascio dal carcere, si suicida nella loro casa di Bordeaux mentre il cantante dorme in un’altra stanza, al piano di sotto. Il cadavere viene trovato dal figlio 12enne della coppia, che si era separata nel 1997 ma non aveva mai divorziato.

A questo punto Francois Saubadu, l’ex-marito di Krisztina, comincia ad accusare Cantat di avere in qualche modo provocato la morte della donna, parlando dei pestaggi e delle minacce a cui la sottopone. L’indagine della procura di Bordeaux si prolunga per tre anni, durante il quale vengono analizzate anche registrazioni di telefonate in cui Krisztina riferiva di venire sistematicamente picchiata da Francois, concludendosi tuttavia con un non luogo a procedere. Cantat denuncia Saubadu per diffamazione, ma perde il processo. Il gruppo rock Noir Désir si scioglie, ma Saubadu continua l’attività artistica come cantante solista e con i Detroit, un altro gruppo, anche se manifestazioni di protesta di associazioni femministe lo costringono a cancellare numerosi concerti.

I sospetti nei suoi confronti, mai del tutto dissipati, si riaprono con un recente documentario di Netflix, intitolato “Da rockstar ad assassino: il caso Cantat”, nel quale Saubadu rilancia le accuse, sostenendo che Krisztina “veniva picchiata continuamente, anche davanti ad altre persone” e che il cantante esercitava su di lei “forti pressioni fisiche e psicologiche”. Lo scorso 24 luglio la magistratura ha riaperto l’inchiesta giudiziaria. Ma ora il suicidio di Saubadu la priva di quello che sarebbe stato il testimone chiave.

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