“Liberate Barghouti, il Mandela della Palestina”: da Atwood a Bardem a Sting, l’appello di 200 star
dal nostro corrispondente Antonello GuerreraLONDRA - Oltre duecento star internazionali, tra cui Margaret Atwood, Benedict Cumberbatch, Mark Ruffalo, Sting, Paul Simon, Michael Stipe, Ian McKellen, Stephen Fry, Delia Smith, Ai Wei Wei, Javier Bardem, Brian Eno, Annie Lennox, Richard Branson e Zadie Smith, hanno firmato una lettera aperta chiedendo la liberazione di Marwan Barghouti, da loro descritto come il “Mandela della Palestina”.
I firmatari, tutte personalità del mondo del cinema, della musica, della letteratura e dello sport, vogliono così “esortare le Nazioni Unite e i governi di tutto il mondo a fare pressione sul governo israeliano affinché liberi Marwan, 66 anni, che ha trascorso 23 anni in prigione in seguito a quello che esperti legali definiscono un processo viziato”. Barghouti, parlamentare eletto al momento del suo arresto, “rimane il leader palestinese più popolare, figurando costantemente in testa ai sondaggi”.
La l…
LONDRA - Oltre duecento star internazionali, tra cui Margaret Atwood, Benedict Cumberbatch, Mark Ruffalo, Sting, Paul Simon, Michael Stipe, Ian McKellen, Stephen Fry, Delia Smith, Ai Wei Wei, Javier Bardem, Brian Eno, Annie Lennox, Richard Branson e Zadie Smith, hanno firmato una lettera aperta chiedendo la liberazione di Marwan Barghouti, da loro descritto come il “Mandela della Palestina”.
I firmatari, tutte personalità del mondo del cinema, della musica, della letteratura e dello sport, vogliono così “esortare le Nazioni Unite e i governi di tutto il mondo a fare pressione sul governo israeliano affinché liberi Marwan, 66 anni, che ha trascorso 23 anni in prigione in seguito a quello che esperti legali definiscono un processo viziato”. Barghouti, parlamentare eletto al momento del suo arresto, “rimane il leader palestinese più popolare, figurando costantemente in testa ai sondaggi”.
La lettera aperta
Nell’intenzione dei firmatari c’è quella di “riecheggiare il movimento culturale che fu centrale nel garantire la libertà di Nelson Mandela e la fine dell’apartheid in Sudafrica. Esprimiamo la nostra profonda preoccupazione per la continua detenzione di Marwan Barghouti, per il suo trattamento violento e per la negazione dei diritti legali durante la sua prigionia. Chiediamo alle Nazioni Unite e ai governi del mondo di adoperarsi attivamente per la liberazione di Marwan Barghouti dalla prigione israeliana”. “Come disse lo stesso Mandela nel 2002”, notano le circa duecento star, “ciò che sta accadendo a Barghouti è lo stesso che è accaduto a me”. Questa lettera aperta rappresenta l’inizio di un più ampio sforzo pubblico organizzato dalla Campagna internazionale per la liberazione di Marwan, con l’obiettivo finale di contribuire a garantire una pace duratura nella regione”.
L’appello di Annie Ernaux e Brian Eno
“Chiedo l’immediata liberazione di Marwan Barghouti, che è stato imprigionato da Israele per 23 anni in condizioni scandalose”, ha dichiarato la premio Nobel francese per la Letteratura, Annie Ernaux, “egli incarna la possibilità di pace che Netanyahu rifiuta, determinato com’è a continuare con l’espansione degli insediamenti in Cisgiordania”.
Secondo il musicista britannico Brian Eno, “la storia ci mostra che le voci culturali possono cambiare il corso della politica. Così come la solidarietà globale ha contribuito a liberare Nelson Mandela, tutti noi abbiamo il potere di accelerare il giorno in cui Marwan Barghouti sarà libero. La sua liberazione segnerebbe un punto di svolta in questa lunga lotta e porterebbe a tutti noi speranza”. Mentre per Selma Dabbagh, scrittrice e avvocata, “il processo a Marwan Barghouti è stato ampiamente riconosciuto come una farsa”.
La nuova campagna
L’appello arriva dopo il lancio della nuova Campagna internazionale per la liberazione di Marwan Barghouti avvenuto il 29 novembre 2025, mentre crescono le preoccupazioni riguardo al trattamento del politico palestinese incarcerato. In agosto, il ministro israeliano Itamar Ben-Gvir si è filmato mentre scherniva Barghouti in cella, mentre nelle settimane successive alla visita, secondo le testimonianze dei suoi familiari, Barghouti sarebbe stato picchiato dalle guardie, durante un trasferimento carcerario, fino a perdere conoscenza.
Tra i duecento firmatari dell’appello, figurano anche Arundhati Roy, Brian Cox, David Byrne, Jarvis Cocker, Karl Ove Knausgaard, Massive Attack, Naomi Klein, Olga Tokarczuk, Pedro Almodóvar, Peter Gabriel, Philip Pullman, Sally Rooney, Susan Sarandon e William Dalrymple.