✕

Merz in pressing, pronto a pagare di più per usare i beni russi

Ascolta l'audio

Il cancelliere tedesco ha fretta di risolvere la spinosa questione dello sfruttamento degli asset russi congelati: entro la prossima settimana dovrà mettere insieme sufficienti garanzie dei partner europei da convincere il Belgio ad abbandonare le sue riserve
1 minuti di lettura

BERLINO – Friedrich Merz ha fretta di risolvere la spinosa questione dello sfruttamento degli asset russi. D’un lato perché ai dubbi del mondo finanziario, racconta una fonte diplomatica, si stanno aggiungendo quelli delle imprese che hanno ancora legami con la Russia, che starebbero segnalando ad alcuni governi che temono pesanti ritorsioni di Mosca. Dall’altro il cancelliere tedesco vuole segnalare alla Russia ma anche agli Stati Uniti che su quei beni immobilizzati in Europa non può decidere certo Washington. Soprattutto, Merz è ansioso di sciogliere quel nodo, racconta una fonte tedesca vicina al dossier, «perché non ha alternative».

Il “piano B” elaborato da von der Leyen nel caso non si riuscisse a trovare un accordo sulle garanzie, è uno specchietto per le allodole. È quasi impraticabile, per il cancelliere. Prevede che si smobilizzino 90 miliardi di euro nei prossimi due anni per l’Ucraina emettendo bond garantiti dal Bilancio europeo o dal Mes. E se in Italia il solo menziona…

BERLINO – Friedrich Merz ha fretta di risolvere la spinosa questione dello sfruttamento degli asset russi. D’un lato perché ai dubbi del mondo finanziario, racconta una fonte diplomatica, si stanno aggiungendo quelli delle imprese che hanno ancora legami con la Russia, che starebbero segnalando ad alcuni governi che temono pesanti ritorsioni di Mosca. Dall’altro il cancelliere tedesco vuole segnalare alla Russia ma anche agli Stati Uniti che su quei beni immobilizzati in Europa non può decidere certo Washington. Soprattutto, Merz è ansioso di sciogliere quel nodo, racconta una fonte tedesca vicina al dossier, «perché non ha alternative».

Il “piano B” elaborato da von der Leyen nel caso non si riuscisse a trovare un accordo sulle garanzie, è uno specchietto per le allodole. È quasi impraticabile, per il cancelliere. Prevede che si smobilizzino 90 miliardi di euro nei prossimi due anni per l’Ucraina emettendo bond garantiti dal Bilancio europeo o dal Mes. E se in Italia il solo menzionare il fondo salva-Stati provoca le barricate della Lega o dei 5Stelle (puntualmente è accaduto anche nei giorni scorsi), la parola “eurobond” è un drappo rosso per la stragrande maggioranza dei tedeschi, anzitutto per il partito del cancelliere, la Cdu. Secondo la stessa fonte, per di evitare questa ipotesi, Merz e il ministro delle Finanze Lars Klingbeil (Spd) sarebbero persino pronti a offrire garanzie maggiori rispetto agli altri Paesi europei sugli asset russi.

Merz è reduce, venerdì scorso, da un voto vinto sul filo su una riforma delle pensioni osteggiata da una parte del suo partito, la Cdu/Csu. La bocciatura avrebbe mandato a casa il governo. E per il leader dei conservatori sarebbe improponibile in questa fase far passare l’idea di aiuti all’Ucraina finanziati attraverso “debiti comuni” come i tedeschi amano definire le obbligazioni europee. Tanto più con un partito all’opposizione come l’Afd che è più austero dei conservatori e visceralmente anti-ucraino. L’Afd è diventata il primo partito in molti sondaggi degli ultimi mesi. La Cdu/Csu è sotto enormi pressioni alla vigilia di un super anno elettorale, di voti comunali e regionali che potrebbero mettere definitivamente in crisi il cordone sanitario verso l’Afd.

Al Consiglio europeo del 18 dicembre una mancata intesa sugli asset russi o sul “piano B” di von der Leyen rischierebbe però di lasciare l’Ucraina senza aiuti Ue. Oggi Merz incontra a Londra il presidente ucraino Zelensky, il premier britannico Starmer e il presidente francese Macron. Ed entro la prossima settimana dovrà mettere insieme sufficienti garanzie dei partner europei da convincere il Belgio ad abbandonare le sue riserve sull’ipotesi di sfruttamento degli asset russi. È una corsa contro il tempo.

Leggi i commenti