La dichiarazione congiunta siglata da Vladimir Putin e Narendra Modi parla chiaro: «I leader hanno sottolineato che nell’attuale situazione geopolitica complessa, tesa e incerta, i legami russo-indiani rimangono resistenti alle pressioni esterne». Destinatario del messaggio: il presidente Donald Trump che, alla fine di agosto, aveva imposto dazi del 50% all’India accusandola di finanziare lo sforzo bellico russo in Ucraina continuando ad acquistare petrolio greggio da Mosca a prezzi particolarmente vantaggiosi. Da allora, l’India ha diminuito i suoi acquisti di greggio russo, che rappresentano il 36% del volume del suo petrolio raffinato, ma col vertice di oggi ha fatto capire di non volerci rinunciare.
«La Russia è un fornitore affidabile di petrolio, gas, carbone e tutto ciò che è necessario per lo sviluppo energetico dell’India. Siamo pronti a continuare a fornire petrolio senza interruzioni all’economia indiana in rapida crescita», ha promesso il presidente russo nel corso della …
La dichiarazione congiunta siglata da Vladimir Putin e Narendra Modi parla chiaro: «I leader hanno sottolineato che nell’attuale situazione geopolitica complessa, tesa e incerta, i legami russo-indiani rimangono resistenti alle pressioni esterne». Destinatario del messaggio: il presidente Donald Trump che, alla fine di agosto, aveva imposto dazi del 50% all’India accusandola di finanziare lo sforzo bellico russo in Ucraina continuando ad acquistare petrolio greggio da Mosca a prezzi particolarmente vantaggiosi. Da allora, l’India ha diminuito i suoi acquisti di greggio russo, che rappresentano il 36% del volume del suo petrolio raffinato, ma col vertice di oggi ha fatto capire di non volerci rinunciare.
«La Russia è un fornitore affidabile di petrolio, gas, carbone e tutto ciò che è necessario per lo sviluppo energetico dell’India. Siamo pronti a continuare a fornire petrolio senza interruzioni all’economia indiana in rapida crescita», ha promesso il presidente russo nel corso della sua prima visita in quattro anni a Nuova Delhi. Modi lo ha ringraziato per «il suo incrollabile sostegno all’India», aggiungendo che «la sicurezza energetica è un pilastro importante e solido» della loro partnership.
Il premier indiano non ha nominato il petrolio russo, ma il suo ministro degli Esteri Vikram Misri non ha fatto mistero che se ne sia parlato dicendo che la priorità del governo indiano resta garantire il fabbisogno energetico dei suoi 1,4 miliardi di abitanti. E, a fugare ogni dubbio, nel comunicato congiunto finale in 70 punti, è stata esplicitamente menzionata «la cooperazione attuale e potenziale tra le aziende russe e indiane in settori quali petrolio e prodotti petroliferi, tecnologie di raffinazione e petrolchimiche, servizi petroliferi, tecnologie di estrazione e infrastrutture correlate».
L’amicizia tra Modi e Putin
Pesa anche la relazione speciale tra i due leader. Modi ha salutato il suo ospite come un «vero amico». Lo ha accolto personalmente giovedì sera all’aeroporto di Nuova Delhi, gli ha srotolato il tappeto rosso, offerto una cena privata e ha regalato una copia in lingua russa dell’antico poema epico indiano, la Bhagavad Gita.
Oggi ha ricevuto Putin sul piazzale del Rashtrapati Bhavan, il palazzo presidenziale di epoca coloniale, con 21 colpi di cannone a salve e ha descritto la duratura partnership dell’India con la Russia come «una stella polare». «Basate sul rispetto reciproco e sulla profonda fiducia, queste relazioni hanno sempre resistito alla prova del tempo», ha detto. Putin, dal canto suo, ha visitato il Raj ghat, il monumento commemorativo di Gandhi, e lasciando un messaggio nel libro dei visitatori ha citato Lev Tolstoj.
Il conflitto in Ucraina sullo sfondo
Nel suo tentativo equilibrista di non inimicarsi troppo gli Stati Uniti, Modi si è detto ottimista riguardo a una risoluzione pacifica del conflitto russo-ucraino. «Sin dall’inizio l’India ha solidamente chiesto la pace: diamo il benvenuto a tutti gli sforzi in corso per una soluzione pacifica e durevole. Siamo sempre stati pronti a contribuire», ha detto. «Grazie per i vostri sforzi per trovare una soluzione a questa situazione», ha risposto Putin. Nel comunicato congiunto, però, non si è fatto alcun riferimento al conflitto in Ucraina.
Armi e commercio
Nel corso del vertice bilaterale, i due leader hanno semmai parlato soprattutto di armi e i loro ministri della Difesa si sono incontrati. Sulla scia del confronto militare con il Pakistan dello scorso maggio, Nuova Delhi vorrebbe acquistare i nuovi missili terra-aria russi S-400 e i caccia russi di quinta generazione Su-57.
In agenda anche il commercio. Al termine dei colloqui è stato annunciato un programma di cooperazione economica che dovrebbe contribuire a diversificare le attività reciproche per aumentare gli scambi commerciali annuali a 100 miliardi di dollari entro il 2030 e la prospettiva di un accordo di libero scambio tra l’India e l’Unione Economica Eurasiatica. Putin ha anche segnalato un progetto in corso per costruire la più grande centrale nucleare indiana a Kudankulam.
Per l’India, però, si tratta di accordi non indolori. «Si trova di fronte a un dilemma», ha scritto sulla rivista Foreign Policy Michael Kugelman, ricercatore senior del think tank Atlantic Council di Washington. «Adottando misure per rafforzare i legami con Mosca o Washington, Nuova Delhi rischia di compromettere i legami con l'altra parte». Bisogna vedere se Trump reagirà.