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Francia, femministe contro Brigitte Macron: “Siamo tutte brutte stronze”

(reuters)

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Mobilitazione dopo la frase della première dame contro le attiviste che avevano cercato di bloccare lo spettacolo di un comico accusato, e poi prosciolto, di stupro. Si schiera anche la gauche
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PARIGI – «Anche io sono una brutta stronza». In Francia è diventato uno slogan, un nuovo grido di battaglia delle militanti femministe dopo l’insulto pronunciato da Brigitte Macron in un video subito diventato virale. La première dame aveva usato quell’espressione riferendosi alle attiviste che avevano tentato di bloccare lo spettacolo del comico Ary Abittan, già accusato – e poi prosciolto – per stupro. Domenica sera, alle Folies Bergère, Abittan confidava di avere «paura» di salire sul palco dopo le contestazioni della vigilia. «Se ci sono delle brutte stronze, le butteremo fuori», ha risposto la moglie del capo dello Stato.

Un commento pronunciato in un colloquio che doveva restare privato, all’interno dei camerini del teatro, ma qualcuno stava filmando. Il video è stato diffuso online, costringendo l’Eliseo a precisare che si trattava soltanto di una critica ai «metodi radicali» usati da alcune militanti, e non di un attacco al movimento femminista. Per il collettivo #NousToutes, …

PARIGI – «Anche io sono una brutta stronza». In Francia è diventato uno slogan, un nuovo grido di battaglia delle militanti femministe dopo l’insulto pronunciato da Brigitte Macron in un video subito diventato virale. La première dame aveva usato quell’espressione riferendosi alle attiviste che avevano tentato di bloccare lo spettacolo del comico Ary Abittan, già accusato – e poi prosciolto – per stupro. Domenica sera, alle Folies Bergère, Abittan confidava di avere «paura» di salire sul palco dopo le contestazioni della vigilia. «Se ci sono delle brutte stronze, le butteremo fuori», ha risposto la moglie del capo dello Stato.

Un commento pronunciato in un colloquio che doveva restare privato, all’interno dei camerini del teatro, ma qualcuno stava filmando. Il video è stato diffuso online, costringendo l’Eliseo a precisare che si trattava soltanto di una critica ai «metodi radicali» usati da alcune militanti, e non di un attacco al movimento femminista. Per il collettivo #NousToutes, però, le parole della première dame rappresentano molto più di una gaffe. «Siamo profondamente colpite e scandalizzate, è uno schiaffo alle vittime e alle associazioni femministe», denuncia una delle militanti che aveva manifestato davanti alle Folies Bergères. Da qui il contrattacco online, con l’hashtag #salesconnes – «brutte stronze» – trasformato in slogan rivendicato su fondo nero.

Sui social è arrivata la solidarietà di Judith Godrèche, figura centrale del movimento #MeToo francese. «Anch’io sono una brutta stronza. E sto con tutte le altre», ha scritto l’attrice, che accusa i registi Benoît Jacquot e Jacques Doillon di violenza sessuale. Per Marylise Léon, segretaria del sindacato Cfdt, le parole della première dame sono «del tutto fuori luogo e volgari». La leader degli ecologisti Marine Tondelier ha osservato che «una première dame non dovrebbe dire queste cose». Dalla sinistra radicale Manon Aubry attacca: «È ora che la coppia Macron se ne vada». Persino François Hollande ha preso le distanze, ricordando che «si può criticare la forma di certe azioni, ma quando si tratta di donne che lottano contro violenze commesse contro altre donne non si parla in quel modo».

Il comico Abittan era stato accusato da una giovane donna nel 2021. L’inchiesta, durata tre anni, si è conclusa lo scorso gennaio con l’archiviazione. Ma il suo ritorno in scena non ha placato le proteste. Le femministe continuano a presidiare i teatri in cui si esibisce. La sua avvocata, Caroline Toby, ricorda che «la giustizia ha ritenuto che è innocente dopo numerose indagini, perizie, rogatorie, interrogatori e confronti». «Il caso è chiuso», aggiunge, sottolineando che sette magistrati hanno confermato l’archiviazione.

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