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Spagna, focolaio di peste suina africana in Catalogna. Allarme export per lo jamon iberico

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Nove cinghiali morti. L’epidemia è stata individuata nella provincia di Barcellona: non avveniva da 31 anni. Sánchez: “Lavoriamo per contenerla”. Lo scorso anno Madrid ha esportato carne suina per un valore di 8,8 miliardi di euro: al momento 19 Paesi hanno vietato l’importazione
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Nove casi di cinghiali morti per peste suina africana in Spagna, nella provincia di Barcellona. Lo ha comunicato il Ministero dell’Agricoltura riportando l’esito delle analisi effettuate dal Laboratorio di Veterinaria di Algete: sette mammiferi deceduti sono risultati positivi al virus nella zona del parco naturale di Collserola, a quindici chilometri da Barcellona; la stessa dove lo scorso venerdì erano stati rinvenuti i primi due esemplari morti a causa dal morbo e dove in totale sono stati trovati 40 esemplari deceduti sottoposti alle analisi di laboratorio. Al momento non ci sono allevamenti suini colpiti.

Cos’è la peste suina africana

La peste suina africana, che non veniva rilevata in Spagna da 31 anni, è una malattia infettiva altamente contagiosa e mortale che colpisce suini, cinghiali e suidi selvatici ma non gli umani né attraverso il contatto né attraverso il contatto con gli animali né attraverso l’ingestione dei prodotti da loro derivati.

Ad oggi non esiste una cura part…

Nove casi di cinghiali morti per peste suina africana in Spagna, nella provincia di Barcellona. Lo ha comunicato il Ministero dell’Agricoltura riportando l’esito delle analisi effettuate dal Laboratorio di Veterinaria di Algete: sette mammiferi deceduti sono risultati positivi al virus nella zona del parco naturale di Collserola, a quindici chilometri da Barcellona; la stessa dove lo scorso venerdì erano stati rinvenuti i primi due esemplari morti a causa dal morbo e dove in totale sono stati trovati 40 esemplari deceduti sottoposti alle analisi di laboratorio. Al momento non ci sono allevamenti suini colpiti.

Cos’è la peste suina africana

La peste suina africana, che non veniva rilevata in Spagna da 31 anni, è una malattia infettiva altamente contagiosa e mortale che colpisce suini, cinghiali e suidi selvatici ma non gli umani né attraverso il contatto né attraverso il contatto con gli animali né attraverso l’ingestione dei prodotti da loro derivati.

Ad oggi non esiste una cura particolare ma si possono soltanto attuare protocolli per prevenire la diffusione e arginare i contagi che avvengono per contatto fra animali infetti, oppure attraverso la puntura di insetti o per trasmissione indiretta legata a cibi o oggetti contaminati.

L’origine del contagio

E sarebbe proprio quest’ultima l’origine del contagio catalano, secondo quanto riportato dall'assessore all'Agricoltura catalano Òscar Ordeig. "È troppo presto per conoscere l'origine dell'epidemia, sebbene la possibilità che il virus provenga dall'abbandono di un salume contaminato in un panino è molto alta". "L'epidemia", ha spiegato, "è stata rilevata in una zona dove circolano molti camion e ci sono aree di servizio. La possibilità che un cinghiale abbia ingerito cibo infetto è elevata". E ha poi aggiunto che "la priorità assoluta è quella di contenere il focolaio; non ci sono casi fuori dal focolaio e questo è un buon segnale”.

L’emergenza sanitaria

Massiccio il piano di contenimento dell’allerta sanitaria organizzato dal governo catalano con disinfezioni, raccolta e gestione delle carcasse, ricerca con droni e calcolo delle densità di popolazione dei cinghiali in un’area di venti chilometri intorno alla zona del focolaio. In campo 250 agenti dei corpi di sicurezza locali, più di 100 soldati dell’Unità di emergenza militare oltre a rappresentanti del corpo forestale e personale e veterinari del parco di Collserola.

Sánchez: “Lavoriamo per contenerla”

"Stiamo lavorando con il governo catalano, le autorità competenti e con il settore per porre fine al focolaio e per mantenere aperti i mercati per l'export", ha commentato il presidente del governo spagnolo Pedro Sánchez chiedendo “prudenza, lavoro e tranquillità". Il governo ha segnalato i casi alla Commissione Europea e all'Organizzazione Mondiale per la Salute Animale.

"Sono arrivate notizie molto buone da un mercato particolarmente rilevante per la Spagna che è quello cinese, ovvero che, ad eccezione dei prodotti che provengono dalla provincia di Barcellona, le esportazioni di carne suina continueranno", ha aggiunto il leader socialista.

L’allarme export

Se da un lato l’emergenza è quella di contenere il focolaio, dall’altro c’è l’esigenza di proteggere un settore strategico per l’economia spagnola e catalana. La Spagna è il terzo Paese al mondo per export di suino, dietro a Stati Uniti e Canada: il valore economico del settore è di 8.830 milioni di euro, vengono esportati 2,6 milioni di tonnellate all’anno principalmente verso i Paesi dell’Unione europea, seguiti da Cina, Giappone, Corea del Sud e Messico. La Catalogna, con 8.026.467 di suini, è la principale comunità produttrice della Spagna con un export di circa 3mila milioni di euro l’anno.

Il ministro dell’Agricoltura, Luis Planas, ha dichiarato che un terzo dei Paesi che importano il suino spagnolo ha sospeso le importazioni per precauzione dopo la segnalazione dei primi casi. Al momento sono 19 i Paesi che hanno vietato l’ingresso della carne suina spagnola, mentre 24 hanno ristretto le importazioni alla sola zona del focolaio. Una situazione che preoccupa molto l’industria del suino, considerando che devono trascorrere 12 mesi dall’ultimo caso registrato per dichiarare la fine dell’epidemia.

Il calo del prezzo al chilo

Tra i primi ricaschi della crisi la commissione dei prezzi del suino di Mercolleida, la borsa di riferimento in Spagna, ha abbassato di dieci centesimi il prezzo al chilo del suino vivo da ingrasso arrivando a 1,212 euro, la diminuzione più significative del settore dall’introduzione dell’euro.

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