LONDRA - Scene orrende a Sydney, Australia. In alcuni video online si vedono due uomini che, con grosse armi da un ponte e da un parcheggio vicino, fanno fuoco sulla celebre spiaggia di Bondi Beach, dove si stava svolgendo un evento per celebrare il primo degli otto giorni di Hanukkah. Ovvero, il “festival delle luci” dell’ebraismo, che ricorda la riconquista del Tempio di Gerusalemme e la riconsacrazione dell'altare avvenute nel 164 a.C. Circolano online video che mostrano il panico dei presenti, mentre fuggono dalla spiaggia o provano a proteggersi, anche nei vicini bar e ristoranti.
Sydney, sparatoria a Bondi Beach: le persone in fuga dalla spiaggia
Le vittime
I morti nella strage sono almeno 16, compreso un attentatore. E tra loro c’è anche una bambina di 12 anni. Lo conferma alla Cnn Alexander Ryvchin, dell'Executive Council of Australian Jewry, che racconta che conosce "tutte le persone che erano alla celebrazione di Hanukkah, è un evento a cui partecipo ogni anno con la mia famiglia". Anche quest'anno era stato invitato a partecipare, ma aveva dovuto cancellare l'impegno all'ultimo minuto, ha detto ancora Ryvchin all'emittente americana, spiegando che dei suoi amici "hanno perso la figlia di 12 anni, che è morta in ospedale a causa delle ferite". "Siamo una comunità molto unità e un evento del genere è come la gemma del nostro anno", ha aggiunto, sottolineando che "il fatto che qualcuno l'abbia trasformato in un bagno di sangue, ha complottato, acquistato le armi, è venuto qui sapendo che vi sarebbero stati bambini, anziani, famiglie, gente indifesa riunita in pace e li avrebbero massacrati a sangue freddo, questo - ha concluso - è qualcosa che trasformerà il nostro Paese".
Ucciso anche il rabbino di Sydney Eli Schlanger, scrive il Times of Israel, e Alex Kleytman, sopravvissuto all'Olocausto e originario dell'Ucraina. Un cittadino israeliano è morto e un altro è rimasto ferito.
Sono rimaste ferite 40 persone e almeno 12 sono state ricoverate negli ospedali locali, tra cui due poliziotti accorsi sul posto. Harry Wilson, un 30enne che vive nei pressi di Bondi Beach, ha dichiarato a The Herald: "Ho visto almeno 10 persone a terra e sangue ovunque”. Sarebbero stati almeno cinquanta i colpi sparati, inizialmente confusi con possibili “fuochi d’artificio” dai presenti. “Sono scene scioccanti e raccapriccianti”, dichiara il primo ministro australiano, Anthony Albanese: "La polizia e i soccorritori sono sul campo e lavorano per salvare vite umane. I miei pensieri sono rivolti a tutte le persone colpite”.
Sydney, due attentatori sparano sulla folla durante la celebrazione di Hanukkah a Bondi Beach
Ucciso anche uno dei due attentatori, comunica la polizia del New South Wales, lo Stato australiano cui appartiene Sydney, mentre l’altro è in condizioni critiche. Uno dei due è stato identificato, si tratta di Naveed Akram, 24 anni. Sulla sua patente di guida c'è scritto che vive a Bonnyrigg, un sobborgo di Sydney, riporta Sky News. Sono "probabilmente di origine pakistana”, riferiscono fonti informate ad Adnkronos. Al momento le autorità non hanno confermato la nazionalità degli attentatori. Soltanto più tardi la polizia australiana ha chiarito che i due, di 50 e 24 anni, sono padre e figlio.
Gli agenti stanno bonificando tutta l’area intorno a Bondi Beach poiché gli attentatori potrebbero aver disseminato bombe ed esplosivi improvvisati “Ied”. Hanno trovato un'auto con diversi ordigni esplosivi che apparteneva all'attentatore ucciso. Lo ha spiegato in conferenza stampa il commissario di polizia Mal Lanyon sottolineando che gli attentatori hanno utilizzato "armi lunghe" - come carabine e fucili a pompa. Online sta circolando un video in cui si vede un passante eroe che ferma la mattanza sottraendo il fucile a un attentatore, al quale spara a sua volta.
Bondi Beach, il cittadino eroe disarma un attentatore durante la sparatoria a Sydney
Il dolore della comunità ebraica
La polizia del Nuovo Galles del Sud ha confermato, in conferenza stampa, che la comunità ebraica di Sydney era l'obiettivo della sparatoria di massa avvenuta a Bondi Beach. Alex Ryvchin, co-amministratore delegato dell’Executive Council of Australian Jewry, ha detto a Sky News che la sparatoria è avvenuta durante un evento sulla spiaggia per celebrare Hanukkah, iniziata al tramonto: “La nostra comunità ebraica si era riunita per celebrare un’occasione felice. Se siamo stati presi di mira deliberatamente in questo modo, si tratta di qualcosa di una portata che nessuno di noi avrebbe mai potuto immaginare. È una cosa orribile", ha affermato, aggiungendo che il suo consulente per i media è rimasto ferito nell’attacco.
Il presidente israeliano Isaac Herzog ha condannato la sparatoria a Bondi Beach, a Sydney, parlando di "attacco crudele contro gli ebrei". Herzog ha quindi invitando il governo di Canberra a combattere "l'enorme ondata di antisemitismo" che, a suo dire, "sta affliggendo la società australiana".
L’attacco di Netanyahu
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha affermato che l'Australia "ha gettato benzina sul fuoco dell'antisemitismo" prima dell'attacco di Sydney, ricordando di aver inviato una lettera ad agosto al primo ministro australiano Anthony Albanese. E' quanto si legge sul Times of Israel. Parafrasando la sua lettera, Netanyahu afferma che le politiche di Albanese, che includono il riconoscimento di uno Stato palestinese, incoraggiano "l'odio per gli ebrei che ora infesta le vostre strade. L'antisemitismo è un cancro. Si diffonde quando i leader rimangono in silenzio. Dovete sostituire la debolezza con l'azione".
I testimoni
Ci sono anche due italiani tra i testimoni della strage. "La gente ha iniziato ad alzarsi dai tavoli, c’era chi correva per strada, chi piangeva, chi cercava parenti e urlava i loro nomi. Siamo rimasti tra il ristorante e la veranda pronti a nasconderci all'interno", ha dichiarato al Tg1 da Riccardo Gambarin, un italiano che lavora in un ristorante a 200 metri dal luogo dell'attentato..
Anche Letizia Prete, 25enne di Como in Australia per un master, era sul lungomare: "Io e la mia coinquilina ci trovavamo in spiaggia - ha detto al Tg1 - abbiamo sentito gli spari, siamo state travolte da gente che correva, che cadeva, nel panico. La polizia ci avvisato che nessun posto sarebbe stato sicuro".
"Pensavamo fossero fuochi d'artificio, ma non lo erano. È terrificante”, racconta l'ex giornalista Elizabeth Mealey, all'emittente nazionale Abc. Mealey stava cenando in un ristorante di Bondi Beach quando ha sentito degli spari. "La gente ha iniziato a correre lungo la spiaggia, c’era panico. Non capivamo cosa stesse succedendo, è stato spaventoso”.