Gli Stati Uniti hanno sequestrato una petroliera al largo delle coste del Venezuela. Ad annunciarlo il presidente americano Donald Trump nel corso di un evento alla Casa Bianca, aggiungendo che ulteriori dettagli verranno comunicati in seguito. Secondo la Cbs la petroliera è la Skipper che batte bandiera della Guyana, ma dal 2022 è stata sanzionata dal ministero del Tesoro americano perché utilizzata in attività illecite dall’Iran. Il raid é avvenuto alle sei del mattino. Due elicotteri MH60 Seahawk si sono avvicinati sfiorando le onde e poi hanno calato a bordo due team dei Navy Seals. Gli incursori hanno preso il controllo della sala comando e dei locali motori. Pochi minuti dopo sono stati raggiunti da dieci marines e altrettanti uomini della Guardia costiera a bordo di barchini veloci.
L'operazione avviene nel contesto di un massiccio rafforzamento militare statunitense nella regione, che include una portaerei, aerei da combattimento e decine di migliaia di soldati. Immediata la r…
Gli Stati Uniti hanno sequestrato una petroliera al largo delle coste del Venezuela. Ad annunciarlo il presidente americano Donald Trump nel corso di un evento alla Casa Bianca, aggiungendo che ulteriori dettagli verranno comunicati in seguito. Secondo la Cbs la petroliera è la Skipper che batte bandiera della Guyana, ma dal 2022 è stata sanzionata dal ministero del Tesoro americano perché utilizzata in attività illecite dall’Iran. Il raid é avvenuto alle sei del mattino. Due elicotteri MH60 Seahawk si sono avvicinati sfiorando le onde e poi hanno calato a bordo due team dei Navy Seals. Gli incursori hanno preso il controllo della sala comando e dei locali motori. Pochi minuti dopo sono stati raggiunti da dieci marines e altrettanti uomini della Guardia costiera a bordo di barchini veloci.
L'operazione avviene nel contesto di un massiccio rafforzamento militare statunitense nella regione, che include una portaerei, aerei da combattimento e decine di migliaia di soldati. Immediata la reazione di Caracas, che ha parlato di "furto sfacciato" avvisando che si rivolgerà agli organismi internazionali per denunciare "questo grave crimine internazionale che si aggiunge al furto di Citgo, importante risorsa del patrimonio strategico di tutti i venezuelani, sottratto attraverso meccanismi giudiziari fraudolenti e al di fuori di qualsiasi norma", ha dichiarato la Cancelleria in un comunicato pubblicato su Telegram, in riferimento alla filiale della compagnia petrolifera statale Pdvsa sul territorio americano, la cui vendita è stata approvata da un giudice di quel Paese in un'asta organizzata dal tribunale per pagare i creditori del Paese sudamericano.
Sempre secondo Caracas, in queste circostanze, "sono finalmente emerse le vere ragioni della prolungata aggressione contro il Venezuela. Non è la migrazione, non è il narcotraffico, non è la democrazia, non sono i diritti umani, si tratta sempre delle nostre ricchezze naturali, del nostro petrolio, della nostra energia, delle risorse che appartengono esclusivamente al popolo venezuelano".
Il Venezuela ha esportato oltre 900mila barili al giorno di petrolio il mese scorso, la terza media mensile più alta finora quest'anno, grazie all'importazione di nafta da parte della compagnia statale Pdvsa per diluire la sua produzione di petrolio extra pesante. Nonostante le crescenti pressioni sul presidente venezuelano Nicolas Maduro, Washington non era intervenuta finora per ostacolare i flussi petroliferi del Paese. Le esportazioni di petrolio rappresentano la principale fonte di reddito del Venezuela. Il Paese sta faticando a vendere il suo greggio a prezzo pieno in Cina, principale destinazione delle sue esportazioni petrolifere, a causa della crescente concorrenza con il petrolio sanzionato proveniente da Russia e Iran.