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Dem, donna e non ispanica: chi è la “gringa” Eileen Higgins, prima sindaca di Miami

Eileen Higgins con la madre Patricia 

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Ha battuto il repubblicano Emilio González, sostenuto da Trump, con il 59 per cento delle preferenze. Ex commissaria della contea Miami-Dade, 61 anni, laureata in ingegneria con un passato nell’attivismo sociale
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NEW YORK – Mentre in un casinò della Pennsylvania il presidente Donald Trump magnificava i propri successi e spiegava agli elettori che l’inflazione era sparita e i prezzi erano crollati anche se i bambini, beh, dovranno accontentarsi a Natale di tre bambole invece di trentasette, duemila chilometri più a sud, a Miami, in Florida, gli americani gli hanno mandato un messaggio: non gli credono più.

Eileen Higgins, 61 anni, detta La Gringa, come gli ispanici chiamano gli americani bianchi, è la prima donna sindaco di Miami, la prima democratica a vincere dopo ventotto anni e la prima candidata non ispanica dagli anni ’90. «È un nuovo giorno per la città», ha detto dopo la vittoria, ma qualcuno pensa che sia il “secondo” nuovo giorno per l’America, dopo la vittoria di un mese fa a New York di un candidato socialista e quello di due donne democratiche diventate governatrici di New Jersey e Virginia. Come loro anche La Gringa ha puntato sulla parola diventata l’ossessione di Trump: afforda…

NEW YORK – Mentre in un casinò della Pennsylvania il presidente Donald Trump magnificava i propri successi e spiegava agli elettori che l’inflazione era sparita e i prezzi erano crollati anche se i bambini, beh, dovranno accontentarsi a Natale di tre bambole invece di trentasette, duemila chilometri più a sud, a Miami, in Florida, gli americani gli hanno mandato un messaggio: non gli credono più.

Eileen Higgins, 61 anni, detta La Gringa, come gli ispanici chiamano gli americani bianchi, è la prima donna sindaco di Miami, la prima democratica a vincere dopo ventotto anni e la prima candidata non ispanica dagli anni ’90. «È un nuovo giorno per la città», ha detto dopo la vittoria, ma qualcuno pensa che sia il “secondo” nuovo giorno per l’America, dopo la vittoria di un mese fa a New York di un candidato socialista e quello di due donne democratiche diventate governatrici di New Jersey e Virginia. Come loro anche La Gringa ha puntato sulla parola diventata l’ossessione di Trump: affordability, cioé accessibilità, sostenibilità del costo della vita. Higgins ha parlato di affitti, spesa, sanità, immigrazione.

Da quando Zohran Mamdani, nuovo sindaco di New York, ha fatto della parola “accessibilità” la chiave della sua campagna, Trump ha provato a rubaglierla. Prima dichiarando che non c’era nessuna emergenza sul costo della vita, poi definendo la parola una «truffa democratica» per poi presentarsi agli americani come il presidente dell’affordability.

Higgins potrebbe confermare il cambiamento di rotta dell’America e un segnale preoccupante per Trump, non solo perché ha battuto un repubblicano in una città conservatrice e anticastrista, ma perché lo ha fatto con quasi il 60 per cento dei voti. Il sostegno di Trump e del governatore della Florida Ron DeSantis al suo avversario, il sindaco uscente Francis Suarez, si è rivelato un boomerang.

Higgins, nata in Ohio, cresciuta in New Mexico, arrivata in Florida vent’anni fa dopo la laurea in ingegneria meccanica, sintetizza tutto quello che il governo Trump sta demolendo: si è occupata dei più deboli, ha guidato progetti per l’edilizia pubblica, aiutato la piccola impresa, partecipato a progetti umanitari nel Belize. Non ha l’aria di una che voleva conquistare il podio, ma di chi è stata spinta alla vittoria dall’urgenza della città. La Gringa, dicono, sta in quel punto di frattura tra le due Americhe. David Jolly, ex repubblicano che correrà da democratico per sfidare il governatore DeSantis, dice che questo risultato indica qualcosa: «Il cambiamento è arrivato. Sta attraversando la Florida e sta attraversando la nazione».

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