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Germania, governo Merz salvo per un soffio: sì al pacchetto pensioni

(reuters)

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La riforma previdenziale incassa 319 voti ma restano i dubbi sulla tenuta di un governo ancora giovane ma finito già troppo spesso sull’orlo della crisi
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BERLINO – L’unico dei ribelli della Cdu/Csu che ha deciso di venire allo scoperto per spiegare al Bundestag perché voterà contro parla per ultimo. E Pascal Reddig (Cdu) entra subito nel merito: “il cambiamento demografico non aspetta le prossime elezioni”. Voterà contro “perché questo va tutto ciò per cui faccio politica, contro l’equità generazionale”. Lui è uno dei diciotto “giovani” della Cdu e Csu che avevano fatto sapere da settimane che avrebbero cercato di affossare un ‘pacchetto pensioni’ che carica sulle nuove generazioni 115 miliardi di costi aggiuntivi a partire dal 2031. Anche a rischio di far cadere il governo.

Alla fine di una mattinata al cardiopalmo la conta nominale sotto la cupola trasparente del Reichstag salva però Friedrich Merz. La riforma previdenziale incassa 319 voti - al netto di qualche defezione sembrano quelli garantiti dalla cosiddetta “maggioranza del cancelliere”. Ma forse sulla decisione di qualche ribelle di rientrare nei ranghi, osserva un esponente …

BERLINO – L’unico dei ribelli della Cdu/Csu che ha deciso di venire allo scoperto per spiegare al Bundestag perché voterà contro parla per ultimo. E Pascal Reddig (Cdu) entra subito nel merito: “il cambiamento demografico non aspetta le prossime elezioni”. Voterà contro “perché questo va tutto ciò per cui faccio politica, contro l’equità generazionale”. Lui è uno dei diciotto “giovani” della Cdu e Csu che avevano fatto sapere da settimane che avrebbero cercato di affossare un ‘pacchetto pensioni’ che carica sulle nuove generazioni 115 miliardi di costi aggiuntivi a partire dal 2031. Anche a rischio di far cadere il governo.

Alla fine di una mattinata al cardiopalmo la conta nominale sotto la cupola trasparente del Reichstag salva però Friedrich Merz. La riforma previdenziale incassa 319 voti - al netto di qualche defezione sembrano quelli garantiti dalla cosiddetta “maggioranza del cancelliere”. Ma forse sulla decisione di qualche ribelle di rientrare nei ranghi, osserva un esponente di spicco della Cdu a microfoni spenti, ha pesato l’annuncio della Linke di astenersi. “Domani - argomenta - nessuno avrebbe voluto leggere sui giornali il titolo ‘Merz salvato dalla Linke’ - neanche i ribelli”.

Ma i dubbi sulla tenuta di un governo ancora giovane ma finito già troppo spesso sull’orlo della crisi, resta. E nel caso di Merz, non c’è neanche la scusa di un’instabilità dovuta alla strutturale fragilità di un esecutivo a tre, come nel caso del suo predecessore, Olaf Scholz. Il cancelliere conservatore governa solo con la Spd, e la Germania ha vissuto decenni di navigazione tranquilla con quella che in altri tempi si chiamava Grande coalizione, soprattutto negli anni di Angela Merkel. Il suo successore sembra faticare cronicamente nella ricerca delle maggioranze, come ha titolato questa settimana l’organo di riferimento dei conservatori tedeschi, la Frankfurter Allgemeine Zeitung.

Stamane, all’inizio della discussione, il segretario generale della Cdu, Carsten Linnemann, ha ammesso che sulla riforma “è mancato il coraggio”. Il pacchetto pensioni promette un mantenimento degli assegni pensionistici al 48% della media degli stipendi, e dopo il 2031 secondo i “ribelli” diventa insostenibile per i conti pubblici e le giovani generazioni che dovranno farsene carico. “Ma oggi - ha proseguito Linnemann - abbiamo bisogno di un mandato forte per questa coalizione, per il cancelliere della Repubblica federale”. Soprattutto, il segretario generale ha promesso che “non ci renderemo dipendenti dalla Linke. Punto”.

La leader della sinistra, Heidi Reichinnek, ha spiegato poco dopo dal pulpito del Bundestag le ragioni della clamorosa decisione della Linke astenersi invece di votare contro. “Un pensionato su cinque è povero o a rischio povertà. Vergogna. Un terzo dei tedeschi non ha un centesimo a fine mese. Ma quale equità generazionale, i giovani non vi interessano, oggi avete fatto approvare la riforma della leva. Qui è in ballo il destino di 21 milioni di pensionati”.

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