NEW YORK – Sparare contro i sopravvissuti a un attacco in mare, mentre cercano di evitare la morte aggrappati al relitto, è illegale. Lo dice il manuale delle leggi guerra del Pentagono, nella sezione 18.3.2.1 intitolata “Clearly Illegal Orders to Commit Law of War Violations”, dove si parla delle violazioni alle norme più basilari sulla guerra: «Ad esempio, l’ordine di sparare sui naufraghi sarebbe chiaramente illegale». Quindi, nel caso dei bombardamenti contro le imbarcazioni dei narcos al largo del Venezuela, resta solo da appurare se la responsabilità ricade sul presidente Trump, il capo del Pentagono Hegseth, o l’ammiraglio Bradley che comandava le operazioni. Problema non da poco, mentre la Casa Bianca valuta le prossime mosse contro Nicolas Maduro, che potrebbero includere azioni di terra finalizzate a colpire i trafficanti, ma anche favorire la caduta del regime.
La portavoce Karoline Leavitt ha ammesso che almeno due naufraghi sono stati uccisi, ma ha difeso Hegseth, dicendo…
NEW YORK – Sparare contro i sopravvissuti a un attacco in mare, mentre cercano di evitare la morte aggrappati al relitto, è illegale. Lo dice il manuale delle leggi guerra del Pentagono, nella sezione 18.3.2.1 intitolata “Clearly Illegal Orders to Commit Law of War Violations”, dove si parla delle violazioni alle norme più basilari sulla guerra: «Ad esempio, l’ordine di sparare sui naufraghi sarebbe chiaramente illegale». Quindi, nel caso dei bombardamenti contro le imbarcazioni dei narcos al largo del Venezuela, resta solo da appurare se la responsabilità ricade sul presidente Trump, il capo del Pentagono Hegseth, o l’ammiraglio Bradley che comandava le operazioni. Problema non da poco, mentre la Casa Bianca valuta le prossime mosse contro Nicolas Maduro, che potrebbero includere azioni di terra finalizzate a colpire i trafficanti, ma anche favorire la caduta del regime.
La portavoce Karoline Leavitt ha ammesso che almeno due naufraghi sono stati uccisi, ma ha difeso Hegseth, dicendo che lui aveva dato solo l’ordine generale di colpire la loro imbarcazione. Il secondo attacco per finirli sarebbe quindi una decisione presa dall’ammiraglio Bradley. Conciliare questi opposti non è facile, perché il manuale di guerra del Pentagono stabilisce che sparare sui naufraghi è illegale e rientra negli ordini che i militari dovrebbero rifiutare di eseguire, come sollecitato in un video dal senatore Kelly, pilota veterano della Navy.
Trump ieri ha difeso Hegseth: «Non sapeva del secondo attacco». Lui ha confermato: «Ho visto il primo, un paio d’ore dopo ho saputo del secondo. Non ho visto superstiti. È la nebbia di guerra». Così spera di salvare capra e cavoli, ossia se stesso e Bradley. La contraddizione però è così evidente che la polemica si è già trasformata in iniziativa parlamentare. Il senatore repubblicano Wicker, presidente della Commissione Forze Armate, ha annunciato: «Condurremo un’inchiesta vigorosa, per determinare i fatti». Non giova a Trump il fatto che mentre ordina di bombardare i narcos venezuelani, concede la grazia all’ex presidente honduregno Juan Orlando Hernandez, condannato a 45 anni carcere negli Usa per traffico internazionale di cocaina.
Il problema è doppio. Il primo riguarda la responsabilità dell’azione, che secondo il New York Times potrebbe spingere il presidente a considerare di cacciare Hegseth. Se invece la colpa fosse scaricata su Bradley, gli effetti sull’umore delle forze armate sarebbero prevedibili e pericolosi per l’amministrazione. Poi si tratta di vedere anche l’impatto della crisi sulle decisioni che Trump sta per prendere, o ha già preso, sul Venezuela. Non sarebbe facile lanciare operazioni di terra contro un Paese formalmente non in guerra con gli Stati Uniti, mentre il Senato conduce un’inchiesta per appurare se l’amministrazione ha commesso un crimine ordinando i suoi raid.