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Starmer nell’angolo, anche il suo Rasputin lo scarica. E Blair cerca un successore premier

Starmer nell’angolo, anche il suo Rasputin lo scarica. E Blair cerca un successore premier

Il primo ministro britannico è sempre più in bilico. L’associazione centrista “Labour Together del consigliere Morgan McSweeney pensa già al dopo, così come l’ex primo ministro. Ecco i nomi in gioco

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LONDRA - Keir Starmer è così in bilico che persino il think tank che lo ha formato e ha lanciato la sua carriera politica, il centrista Labour Together del suo “Rasputin” Morgan McSweeney, sta cercando possibili successori del premier. L’associazione politica con a capo McSweeney ha infatti lanciato sondaggi e manifestazioni di interesse con diversi “focus group” per capire quale alternativa potrebbe essere più appetibile per il primo ministro britannico, da mesi oramai a picco nelle intenzioni di voto.

Un sondaggio inviato alle sezioni locali del Labour, ottenuto dal Times, ha invitato i membri a indicare i politici che, rispetto a Starmer, avessero “le migliori possibilità di portare il Labour alla vittoria elettorale alle prossime elezioni” e a classificare coloro per cui sarebbero più propensi a votare in un’elezione per la leadership. Otto importanti esponenti laburisti sono stati menzionati insieme al leader. Per esempio, cinque ministri pesanti come quello della Sanità, Wes Streeting, la ministra dell’Interno Shabana Mahmood, quella dell’istruzione Bridget Phillipson, fino a Ed Miliband e Darren Jones, rispettivamente titolare del dicastero dell’Energia e capo di gabinetto del primo ministro.

Labour Together ha inoltre incluso Angela Rayner, ex vicepremier della sinistra del partito dimessasi per uno scandalo di 40mila sterline di tasse non pagate per l’acquisto di una seconda casa a Brighton, e il sindaco di Manchester Andy Burnham, che già durante l’ultima conferenza di partito a Liverpool lo scorso settembre aveva duramente messo in discussione la leadership di Starmer.

Ai partecipanti al questionario online, ottenuto dal quotidiano inglese, è stata offerta la possibilità di partecipare a un’estrazione con premio 500 sterline ed “è stato poi chiesto di posizionare ciascun politico su una “scala sinistra-destra” che andava da “molto di sinistra” a “molto di destra”, riguardo alle singole posizioni”. Il sondaggio si conclude infine con una serie di possibili sfide dirette tra candidati alla leadership.

Non solo. A quanto si apprende, anche un colosso laburista come Tony Blair avrebbe perso la fiducia in Starmer. I due non si sono mai presi più di tanto, ma l’anno scorso, poco prima delle elezioni, l’ex primo ministro benedisse Sir Keir alla conferenza del suo think tank come “la persona giusta per il nostro Paese”. Ora, chi è vicino a Blair sostiene che l’ex leader del New Labour sarebbe sempre meno convinto del futuro politico del suo “robotico” successore, soprattutto in un corpo a corpo politico contro un tribuno del popolo come Nigel Farage.

Questa settimana, sono previsti i drink di Natale di Blair - tra l’altro proprio lo stesso giorno di quelli del primo ministro a Downing Street con i giornalisti parlamentari - e per il suo evento Sir Tony ha invitato a parlare addirittura la ministra dell’Interno Shabana Mahmood, una dei favoriti a rimpiazzare Starmer. Pare un chiaro avvertimento politico. Tuttavia, a quanto si apprende, il favorito di Blair sarebbe un altro ministro, quello della Salute, Wes Streeting. Il quale è già stato accusato proprio da una gola profonda di Number 10 di complottare contro Starmer e che secondo Blair avrebbe tutto per vincere le prossime elezioni: giovane, carismatico, convincente, liberal, europeista e centrista.

Nonostante un ammirevole attivismo internazionale (vedi la Coalizione dei Volenterosi), la sua mancanza di visione, carisma e un primo anno decisamente incolore al governo sembrano aver reso Starmer già un’anatra zoppa. Nel frattempo, Nigel Farage e la sua destra populista e anti-migranti stanno volando nei sondaggi e la strategia del primo ministro sinora è stata quella di presentarsi agli elettori come “l’ultimo baluardo contro l’estrema destra a Downing Street”.

Ma, come già visto in Italia con l’antiberlusconismo, questa tattica non funzionerà se contestualmente non si offre agli elettori una visione e una alternativa seria a Farage. Sinora, il governo di Starmer ha cercato di agitare il pugno duro sull’immigrazione illegale e legale, ma in generale ha zoppicato visibilmente, mettendo pezze di vario tipo ai problemi del Paese ma scontentando un po’ tutti. Inclusa la Difesa, che vorrebbe finanziamenti e impegni molto più stringenti invece di tanti slogan e annunci dell’esecutivo spesso con poca sostanza, secondo i critici.

Dunque, la strada della sopravvivenza politica per Starmer è sempre più stretta. Oramai è chiaro che il primo ministro britannico si giocherà tutto, o quasi, alle prossime elezioni locali del Regno, previste nel maggio 2026. Se il Labour allora prendesse un’altra scoppola epocale - come è molto probabile secondo i sondaggi - allora la carriera di Sir Keir potrebbe essere arrivata davvero al capolinea.

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