✕

Hanukkah, che cos’è la festa delle luci ebraica nel mirino dell’attacco di Sydney

(Getty Images) 

Ascolta l'audio

Quella di quest’anno inizia al tramonto di oggi, con l’accensione della menorah
2 minuti di lettura

LONDRA – La festa di Hanukkah, che gli ebrei di Sydney stavano celebrando sulla spiaggia di Bondi Beach quando è avvenuto il massacro in cui hanno perso la vita almeno 12 persone, è uno dei momenti più sacri e gioiosi del calendario ebraico. Chiamata anche “festa delle luci”, viene paragonata per il momento dell’anno in cui si svolge e per alcuni dei suoi rituali al Natale cristiano. Dura otto giorni, non sempre gli stessi poiché variano in base al calendario lunisolare, ma solitamente è collocata fra la fine di novembre e la fine di dicembre (tra i mesi di Kislev e Tevet nel calendario ebraico): quella di quest’anno inizia al tramonto di oggi, 14 dicembre, per concludersi il 22 dicembre. Comincia con l’accensione della menorah, un candelabro a nove bracci, otto dei quali per le candele o per dei lumini e uno centrale. Ogni sera, durante Hanukkah, viene accesa una candela aggiuntiva, fino all’ottava nell’ultimo giorno della festa.

…

LONDRA – La festa di Hanukkah, che gli ebrei di Sydney stavano celebrando sulla spiaggia di Bondi Beach quando è avvenuto il massacro in cui hanno perso la vita almeno 12 persone, è uno dei momenti più sacri e gioiosi del calendario ebraico. Chiamata anche “festa delle luci”, viene paragonata per il momento dell’anno in cui si svolge e per alcuni dei suoi rituali al Natale cristiano. Dura otto giorni, non sempre gli stessi poiché variano in base al calendario lunisolare, ma solitamente è collocata fra la fine di novembre e la fine di dicembre (tra i mesi di Kislev e Tevet nel calendario ebraico): quella di quest’anno inizia al tramonto di oggi, 14 dicembre, per concludersi il 22 dicembre. Comincia con l’accensione della menorah, un candelabro a nove bracci, otto dei quali per le candele o per dei lumini e uno centrale. Ogni sera, durante Hanukkah, viene accesa una candela aggiuntiva, fino all’ottava nell’ultimo giorno della festa.

Cos’è Hanukkah

In ebraico, la parola Hanukkah significa “inaugurazione” o “dedica”: riferimento al fatto che la festa ricorda il miracolo della durata dell’olio della menorah, dopo la riconquista del Tempio di Gerusalemme e la riconsacrazione dell’altare da parte degli ebrei, nel 164 avanti Cristo, durante le prime fasi della rivolta dei maccabei, un gruppo di guerrieri ribelli ebrei contro il regno di Antioco IV, sovrano della dinastia seleucide che li aveva sottomessi nella sua espansione in Mesopotamia, Persia e Asia minore, proibendo le pratiche religiose ebraiche e sconsacrando il Tempio. In pratica la festa celebra la volontà di sopravvivenza del popolo ebraico.

La festa delle luci

Nel ventesimo secolo, con la crescente popolarità del Natale come maggiore festività del mondo occidentale e l’istituzione dell’accensione pubblica di una grande menorah nel primo giorno di Hanukkah, la festa ha cominciato a rappresentare anche il dominio della luce sull’oscurità, come sottolineato dalla sua corrispondenza con l’inizio dell’inverno e l’avvicinarsi del solstizio invernale, il 21 dicembre, il giorno più breve e la notte più lunga dell’anno, ma pure il momento in cui le giornate ricominciano ad allungarsi, in cui la luce torna a crescere. Così, l’accensione pubblica delle candele raduna gli ebrei in una piazza o luogo di ritrovo della loro città o comunità – nel caso di Sydney, in quelli che sono i mesi più caldi dell’estate australe, sulla spiaggia di Bondi Beach – dove il presidente della comunità ebraica o il rabbino capo tiene un breve discorso, le candele vengono benedette, si intonano inni religiosi di gioia, si eseguono balli ebraici e si dà così via alla festa.

Il cibo, i giochi, i doni

Hanukkah viene celebrata con varie tradizioni. Si servono piatti tipici: specialmente cibi fritti, per commemorare il miracolo dell’olio nel Tempio. Tra i piatti più comuni ci sono le latkes, delle frittelle di patate, e i sufganiyot, dolci fritti simili a ciambelle, spesso riempiti di marmellata o crema. Si fanno giochi come il dreidel, una piccola trottola a quattro facce, ciascuna contrassegnata da una lettera ebraica, su cui si scommette con noccioline o cioccolatini. In alcune famiglie, specialmente quelle più influenzate dalla cultura occidentale, durante Hanukkah c’è anche l’usanza di scambiarsi regali, in parallelo con la vicinanza temporale rispetto al Natale e all’uso di deporre doni sotto l’albero. Ma soprattutto Hanukkah è un momento di riunione familiare, condivisione di momenti speciali, nei quali le famiglie si ritrovano per cenare insieme, accendere le candele, per i giochi e altre attività che creano un ambiente di gioia e celebrazione. Gioia e celebrazione che, a Bondi Beach, sono state tragicamente macchiate dal sangue di un attacco terroristico.

Leggi i commenti