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Russia, il nuovo dizionario plasma l’ideologia. Novità e omissioni da “autoritarismo” a “verità”

Il rettore dell'Università statale di San Pietroburgo presenta il nuovo Dizionario esplicativo della lingua statale della Federazione Russa. Copyright: Fondazione Roscongress 

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Il nuovo vocabolario normativo introduce parole inedite, ma ne vieta altre. Il matrimonio è solo “tra uomo e donna” e la vita “inizia col concepimento”. Si parla di “regime di Kiev” e di “egemonia” statunitense
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Ci sono parole che scompaiono. E altre che assumono nuovi significati. L’ideologia in Russia passa anche per il linguaggio. Come dimostra il nuovo Dizionario esplicativo della lingua di Stato redatto dall’Università Statale di San Pietroburgo che, quest’anno, è stato aggiunto per decreto all’elenco ufficiale dei dizionari normativi che le agenzie governative sono tenute a utilizzare.

Se qualcuno vorrà conoscere la definizione ufficiale di una parola in russo, d’ora in poi dovrà consultare quest’opera in due volumi da 900 pagine e 2.600 rubli, circa 30 euro. Perciò molti media russi si sono messi a spulciarla.

Gli autori dichiarano apertamente che l’obiettivo principale sia quello di promuovere i cosiddetti «valori spirituali e morali tradizionali russi» tanto da aver redatto alcune definizioni insieme al dipartimento legale della Chiesa russa ortodossa e altre sotto la supervisione del ministero della Giustizia.

Ci sono parole che scompaiono. E altre che assumono nuovi significati. L’ideologia in Russia passa anche per il linguaggio. Come dimostra il nuovo Dizionario esplicativo della lingua di Stato redatto dall’Università Statale di San Pietroburgo che, quest’anno, è stato aggiunto per decreto all’elenco ufficiale dei dizionari normativi che le agenzie governative sono tenute a utilizzare.

Se qualcuno vorrà conoscere la definizione ufficiale di una parola in russo, d’ora in poi dovrà consultare quest’opera in due volumi da 900 pagine e 2.600 rubli, circa 30 euro. Perciò molti media russi si sono messi a spulciarla.

Gli autori dichiarano apertamente che l’obiettivo principale sia quello di promuovere i cosiddetti «valori spirituali e morali tradizionali russi» tanto da aver redatto alcune definizioni insieme al dipartimento legale della Chiesa russa ortodossa e altre sotto la supervisione del ministero della Giustizia.

Le definizioni di “autoritarismo” e “democrazia”

Esistono l’“America”, gli “americani”, l’“Inghilterra” e gli “inglesi”. E persino gli “anglosassoni”. Ma non gli “ebrei”, né i “francesi” o i “tedeschi”. L’elenco delle parole bandite perché offensive si espande fino a includere anche la radice zhop, che ha portato molti cittadini a concludere che anche la parola zhopa, “culo”, sia ora considerata oscena.

Diversi lemmi assumono nuovi significati. Basti vedere la voce “autoritarismo” definita la “forma di governo più efficace in tempi difficili per un Paese”. O, per converso, “democrazia”: “Nella pratica della vita politica nei Paesi occidentali: una forma di governo in cui i cittadini hanno determinati diritti e libertà e le istituzioni statali agiscono nell'interesse delle persone più influenti che influenzano il processo decisionale su questioni di vita politica, economica e sociale della società”.

Alcune parole hanno definizioni stringate e per niente esaustive. Come “aborto”: «dal latino, partorire prematuramente». O “limitrofo”: «Nell’Europa del XXI secolo: uno Stato utilizzato come cuscinetto tra l’Europa occidentale e la Russia, politicamente, economicamente e culturalmente incapace di essere indipendente». Un riferimento alle ex Repubbliche sovietiche baltiche.

I “valori spirituali e morali”

Almeno 23 vocaboli sono definiti «un valore spirituale e morale tradizionale russo», da “patriottismo” a “umanesimo”. La “Costituzione” non è più la legge fondamentale dello Stato, ma soltanto «un atto normativo che istituisce giuridicamente lo Stato, definendo i diritti e gli obblighi reciproci di esso e dei cittadini sotto la sua giurisdizione, nonché la sua struttura interna». Il “matrimonio” è soltanto «l’unione familiare tra un uomo e una donna» e “omosessualità“ e “lesbismo” sono «una forma di deviazione sessuale» mentre la “vita” inizia «dal concepimento».

Abbondano poi i richiami all’attualità e, in particolare, all’offensiva in Ucraina. Se a proposito di “unità” gli autori citano “l’unità storica di bielorussi, russi e ucraini” e “l’unità dei popoli della Russia”, alla voce “regime” includono l’esempio “regime di Kiev” con la seguente spiegazione: «In Ucraina dal 2014: la forma consolidata di governo politico che rappresenta una minaccia per i diritti fondamentali e gli interessi della popolazione di lingua russa».

La parola “egemone” presta il destro per segnalare che «gli Stati Uniti, in quanto egemonia globale, si permettono di ignorare le regole per vincere sempre», mentre con “colonialismo” si ricorda «la politica dei Paesi occidentali volta a imporre la loro ideologia ai popoli di altri Paesi con l’obiettivo di sopprimere la loro identità nazionale e consolidare la loro posizione subordinata nel mercato globale».

Nel dizionario fanno il loro ingresso la parola gosudarstvoobrazujushchij, “formazione dello Stato”, dove si cita il ruolo di “religione” e “televisione nazionale”, e inoagent, “agente straniero”, nuovo marchio d’infamia che ha preso il posto dello staliniano “nemico del popolo”.

Tante parole, invece, scompaiono. Da “Gulag” o “stalinismo” ad altre apparentemente innocue come “fede”, “speranza” e “bene”. Ma la più grande assente è la parola “verità”.

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