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Aia, il giudice italiano condannato dai russi. Anm: “Roma agisca”

Salvatore Aitala (ansa)

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Rosario Salvatore Aitala, primo firmatario del mandato di arresto emesso dalla Corte penale contro Vladimir Putin
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Un magistrato italiano nel mirino del Cremlino. È il giudice della Corte penale internazionale Rosario Salvatore Aitala, primo firmatario del mandato di arresto emesso dall’Aia contro il presidente russo Vladimir Putin il 17 marzo 2023. Un tribunale di Mosca lo ha condannato in contumacia a 15 anni di carcere insieme ad altri otto colleghi. La motivazione? Per aver «perseguito persone innocenti» e per «tentata violenza contro persone che godono di protezione internazionale».

Tra i primi a commentare la vicenda è stata la Giunta esecutiva centrale dell’Associazione nazionale magistrati: «Auspichiamo – si legge in una nota dell’Anm – che il governo italiano chieda immediatamente spiegazioni al governo russo sulle circostanze che hanno portato il giudice Aitala a essere condannato in contumacia dal tribunale di Mosca. Aitala lavora per la Corte penale internazionale, un organismo che è nato in Italia, a Roma, e che rappresenta un baluardo del diritto a livello mondiale. Ci auguriamo che …

Un magistrato italiano nel mirino del Cremlino. È il giudice della Corte penale internazionale Rosario Salvatore Aitala, primo firmatario del mandato di arresto emesso dall’Aia contro il presidente russo Vladimir Putin il 17 marzo 2023. Un tribunale di Mosca lo ha condannato in contumacia a 15 anni di carcere insieme ad altri otto colleghi. La motivazione? Per aver «perseguito persone innocenti» e per «tentata violenza contro persone che godono di protezione internazionale».

Tra i primi a commentare la vicenda è stata la Giunta esecutiva centrale dell’Associazione nazionale magistrati: «Auspichiamo – si legge in una nota dell’Anm – che il governo italiano chieda immediatamente spiegazioni al governo russo sulle circostanze che hanno portato il giudice Aitala a essere condannato in contumacia dal tribunale di Mosca. Aitala lavora per la Corte penale internazionale, un organismo che è nato in Italia, a Roma, e che rappresenta un baluardo del diritto a livello mondiale. Ci auguriamo che l’appartenenza di Aitala a questo organismo non sia divenuto un pretesto per esercitare un’odiosa forma di ritorsione della Russia nei confronti suoi e del nostro Paese».

Aitala, nato a Catania nel 1967, già giudice presso la Corte d’appello di Milano e procuratore a Trapani, si è a lungo occupato di lotte alle mafie e diritti umani. Dal 2018 è giudice all’Aia, e per il mandato d’arresto contro Putin per crimini di guerra era stato incriminato il 21 maggio del 2023 dalla Procura generale di Mosca, con tanto di foto segnaletiche sue e del procuratore Karim Khan diffuse dalla polizia. Era stato poi inserito tra le persone ricercate dal ministero dell’Interno russo. Il tribunale che lo ha ora condannato è presieduto da Andrey Suvorov, il giudice che mandò in Siberia il dissidente Aleksej Navalny. Ora Mosca potrebbe chiedere l’emissione di un mandato internazionale tramite l’Interpol.

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