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Stati Uniti, record della marijuana: il consumo quotidiano ha superato quello dell’alcol

(reuters)

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Nel 2022 sono stati 18 milioni i consumatori quotidiani, un milione più rispetto a un decennio prima. E il dato è destinato ad aumentare dopo che molti Stati, a cominciare da New York, hanno liberalizzato l’uso
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NEW YORK - L’America sta andando in "fumo”, ma col sorriso. È quello che dicono sui social gli americani, dopo la pubblicazione dei dati sul consumo di marijuana negli Stati Uniti. L’uso della cannabis tra i giovani ha raggiunto numeri da record: solo nel 2022 erano 18 milioni i consumatori quotidiani, un milione più rispetto a un decennio prima. E il dato è destinato ad aumentare dopo che molti Stati, a cominciare da New York, hanno liberalizzato l’uso della marijuana. Il consumo quotidiano di “erba” ha superato, secondo i dati del governo federale, quello dell'alcol.

La crisi da dipendenza non viene affrontata come tale perché si ritiene che la marijuana sia sicura e non crei dipendenza. Ma i casi di intossicazione sono in aumento. L’agenzia Ap ricorda alcuni casi, come quello di Megan Feller, 24 anni, che fumava cannabis molte volte al giorno e non riusciva a farne a meno: senza, non era in grado neanche di dormire o mangiare. Aveva cominciato a 16 anni. “Non pensavo - confessa - c…

NEW YORK - L’America sta andando in "fumo”, ma col sorriso. È quello che dicono sui social gli americani, dopo la pubblicazione dei dati sul consumo di marijuana negli Stati Uniti. L’uso della cannabis tra i giovani ha raggiunto numeri da record: solo nel 2022 erano 18 milioni i consumatori quotidiani, un milione più rispetto a un decennio prima. E il dato è destinato ad aumentare dopo che molti Stati, a cominciare da New York, hanno liberalizzato l’uso della marijuana. Il consumo quotidiano di “erba” ha superato, secondo i dati del governo federale, quello dell'alcol.

La crisi da dipendenza non viene affrontata come tale perché si ritiene che la marijuana sia sicura e non crei dipendenza. Ma i casi di intossicazione sono in aumento. L’agenzia Ap ricorda alcuni casi, come quello di Megan Feller, 24 anni, che fumava cannabis molte volte al giorno e non riusciva a farne a meno: senza, non era in grado neanche di dormire o mangiare. Aveva cominciato a 16 anni. “Non pensavo - confessa - che fosse un grosso problema. Fumare era una cosa socialmente accettata”. Adesso la dipendenza comincia a essere un fenomeno diffuso: in media tre consumatori su dieci si sono presentati al pronto soccorso con sintomi di intossicazione lievi, moderati o gravi.

“E si tratta di dipendenza, nonostante la convinzione che con la marijuana non sia possibile”, ha spiegato all’agenzia Ap Smita Das, psichiatra delle dipendenze a Stanford University. E’ un parere condiviso da Jennifer Exo, della Hazelden Betty Ford Foundation, noprofit del Minnesota che si occupa di dipendenze. “C’è - sottolinea - questa convinzione diffusa che non ci si possa davvero dipendere, che non possa essere un problema”. Sebbene non sia dannosa come droghe più pesanti, un uso frequente della marijuana porta problemi di apprendimento, memoria e attenzione, oltre a nausea cronica, vomito e problemi polmonari. Una volta i più anziani mettevano in guardia i giovani, dicendo: se cominci con la canna, finirai per drogarti. Non è ancora così ma gli effetti collaterali si sono aggravati.

A incidere sui sintomi, rispetto al passato, è la composizione della cannabis: secondo il National Institute on Drug Abuse, rispetto agli anni ’60 la percentuale di Thc (il tetraidrocannabinolo), il principale composto psicoattivo che provoca euforia, è passata dal 5 al 40 per cento, o anche di più. I giovani americani tendono a concentrare dosi potenti per avere un effetto sballo ancora più forte. Si parla di giovani, ma non sono gli unici. In Minnesota, per esempio, il numero dei casi al pronto soccorso legati al consumo di marijuana è aumentato e riguarda soprattutto adulti di mezza età. Il desiderio di fuga dalla realtà appare un fenomeno trasversale. New York è diventata una delle "capitali della marijuana”: l’aroma dolciastro, come avrà notato anche qualche turista, si diffonde già alle 8 di mattina lungo qualche marciapiede di Manhattan, anche a Downtown e nell’area di Union Square e Washington Square.

Con la liberalizzazione della cannabis, nella sola città sono stati aperti quasi 180 negozi autorizzati a vendere la marijuana agli adulti. In tutto lo Stato di New York sono cinquecento, l’ultimo è stato inaugurato dieci giorni fa. Ma questi sono i rivenditori ufficiali. Il numero dei posti dove rifornirsi in modo illegale sarebbero, in realtà, migliaia. E’ un fenomeno nazionale: in Usa il consumo di erba per scopi ricreativi e non medici è legale in più di venti Stati, oltre al distretto di Washington Dc, la capitale. Tra questi, New Jersey, Massachusetts, a guida democratica, ma anche i conservatori Montana, Ohio e Alaska. A livello nazionale la vendita di marijuana ha alimentato un mercato da 31,4 miliardi di dollari. Numeri destinati a crescere nei prossimi anni.

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