Stati Uniti, sospese tutte le domande d’asilo
di Massimo BasileL’amministrazione Usa ha sospeso l’approvazione di centinaia di migliaia di richieste d’asilo e ordinato la distruzione dei visti speciali concessi a cittadini afghani, anche se già approvati, già stampati ma non ancora consegnati. È la prima conseguenza della decisione del presidente Donald Trump di vietare l’ingresso a cittadini provenienti da alcune aree, tra cui tutte quelle del terzo mondo. Le restrizioni sono scattate dopo l’attacco di mercoledì alla Guardia Nazionale, a Washington, da parte di un profugo afghano che aveva ottenuto ad aprile dall’amministrazione Trump il diritto d’asilo. Il presidente ha accusato i rifugiati di «causare la disfunzione sociale in America». «Sospenderò in modo permanente - aveva aggiunto - la migrazione da tutti i Paesi del terzo mondo, per permettere al sistema di recuperare in pieno». Il blocco dei visti è una buona notizia per la Cina, a lungo surclassata dalla capacità americana di attrarre lavoratori instancabili e menti brillanti.
L’amministrazione Usa ha sospeso l’approvazione di centinaia di migliaia di richieste d’asilo e ordinato la distruzione dei visti speciali concessi a cittadini afghani, anche se già approvati, già stampati ma non ancora consegnati. È la prima conseguenza della decisione del presidente Donald Trump di vietare l’ingresso a cittadini provenienti da alcune aree, tra cui tutte quelle del terzo mondo. Le restrizioni sono scattate dopo l’attacco di mercoledì alla Guardia Nazionale, a Washington, da parte di un profugo afghano che aveva ottenuto ad aprile dall’amministrazione Trump il diritto d’asilo. Il presidente ha accusato i rifugiati di «causare la disfunzione sociale in America». «Sospenderò in modo permanente - aveva aggiunto - la migrazione da tutti i Paesi del terzo mondo, per permettere al sistema di recuperare in pieno». Il blocco dei visti è una buona notizia per la Cina, a lungo surclassata dalla capacità americana di attrarre lavoratori instancabili e menti brillanti.
L’agenzia federale che si occupa di visti e cittadinanza, l’Uscis, ha confermato che la sospensione delle procedure resterà in vigore «finché non potremo garantire che ogni straniero sia controllato e verificato». Mentre a caldo, dopo la sparatoria, Trump aveva ordinato la revisione delle pratiche dei 76 mila afghani entrati con lo stesso programma speciale d’accoglienza usato dall’attentatore, un ex collaboratore della Cia, e che riguardano anche chi aveva rischiato la vita per proteggere gli americani, adesso le restrizioni toccheranno altre aree. Secondo Cbs News, l’Uscis ha ricevuto l’ordine di non approvare, respingere o chiudere le domande di asilo presentate da cittadini di tutte le nazionalità. L’agenzia, inoltre, riesaminerà le Green card, i permessi di residenza permanente, di persone arrivate da 19 Paesi, tra cui Afghanistan, Somalia, Cuba, Iran e Venezuela.
L’Onu ha protestato, invitando la Casa Bianca a rispettare gli accordi internazionali sui richiedenti asilo, molti dei quali rischiano di essere arrestati o torturati nei Paesi di origine. «Vent’anni di partenariato afghano-statunitense non devono essere dimenticati», ha ricordato la Coalizione della Comunità afghana negli Usa. Secondo Jeremy McKinney, presidente dell’American Immigration Lawyers Association, che rappresenta gli avvocati dell’immigrazione, la reazione di Trump equivale alla ricerca di un «capro espiatorio» che impatterà la vita di molti. Secondo un report del dipartimento della Sicurezza interna, nel 2023 un milione di persone era in attesa del diritto d’asilo.