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Darroch: “Sugli asset russi prima si agisce meglio è, la confisca può essere una leva”

Kim Darroch (afp)

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Intervista all’ex ambasciatore britannico a Washington fatto cacciare da Trump nel 2019. “Il tycoon è interessato ai profitti economici della trattativa e appare impaziente di concludere”
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LONDRA – Lord Kim Darroch, 71 anni, è ex ambasciatore britannico a Washington fatto cacciare da Trump nel 2019 dopo un misterioso leak in cui criticava il presidente.

Cosa pensa delle mosse Ue per sfruttare centinaia di miliardi di asset Russi congelati?

«Prima ci si muove, meglio è, visti anche i costanti dubbi statunitensi sull’Europa e la possibilità che Trump tagli aiuti militari e intelligence all’Ucraina. Washington è frustrata verso gli europei, meglio agire in anticipo. Tuttavia, capisco le preoccupazioni finanziarie del Belgio, vista la portata degli asset che detiene di fronte all’economia di Bruxelles».

L’Italia ha assunto una posizione scettica verso la confisca completa degli asset russi, vedi il vicepremier Salvini. Lei cosa ne pensa?

«Capisco che Meloni abbia la sua coalizione da gestire, ma spero davvero che l’Italia faccia il possibile per sostenere la proposta al Consiglio Europeo. In ogni caso, le mie fonti in Commissione a Bruxelles sono molto fiduciose sull’e…

LONDRA – Lord Kim Darroch, 71 anni, è ex ambasciatore britannico a Washington fatto cacciare da Trump nel 2019 dopo un misterioso leak in cui criticava il presidente.

Cosa pensa delle mosse Ue per sfruttare centinaia di miliardi di asset Russi congelati?

«Prima ci si muove, meglio è, visti anche i costanti dubbi statunitensi sull’Europa e la possibilità che Trump tagli aiuti militari e intelligence all’Ucraina. Washington è frustrata verso gli europei, meglio agire in anticipo. Tuttavia, capisco le preoccupazioni finanziarie del Belgio, vista la portata degli asset che detiene di fronte all’economia di Bruxelles».

L’Italia ha assunto una posizione scettica verso la confisca completa degli asset russi, vedi il vicepremier Salvini. Lei cosa ne pensa?

«Capisco che Meloni abbia la sua coalizione da gestire, ma spero davvero che l’Italia faccia il possibile per sostenere la proposta al Consiglio Europeo. In ogni caso, le mie fonti in Commissione a Bruxelles sono molto fiduciose sull’esito finale e non sembrano molto preoccupati dalla posizione di Roma».

La confisca è l’unica leva rimasta?

«Di certo non farà felice i russi e potrà avere un ruolo per raggiungere un compromesso. Sinora la Russia non ha dimostrato di volere la pace, con le sue richieste massimaliste, per esempio la pretesa di annettere tutto il Donbass».

Trump che ruolo gioca in questa situazione?

«Il presidente americano è soprattutto interessato ai profitti economici e commerciali con la Russia, dall’energia allo sfruttamento di terre rare. Questo è il suo obiettivo principale. L’Ucraina in sé per lui è un argomento secondario. Vuole un accordo con Mosca, che Trump non critica mai, a differenza di Kiev. Sembra davvero impaziente».

Forse perché le nomination per il prossimo Nobel per la Pace scadono a gennaio?

«Non ci avevo pensato, ma non credo gli daranno mai il Nobel: molti accordi di pace che lui millanta sono fragili».

L’Ucraina sarà costretta a un brutto accordo da Trump?

«Non lo so. Da una parte, Putin sta avanzando, seppur lentamente. Dall’altro, molti analisti pensano che l’economia russa potrebbe collassare nell’autunno 2026. Di certo, Mosca sta provando a conquistare il Donbass da anni oramai, e ha sempre fallito».

Ma gli europei sono preoccupati.

«Stanno facendo il possibile contro piani di pace iniziali che sembravano scritti da russi. Trump è sempre molto caustico verso l’Europa, ma il segretario di Stato Rubio non lo è. Insomma, oltre la retorica c’è speranza».

L’ultimo, controverso documento “National Security Strategy” americano la preoccupa?

«Era chiaro sin dal primo mandato di Trump quale sarebbe stata la via della sua America. Nel 2016 aveva definito la Nato una truffa. Purtroppo non dobbiamo sorprenderci. Trump non vuole la Terza guerra mondiale, perché lui pensa soprattutto agli affari. In ogni caso, l’Europa deve prepararsi alla guerra e a difendersi da sola contro la Russia, Da questo punto di vista, quel documento è un bene».

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