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Allarme della Royal Navy: “Rischiamo di perdere superiorità nell’Atlantico a vantaggio della Russia”

(reuters)

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Lo ha dichiarato Sir Gwyn Jenkins, nuovo capo della marina militare britannica. Sarebbe la prima volta dalla fine della Seconda guerra mondiale “che navi e sottomarini inglesi non rappresentano la forza dominante nelle loro rotte marittime più vitali”, insieme agli alleati
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LONDRA - “Così rischiamo di perdere la nostra superiorità nell’Atlantico di fronte alla Russia”. È lapidario il nuovo capo della Royal Navy, il generale Sir Gwyn Jenkins, che ha parlato lunedì alla Sea Power Conference a Londra. “Il governo deve fare di più, finanziando maggiormente la Difesa e la Marina”, continua Jenkins, altrimenti sarebbe la prima volta dalla fine della Seconda guerra mondiale “che le navi e i sottomarini britannici non rappresentano la forza dominante nelle loro rotte marittime più vitali”, insieme agli alleati: “Non c’è spazio per compiacersi. Gli avversari del Regno Unito e della Nato stanno investendo miliardi. Dobbiamo fare un salto di qualità, o perderemo quel vantaggio”.

Negli ultimi due anni c’è stato un aumento del 30% delle incursioni russe nel Nord Atlantico, ha continuato Jenkins. Nelle ultime settimane, c’è stato il caso della nave spia russa Yantar, avvistata al largo della Scozia, che non solo è accusata di studiare il posizionamento di vitali …

LONDRA - “Così rischiamo di perdere la nostra superiorità nell’Atlantico di fronte alla Russia”. È lapidario il nuovo capo della Royal Navy, il generale Sir Gwyn Jenkins, che ha parlato lunedì alla Sea Power Conference a Londra. “Il governo deve fare di più, finanziando maggiormente la Difesa e la Marina”, continua Jenkins, altrimenti sarebbe la prima volta dalla fine della Seconda guerra mondiale “che le navi e i sottomarini britannici non rappresentano la forza dominante nelle loro rotte marittime più vitali”, insieme agli alleati: “Non c’è spazio per compiacersi. Gli avversari del Regno Unito e della Nato stanno investendo miliardi. Dobbiamo fare un salto di qualità, o perderemo quel vantaggio”.

Negli ultimi due anni c’è stato un aumento del 30% delle incursioni russe nel Nord Atlantico, ha continuato Jenkins. Nelle ultime settimane, c’è stato il caso della nave spia russa Yantar, avvistata al largo della Scozia, che non solo è accusata di studiare il posizionamento di vitali cavi sottomarini ma, per la prima volta, ha persino puntato laser contro i piloti di un aereo da ricognizione della Raf che stava tracciando l’imbarcazione: “Il vantaggio che abbiamo mantenuto nell’Atlantico dalla fine della Seconda guerra mondiale è a rischio”, ha ripetuto Jenkins.

Come ricorda Sky News, è un momento particolarmente difficile per la Marina militare britannica, che ha più navi e sottomarini in porto e non operativi che in mare o pronti a salpare. C’è anche una carenza di marinai e in particolare di sommergibilisti, e ci sono dubbi sulla flotta di sottomarini nucleari britannici, con quasi tutti quelli d’attacco della classe Astute rimasti bloccati in porto per anni. Per non parlare dei tagli ai finanziamenti dalla fine della Guerra fredda, aggravati da una lunga serie di programmi di approvvigionamento che spesso hanno visto le navi entrare in servizio con anni di ritardo, a costi gonfiati e in numeri insufficienti.

La flotta della Royal Navy è stata “messa sotto pressione” dall’armata russa di navi da guerra, navi spia e sottomarini, ha ammesso Jenkins. Il primo ministro britannico Sir Keir Starmer ha annunciato che la spesa per la Difesa aumenterà dal 2,3% del Pil al 2,5% entro il 2027, oltre a promesse più vaghe per raggiungere il 3% nei primi anni 2030 e il 3,5% entro il 2035. Ma questo, secondo molti esponenti militari britannici, non basta.

Difatti, i rapporti tra le forze armate e il governo sono stati tesi nelle ultime settimane, mentre il Ministero della Difesa sta tentando di completare il “Defence Investment Plan” entro Natale, che definirà gli investimenti a lungo termine nelle attrezzature per modernizzare le forze armate di Sua Maestà. Repubblica ha parlato con varie fonti della Difesa britannica ed è comune la frustrazione per il divario tra gli annunci roboanti del governo Starmer e le risorse effettive ad essa dedicate, con il timore di ulteriori tagli.

Di certo, si va verso una marina ‘“ibrida”, come ha dichiarato lo stesso Jenkins, ossia una combinazione di navi e sottomarini con equipaggio e mezzi senza equipaggio. Non a caso, proprio la settimana scorsa la Difesa britannica ha annunciato il programma Atlantic Bastion che vedrà navi, sottomarini, velivoli e mezzi senza equipaggio collegati tramite tecnologia di rilevamento acustico basata sull’intelligenza artificiale e integrati in una rete digitale di ricognizione. Un esempio sono la flotta di “alianti sottomarini” di Helsing, che Repubblica ha visionato in anteprima insieme al ministro della Difesa John Healey qualche settimana fa a Plymouth, proprio per contrastare minacce come la nave russa spia Yantar a costo minore, con maggiore sorveglianza e senza l’utilizzo unico di sottomarini.

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