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Gli Stati Uniti faranno controlli sugli account social dei turisti

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La proposta dell’agenzia delle frontiere: chi entra con l’Esta deve far ispezionare gli ultimi 5 anni dei propri post. Riguarderà quindi anche gli italiani
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NEW YORK – La nazionale italiana di calcio non sa ancora se andrà ai Mondiali in programma il prossimo anno in Usa, Canada e Messico. Ma non è che i viaggiatori italiani diretti in America abbiano molte più certezze.

I turisti europei, oltre a Regno Unito, Nuova Zelanda, Australia, Giappone e Qatar, potrebbero essere sottoposti a nuovi controlli più invasivi, inclusi i post pubblicati sui social negli ultimi cinque anni.

Secondo una proposta presentata dalla Us Customs and Border Protection, l’agenzia federale americana che si occupa di controllare le frontiere, i viaggiatori con certificazione Esta si vedranno controllata la loro storia social. Anche i commenti critici nei confronti del presidente Donald Trump o di Israele potrebbero portare a irrigidimenti.

La proposta riguarda i visitatori che rientrano nel programma Esta di esenzione dal visto, e che permette a persone provenienti da 42 Paesi di entrare negli Stati Uniti per un massimo di novanta giorni, a condizione di comunicarl…

NEW YORK – La nazionale italiana di calcio non sa ancora se andrà ai Mondiali in programma il prossimo anno in Usa, Canada e Messico. Ma non è che i viaggiatori italiani diretti in America abbiano molte più certezze.

I turisti europei, oltre a Regno Unito, Nuova Zelanda, Australia, Giappone e Qatar, potrebbero essere sottoposti a nuovi controlli più invasivi, inclusi i post pubblicati sui social negli ultimi cinque anni.

Secondo una proposta presentata dalla Us Customs and Border Protection, l’agenzia federale americana che si occupa di controllare le frontiere, i viaggiatori con certificazione Esta si vedranno controllata la loro storia social. Anche i commenti critici nei confronti del presidente Donald Trump o di Israele potrebbero portare a irrigidimenti.

La proposta riguarda i visitatori che rientrano nel programma Esta di esenzione dal visto, e che permette a persone provenienti da 42 Paesi di entrare negli Stati Uniti per un massimo di novanta giorni, a condizione di comunicarlo in anticipo. Il documento con le nuove indicazioni è stato depositato martedì al Federal Register. L’agenzia federale vuole chiedere ai viaggiatori molti più dati personali rispetto al passato, tra cui, oltre alla cronologia social, gli indirizzi di posta elettronica degli ultimi dieci anni, i numeri di telefono degli ultimi cinque, dati biometrici, nomi, dove vivono e sono nati genitori, consorti, fratelli, sorelle e figli. La comunicazione del proprio account social era stata già inserita nel 2016 ma la risposta non era considerata obbligatoria. Chi non ha un account, spiega l’agenzia federale, non necessariamente si vedrà respinta la propria domanda. Ma se uno l’ha chiuso per motivi suoi diventerà un tipo sospetto?

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Con il sistema attuale, bastava pagare 40 dollari e fornire indirizzo email e quello di residenza, un numero di telefono e recapiti di emergenza, oltre all’hotel o l’abitazione in cui si intende andare negli Stati Uniti durante il soggiorno. Se il piano dovesse ottenere il via libera – il governo accoglierà commenti dei cittadini fino a febbraio – si allungheranno i tempi e aumenteranno i rischi. Un post pubblicato in passato potrebbe pregiudicare il via libera. Avvocati americani sostengono che queste restrizioni rappresentino una violazione delle libertà individuali e della privacy di viaggiatori e familiari, ma intanto la svolta del Grande Fratello potrebbe aggravare una situazione già preoccupante.

Mentre Trump continua a ripetere che mai l’America era così ambita dai turisti di tutto il mondo, i numeri raccontano un’altra storia. L’American Dream è in declino. Secondo la società di ricerche Tourism Economics, il 2025 si chiuderà con un calo dell’8,2 per cento delle presenze internazionali. È il primo calo dal 2020, l’anno segnato dall’emergenza Covid. Gli Stati Uniti saranno l’unico tra i 184 Paesi considerati grandi mete turistiche ad avere meno visitatori rispetto al 2024, con una perdita netta di 12,5 miliardi di dollari. Il richiamo dei Mondiali potrebbe non bastare a riequilibrare i conti, anche perché i messaggi lanciati dalla Casa Bianca non sono invitanti: il dipartimento di Sicurezza ha promesso la caccia agli immigrati illegali negli stadi, mentre ai tifosi di Iran e Haiti, Paesi sgraditi a Washington, verrà negato il visto d’ingresso.

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