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Scontri Thailandia-Cambogia, vacilla la pax americana

(afp)

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Raid aerei di Bangkok dopo un nuovo conflitto a fuoco lungo il confine conteso. Evacuate decine di migliaia di persone
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PECHINO – Tra Thailandia e Cambogia sono ripresi gli scontri. E la “pace di Donald Trump” traballa. L’esercito di Bangkok ha lanciato attacchi aerei lungo il confine conteso con la Cambogia dopo che un soldato thailandese è rimasto ucciso e otto sono rimasti feriti. «L’azione militare contro la Cambogia continuerà fino a quando la sovranità e l’integrità territoriale della Thailandia non saranno garantite», dice il ministero degli Esteri di Bangkok.

Ciascuna delle due parti accusa l’altra di aver sparato per prima. Bangkok sostiene che le sue truppe sono state bersagliate dal fuoco cambogiano nella provincia di Ubon Ratchathani. Phnom Penh sostiene al contrario che ieri mattina le forze thailandesi hanno lanciato un attacco nelle province di confine di Preah Vihear e Oddar Meanchey. Entrambe le parti si accusano reciprocamente da settimane di aver violato il cessate il fuoco.

Nei raid aerei di ieri, secondo il ministro dell’Informazione cambogiano Neth Pheaktra, sono rimasti uccisi qu…

PECHINO – Tra Thailandia e Cambogia sono ripresi gli scontri. E la “pace di Donald Trump” traballa. L’esercito di Bangkok ha lanciato attacchi aerei lungo il confine conteso con la Cambogia dopo che un soldato thailandese è rimasto ucciso e otto sono rimasti feriti. «L’azione militare contro la Cambogia continuerà fino a quando la sovranità e l’integrità territoriale della Thailandia non saranno garantite», dice il ministero degli Esteri di Bangkok.

Ciascuna delle due parti accusa l’altra di aver sparato per prima. Bangkok sostiene che le sue truppe sono state bersagliate dal fuoco cambogiano nella provincia di Ubon Ratchathani. Phnom Penh sostiene al contrario che ieri mattina le forze thailandesi hanno lanciato un attacco nelle province di confine di Preah Vihear e Oddar Meanchey. Entrambe le parti si accusano reciprocamente da settimane di aver violato il cessate il fuoco.

Nei raid aerei di ieri, secondo il ministro dell’Informazione cambogiano Neth Pheaktra, sono rimasti uccisi quattro civili cambogiani, e altri nove feriti. Il conteggio delle vittime, tra soldati e civili, è di sette morti, visto che Bangkok ha poi annunciato la scomparsa di altri due militari.

Il primo ministro thailandese Anutin Charnvirakul, dal canto suo, si è rivolto alla nazione affermando che il governo avrebbe condotto tutte le «operazioni militari necessarie».

I nuovi scontri hanno costretto decine di migliaia di persone ad abbandonare le proprie case. Secondo le autorità thailandesi, più di 385.000 civili hanno ricevuto l’ordine di evacuare le zone di confine in quattro province. Sul lato cambogiano, sono 1.157 le famiglie trasferite in zone sicure.

Gli scontri tra i due regni del Sud-est asiatico, i più duri degli ultimi 14 anni, erano scoppiati all’inizio di luglio nei pressi del tempio di Prasat Ta Muen Thom. Da oltre un secolo Thailandia e Cambogia si contendono la sovranità su vari punti lungo i loro 817 km di confine terrestre. La maggior parte delle rivendicazioni deriva da un vecchio trattato e da una mappa del 1907 redatta quando la Cambogia era sotto il dominio coloniale francese, utilizzata per marcare i confini tra i due Paesi. Ma Bangkok sostiene che quella mappa non è accurata.

Il 28 luglio era stato siglato un primo cessate il fuoco, dopo cinque giorni di scontri che avevano provocato 48 morti e più di 300mila sfollati. Una tregua mediata dal primo ministro malese Anwar Ibrahim e dal presidente statunitense Donald Trump: il leader Usa ha anche assistito alla firma di un accordo di pace più ampio tra i due Paesi a Kuala Lumpur, lo scorso 26 ottobre.

Oggi è lo stesso premier malese, l’altro mediatore dell’accordo, a dirsi preoccupato dopo gli ultimi scontri. «Esortiamo entrambe le parti a dar prova della massima moderazione, a mantenere aperti i canali di comunicazione e a sfruttare appieno i meccanismi esistenti», ha scritto Anwar Ibrahim in un post pubblicato su X.

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