Media: “Un errore dietro al video di Brigitte Macron”. E la portavoce del governo la difende
dalla nostra corrispondente Anais GinoriPARIGI – La portavoce del governo, Maud Bregeon, arriva in soccorso di Brigitte Macron. Dopo la gaffe della première dame che ha insultato attiviste femministe, Bregeon chiede di «lasciare tranquilla» la moglie del capo dello Stato, travolta da critiche per aver definito «brutte stronze» quattro militanti femministe che avevano interrotto lo spettacolo dell’attore Ary Abittan. Secondo la portavoce del governo, la première dame si sarebbe espressa «con spontaneità» in un contesto privato e la polemica che ne è derivata sarebbe sproporzionata.
«Quello che è gravissimo», ha insistito la portavoce, non sono le parole della première dame, ma il fatto che le attiviste abbiano cercato di impedire lo spettacolo «di qualcuno che è stato assolto con un non luogo a procedere». Contestare l’attore, ha aggiunto, significherebbe «rimettere in discussione la decisione della giustizia». «Brigitte Macron era in un contesto privato e su un tema sul quale non le si può rimproverare nulla. Che la lascino…
PARIGI – La portavoce del governo, Maud Bregeon, arriva in soccorso di Brigitte Macron. Dopo la gaffe della première dame che ha insultato attiviste femministe, Bregeon chiede di «lasciare tranquilla» la moglie del capo dello Stato, travolta da critiche per aver definito «brutte stronze» quattro militanti femministe che avevano interrotto lo spettacolo dell’attore Ary Abittan. Secondo la portavoce del governo, la première dame si sarebbe espressa «con spontaneità» in un contesto privato e la polemica che ne è derivata sarebbe sproporzionata.
«Quello che è gravissimo», ha insistito la portavoce, non sono le parole della première dame, ma il fatto che le attiviste abbiano cercato di impedire lo spettacolo «di qualcuno che è stato assolto con un non luogo a procedere». Contestare l’attore, ha aggiunto, significherebbe «rimettere in discussione la decisione della giustizia». «Brigitte Macron era in un contesto privato e su un tema sul quale non le si può rimproverare nulla. Che la lascino tranquilla» ha concluso Bregeon.
Sulla vicenda è intervenuta anche la presidente dell’Assemblée Nationale, Yaël Braun-Pivet, che ha espresso una posizione più sfumata. Da un lato ha definito «pericoloso» mettere in discussione la presunzione d’innocenza dell’attore, dall’altro ha ricordato che la battaglia delle femministe resta «cruciale» e ha stigmatizzato apertamente il linguaggio della première dame. «Non si insultano le persone, soprattutto quando sono attiviste in favore di una causa giusta», ha dichiarato, parlando di un’espressione «abbastanza indegna».
Intanto emergono dettagli sul video che ha scatenato la polemica. Le immagini, girate dietro le quinte delle Folies Bergère, ritraggono Brigitte Macron mentre rassicura Abittan prima dell’entrata in scena. A riprenderle è stato un fotografo di Bestimage, agenzia di Mimi Marchand, meglio nota come la «regina dei paparazzi» a Parigi. Secondo il Parisien, il video sarebbe stato inviato per errore alle redazioni di Paris Match, Closer e Public, senza un controllo preliminare dei dialoghi registrati. A vigilare sulle immagini della première dame è di solito proprio Marchand, figura chiave di Bestimage e amica personale di Macron che però quella sera era assente per un lutto familiare. Il risultato è stato un cortocircuito mediatico. Il video, diffuso dal rotocalco Public prima di essere rimosso, è diventato virale in poche ore.