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Tempesta su Gaza, allarme nelle tendopoli: “Rischio di alluvioni”

(afp)

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L’esercito israeliano ha ordinato ai militari di non uscire dalle basi fino a domani. E 850 mila sfollati si preparano al peggio
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Il timore per i danni che potrebbe provocare la tempesta Byron è così alto che ieri sera l’esercito israeliano ha dato ordine ai soldati di rimanere nelle basi e di non tornare a casa per il fine settimana, ha bloccato tutte le esercitazioni e vietato di dormire all’aperto, limitando gli spostamenti a piedi fino all’alba di venerdì. Gaza aspetta con angoscia la stessa tempesta, tra migliaia di tende che sono già state allagate perché piove da martedì e pochi mezzi per affrontare il maltempo. Il servizio meteorologico prevede inondazioni, venti e grandine in un’area dove sono sfollate migliaia di persone, non ci sono più fogne, e la spazzatura non viene raccolta perché la società che se ne occupava non ha i mezzi e di fatto non esiste più.

Le stazioni di drenaggio e pompaggio delle acque piovane sono fuori uso, le famiglie stanno scavando canali intorno alle tende, in mezzo al fango, per provare a proteggersi. «Si sono formati dei piccoli fiumi intorno alle nostre tende, molte sono af…

Il timore per i danni che potrebbe provocare la tempesta Byron è così alto che ieri sera l’esercito israeliano ha dato ordine ai soldati di rimanere nelle basi e di non tornare a casa per il fine settimana, ha bloccato tutte le esercitazioni e vietato di dormire all’aperto, limitando gli spostamenti a piedi fino all’alba di venerdì. Gaza aspetta con angoscia la stessa tempesta, tra migliaia di tende che sono già state allagate perché piove da martedì e pochi mezzi per affrontare il maltempo. Il servizio meteorologico prevede inondazioni, venti e grandine in un’area dove sono sfollate migliaia di persone, non ci sono più fogne, e la spazzatura non viene raccolta perché la società che se ne occupava non ha i mezzi e di fatto non esiste più.

Le stazioni di drenaggio e pompaggio delle acque piovane sono fuori uso, le famiglie stanno scavando canali intorno alle tende, in mezzo al fango, per provare a proteggersi. «Si sono formati dei piccoli fiumi intorno alle nostre tende, molte sono affondate», ci racconta Sami, che vive a Khan Yunis. Il portavoce della protezione civile palestinese, Mahmoud Bassal, ha raccontato che circa un migliaio di tende sono già state allagate e che continuano a ricevere richieste di aiuto a cui non riescono a far fronte. Le piogge più intense sono previste per tutta la giornata di oggi e fino a domani.

Secondo le stime delle Nazioni unite, circa 850mila persone vivono in 761 campi profughi, che sono più a rischio inondazioni. Le organizzazioni umanitarie hanno lanciato un appello a Israele perché consenta l’ingresso di aiuti e case mobili per fronteggiare l’emergenza.

Il tema continua a essere oggetto di scontro tra le autorità di Gerusalemme e gli operatori delle ong. L’Associated Press, che ha analizzato i dati del Cogat, l’organismo israeliano che supervisiona le attività civili nella Striscia, afferma che dall’inizio del cessate il fuoco, due mesi fa, sono entrati meno aiuti di quanto stabilito dall’accordo, 459 camion al giorno invece di 600, mentre le Nazioni Unite parlano addirittura di 113. «Il Cogat ha insistito mercoledì sul fatto che il numero di camion che entravano a Gaza ogni giorno era superiore alla soglia dei 600, ma si è rifiutato di spiegare perché i dati non corrispondano o di fornire dati grezzi sugli ingressi dei camion», scrive l’agenzia.

Un’altra agenzia dell’Onu, l’Unicef, lancia l’allarme sullo stato di malnutrizione in cui ancora si trovano molti bambini di Gaza e le loro madri. «A Gaza, la situazione è chiara: madri malnutrite partoriscono bambini prematuri o sottopeso, che muoiono nelle unità di terapia intensiva neonatale (...) o sopravvivono, solo per poi soffrire di malnutrizione o complicazioni mediche», ha dichiarato la portavoce Tess Ingram. Tra luglio e settembre, denuncia l’agenzia, circa il «38% delle donne incinte visitate ha ricevuto una diagnosi di malnutrizione acuta. A ottobre abbiamo ricoverato 8.300 donne incinte e in allattamento per il trattamento della malnutrizione acuta – circa 270 al giorno – in una regione in cui non erano stati osservati casi di malnutrizione prima dell’ottobre 2023». A Gaza, il numero di bambini che muoiono nel loro primo giorno di vita è aumentato del 75%.

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