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Allarme nucleare su Chernobyl: “La cupola non è più sicura”

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L’Aiea: lo scudo che deve evitare perdite radioattive danneggiato da un attacco russo a febbraio. “Persa la capacità di contenimento
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Ben prima di Putin e della sua decisione di invadere, l’incubo dell’Ucraina si chiamava Chernobyl, il reattore numero 4 della centrale nucleare che esplose nella notte tra il 25 e il 26 aprile del 1986. Un incubo radioattivo, soffocato da una gigantesca cupola di acciaio che, si scopre ora, non è più sicura. Il drone kamikaze che il 14 febbraio scorso ha colpito l’impianto, generando un incendio, ha infatti prodotto dei danni seri all’involucro. A lanciare l’allarme è l’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea) che chiama le autorità ucraine a un «immediato e tempestivo» intervento di ristrutturazione completa.

Dieci mesi fa, la notizia dell’esplosione del drone sulla centrale di Chernobyl aveva colto tutti di sorpresa. È dall’inizio del conflitto che artiglieria e velivoli scherzano col fuoco nucleare, colpendo vicinissimo ai reattori ancora attivi, ma finora era stata quella di Zaporizhzhia a preoccupare di più, perché si trova nei pressi del fronte ed è stata conquistata…

Ben prima di Putin e della sua decisione di invadere, l’incubo dell’Ucraina si chiamava Chernobyl, il reattore numero 4 della centrale nucleare che esplose nella notte tra il 25 e il 26 aprile del 1986. Un incubo radioattivo, soffocato da una gigantesca cupola di acciaio che, si scopre ora, non è più sicura. Il drone kamikaze che il 14 febbraio scorso ha colpito l’impianto, generando un incendio, ha infatti prodotto dei danni seri all’involucro. A lanciare l’allarme è l’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea) che chiama le autorità ucraine a un «immediato e tempestivo» intervento di ristrutturazione completa.

Dieci mesi fa, la notizia dell’esplosione del drone sulla centrale di Chernobyl aveva colto tutti di sorpresa. È dall’inizio del conflitto che artiglieria e velivoli scherzano col fuoco nucleare, colpendo vicinissimo ai reattori ancora attivi, ma finora era stata quella di Zaporizhzhia a preoccupare di più, perché si trova nei pressi del fronte ed è stata conquistata dall’esercito russo. Kiev ha accusato Mosca di aver deliberatamente bersagliato il New Safe Confinement di Chernobyl, come si chiama lo scudo prottettivo da 36 mila tonnellate costruito nel 2019 attorno al reattore 4, che ingloba anche il primo sarcofago di cemento e acciaio calato subito dopo l’incidente. Il Cremlino ha negato responsabilità.

La settimana scorsa gli esperti dell’Agenzia atomica hanno completato un’ispezione approfondita, confermando che a seguito del raid la struttura «ha perso le sue principali funzioni di sicurezza, tra cui la capacità di isolamento». Pur sottolineando che «non vi sono danni permanenti alle strutture portanti o ai sistemi di monitoraggio», e che quindi il livello delle radiazioni è rimasto nella norma, non essendo state rilevate fughe, è necessaria la ristrutturazione per garantire la sicurezza a lungo termine. «Le limitate riparazioni temporanee del tetto, eseguite dopo l’esplosione, non sono sufficienti», ritengono gli ispettori Aiea. Altre opere sono programmate per il prossimo anno.

Il New Safe Confinement è stato fabbricato con l’obiettivo di isolare per «almeno un secolo» il luogo del disastro: è alto 110 metri e largo 256, ed è stato realizzato in due blocchi, che sono stati spostati sopra il reattore. Per realizzarlo ci sono voluti nove anni ed è costato 2,2 miliardi di euro, finanziato da 45 Paesi, dall’Ue e dalla Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo. Sulla base dell’esito della missione, l’Aiea raccomanda pure l’ulteriore ripristino della struttura della cupola, «incluse misure per la protezione dall’umidità, e un programma di controllo aggiornato della corrosione, così come il miglioramento del sistema automatico di monitoraggio».

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