NEW YORK – Un calendario per le elezioni in Ucraina, la revisione delle garanzie americane di sicurezza in caso di nuova invasione russa e il destino dei territori. I colloqui in Florida tra le delegazioni di Usa e Ucraina sono stati «tosti ma molto costruttivi». Ci sono buone chance per un accordo», ha festeggiato Trump a incontri finiti, salvo sottolineare: «Certo la corruzione non aiuta». «Finora è andato tutto bene», aveva detto in mattinata una fonte alla Cnn, mentre decine di giornalisti erano fuori in attesa di novità. Nel pomeriggio il capo della delegazione ucraina, il consigliere alla sicurezza Rustem Umerov, ha definito il vertice «produttivo, un successo».
L’ottimismo, soprattutto ucraino,meno da parte americana, non ha destato sorprese. Il messaggio doveva essere a tutti i costi positivo, ma ognuna ha usato toni differenti: gli ucraini hanno voluto inviare a Mosca un segnale di forza; gli americani hanno preferito parlare di “realismo”. L’incontro, durato più di quat…
NEW YORK – Un calendario per le elezioni in Ucraina, la revisione delle garanzie americane di sicurezza in caso di nuova invasione russa e il destino dei territori. I colloqui in Florida tra le delegazioni di Usa e Ucraina sono stati «tosti ma molto costruttivi». Ci sono buone chance per un accordo», ha festeggiato Trump a incontri finiti, salvo sottolineare: «Certo la corruzione non aiuta». «Finora è andato tutto bene», aveva detto in mattinata una fonte alla Cnn, mentre decine di giornalisti erano fuori in attesa di novità. Nel pomeriggio il capo della delegazione ucraina, il consigliere alla sicurezza Rustem Umerov, ha definito il vertice «produttivo, un successo».
L’ottimismo, soprattutto ucraino,meno da parte americana, non ha destato sorprese. Il messaggio doveva essere a tutti i costi positivo, ma ognuna ha usato toni differenti: gli ucraini hanno voluto inviare a Mosca un segnale di forza; gli americani hanno preferito parlare di “realismo”. L’incontro, durato più di quattro ore, si è svolto in un golf club, lo Shell Bay, dell’inviato della Casa Bianca e immobiliarista Steve Witkoff, nel sud della Florida, in una sala con vista sull’oceano, in un tratto di mare frequentato da sub e barracuda. A chilometri di distanza il presidente Donald Trump stava giocando a golf, qui hanno discusso i punti chiave del piano di pace per mettere fine al conflitto tra Russia e Ucraina. Da una parte il segretario di Stato americano, Marco Rubio, seduto al centro. Alla sua destra Witkoff, e alla sinistra il genero di Trump, Jared Kushner.
Di fronte, Umerov, accompagnato da consiglieri e rappresentanti militari. Rubio ha ribadito che i colloqui «sono stati molto costruttivi», ma anche ammesso che c’è «molto lavoro da fare» e che «la Russia avrà un un ruolo centrale». «Ci sono molti elementi in movimento - ha ammesso con i giornalisti - ovviamente c’è un’altra parte coinvolta che dovrà far parte dell’equazione. Questa proseguirà questa settimana, quando Witkoff andrà a Mosca, anche se siamo stati in contatto, in vari modi, anche con la parte russa, della quale abbiamo una buona comprensione delle posizioni». Umerov è stato chiaro: «Il nostro obiettivo è un’Ucraina prospera e forte». «Abbiamo discusso di tutte le questioni importanti - ha aggiunto - E gli Stati Uniti ci hanno sostenuto enormemente». Gli ostacoli restano la “formulazione” delle proposte da presentare ai russi.
Il vertice in Florida era molto atteso, perché arrivava dopo settimane di diplomazia e negoziati carichi di frizioni e sospetti. Nel frattempo la proposta di piano di pace in ventotto punti di Trump era finita nel tritacarne delle polemiche, con l’accusa di essere stata redatta direttamente dai russi e tradotta in inglese da un interprete del Cremlino. Nel tentativo di salvare la fiducia nel negoziato - tentativo confermato dalla durata dei colloqui di ieri - Rubio, Kushner e Witkoff hanno tenuto un ciclo di incontri con gli ucraini a Ginevra, un momento che entrambe le parti avevano definito un progresso verso una proposta di pace accettabile da Mosca e Kiev.
Ma l’appuntamento in Florida è arrivato anche nel momento più difficile per il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, il cui braccio destro, Andriy Yermak, è stato costretto alle dimissioni dopo le accuse di corruzione. Chi ne ha preso il posto a capo della delegazione, Umerov, ha spiegato su quali punti gli ucraini hanno cercato l’intesa più chiara: una «pace reale e garanzie di sicurezza affidabili e di lungo periodo». Le garanzie di sicurezza rappresentano un passaggio chiave: nella prima bozza, considerata filorussa, gli Stati Uniti non si erano impegnati in modo chiaro e non avevano indicato il livello di coinvolgimento in difesa dell’Ucraina in caso di nuova invasione. Quanto sia stato ottenuto realmente da Kiev deve ancora emergere.
Resta quel «c’è ancora molto da fare» detto da Rubio, e il riferimento al «realismo» e alla «centralità» russa, che lascia tutto in sospeso, mentre Witkoff, messo sotto accusa per i suoi rapporti privilegiati con i russi, oggi volerà a Mosca per presentare le nuove proposte.