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Myanmar, la giunta bombarda un ospedale, decine di morti

(afp)

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I militari già in passato hanno colpito strutture sanitarie. La denuncia dei ribelli, di un testimone e di un operatore umanitario dallo Stato di Rakhine. Si avvicinano le elezioni farsa volute dal regime che ha scalzato il governo di Aung San Suu Kyi
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PECHINO - Almeno 34 i morti. Ma si teme possano essere molti di più. La giunta golpista birmana ha bombardato un ospedale, denunciano uno dei gruppi ribelli che si oppongono ai militari al potere in Myanmar, un operatore umanitario e un testimone sul campo. Una settantina i feriti.

L’attacco è stato sferrato attorno alle 21 di ieri sera contro l'ospedale della città di Mrauk U, nello Stato di Rakhine, vicino al confine con il Bangladesh. Un nosocomio da 300 posti letto, sovraffollato in quel momento. “L’ospedale è stato completamente distrutto”, dice all’agenzia Reuters il portavoce dell’Esercito Arakan, uno dei gruppi che sta combattendo la giunta al potere. Mrauk U, situata nel nord dello Stato di Rakhine, è sotto il controllo dell’Esercito Arakan dallo scorso anno. La giunta non ha commentato gli attacchi. Un’offensiva che arriva mentre si avvicinano le elezioni farsa volute dai golpisti, previste a partire dal 28 dicembre: sarebbero le prime dopo il colpo di Stato del 2021, golpe …

PECHINO - Almeno 34 i morti. Ma si teme possano essere molti di più. La giunta golpista birmana ha bombardato un ospedale, denunciano uno dei gruppi ribelli che si oppongono ai militari al potere in Myanmar, un operatore umanitario e un testimone sul campo. Una settantina i feriti.

L’attacco è stato sferrato attorno alle 21 di ieri sera contro l'ospedale della città di Mrauk U, nello Stato di Rakhine, vicino al confine con il Bangladesh. Un nosocomio da 300 posti letto, sovraffollato in quel momento. “L’ospedale è stato completamente distrutto”, dice all’agenzia Reuters il portavoce dell’Esercito Arakan, uno dei gruppi che sta combattendo la giunta al potere. Mrauk U, situata nel nord dello Stato di Rakhine, è sotto il controllo dell’Esercito Arakan dallo scorso anno. La giunta non ha commentato gli attacchi. Un’offensiva che arriva mentre si avvicinano le elezioni farsa volute dai golpisti, previste a partire dal 28 dicembre: sarebbero le prime dopo il colpo di Stato del 2021, golpe che destituì il governo democraticamente eletto di Aung San Suu Kyi.

La giunta guidata dal generale Min Aung Hlaing ha intensificato gli attacchi aerei in questi anni di guerra civile nelle zone finite sotto il controllo dei gruppi etnici ribelli. Da gennaio a fine novembre di quest'anno, il regime ne ha condotti 2.165, rispetto ai 1.716 di tutto il 2024, secondo l'Armed Conflict Location & Event Data Project. E non è certo la prima volta che il Tatmadaw, cioè l’esercito, prende di mira gli ospedali. Sotto le bombe sono finite in passato pure le scuole.

La giunta - coinvolta in un conflitto con varie milizie etniche - controlla meno della metà del Paese. Ma l’arrivo di nuove attrezzature da parte di Russia e Cina le sta permettendo di riguadagnare un po' di terreno. Il mese scorso sono arrivati tre elicotteri russi Mi-38T e due aerei cinesi Y-8, che secondo gli esperti saranno probabilmente utilizzati per operazioni di trasporto delle truppe nelle zone montuose. Mosca e Pechino, sostengono le Nazioni Unite, hanno fornito in questi anni all’esercito centinaia di milioni di dollari in attrezzature.

Le elezioni previste per fine mese vengono presentate dalla giunta come una possibile via d'uscita dal conflitto. I ribelli hanno già promesso di impedire le votazioni nei territori che controllano e che la giunta sta cercando di riconquistare. Lo Stato di Rakhine, ad esempio, è quasi interamente controllato dall'Esercito di Arakan. Analisti e osservatori hanno bollato le elezioni come una farsa, dato che si terranno soltanto nelle “zone sicure”, ovvero nelle aree controllate dal regime. L'opposizione è stata decimata. E il Paese rimane impantanato in una guerra civile tra il Tatmadaw e una fragile alleanza di gruppi armati: elezioni libere e regolari, in questo scenario, sono impossibili. Serviranno soltanto a garantire una parvenza di legittimità ai golpisti che presero il potere quattro anni fa.

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