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Meloni, visita lampo a Berlino. E la Lega attacca Rutte

(ansa)

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La premier trascorrerà solo poche ore nella capitale tedesca. Il Carroccio contro il segretario Nato: “Alleanza e Ue vogliono solo la guerra”
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In una giornata cruciale per il destino dell’Ucraina, per Giorgia Meloni la trasferta berlinese sarà una visita lampo. L’aereo di Stato, da programma, dovrebbe atterrare poco dopo le 18, la premier parteciperà al vertice (con cena) con i leader del formato Washington per un paio d’ore, dalle 19 alle 21. Poi rientrerà a Roma. Salvo cambi d’agenda dell’ultimo minuto, non prenderà parte a gruppi ristretti in cui si discuterà in modo più approfondito delle trattative sui territori che Kiev dovrebbe cedere, per arrivare al cessate il fuoco che chiede con sempre maggiore pressione Donald Trump. Ancora una volta, Meloni non dovrebbe presenziare al summit con i leader di Germania, Gran Bretagna e Francia, che potrebbe essere convocato nelle prossime ore.

Il consigliere diplomatico di Meloni, Fabrizio Saggio, è comunque a Berlino già da ieri pomeriggio. Di notte ha partecipato al vertice del livello Nsa (national security advisor). Nonostante la ridda di riunioni e di prese di posizione d…

In una giornata cruciale per il destino dell’Ucraina, per Giorgia Meloni la trasferta berlinese sarà una visita lampo. L’aereo di Stato, da programma, dovrebbe atterrare poco dopo le 18, la premier parteciperà al vertice (con cena) con i leader del formato Washington per un paio d’ore, dalle 19 alle 21. Poi rientrerà a Roma. Salvo cambi d’agenda dell’ultimo minuto, non prenderà parte a gruppi ristretti in cui si discuterà in modo più approfondito delle trattative sui territori che Kiev dovrebbe cedere, per arrivare al cessate il fuoco che chiede con sempre maggiore pressione Donald Trump. Ancora una volta, Meloni non dovrebbe presenziare al summit con i leader di Germania, Gran Bretagna e Francia, che potrebbe essere convocato nelle prossime ore.

Il consigliere diplomatico di Meloni, Fabrizio Saggio, è comunque a Berlino già da ieri pomeriggio. Di notte ha partecipato al vertice del livello Nsa (national security advisor). Nonostante la ridda di riunioni e di prese di posizione dalle cancellerie di mezzo continente, secondo fonti governative italiane, a Palazzo Chigi sono convinti che a imprimere una svolta nei negoziati non possano essere altri che Kiev e Washington. Più ovviamente i russi. Come dire: i margini di trattativa dell’Europa, in questa fase, sono ridotti. Anche perché ormai il nodo sono i territori, più che le garanzie di sicurezza ( che ricalcherebbero quell’articolo 5 della Nato che aveva suggerito Meloni). E sui territori, sulla proposta di una zona demilitarizza nella parte di Donbass che oggi è ancora ucraina, solo Zelensky può decidere con Washington, è il ragionamento.

Per Meloni anche il versante politico interno è turbolento. Alla cena di stasera è annunciato il segretario della Nato, Mark Rutte. Proprio alla vigilia di questo appuntamento, la Lega ha deciso di affondare il colpo contro il vertice dell’alleanza atlantica, per le sue recenti esternazioni sul rischio di un conflitto con Mosca. Per Armando Siri, capo dei dipartimenti del Carroccio e consigliere di Matteo Salvini al Mit, «le parole di Rutte sono molto gravi, la Nato e l’Ue hanno voglia di guerra. Qualunque principio di giustizia ci sia da difendere, non vale certo una guerra che si sa non potrà mai risolvere nulla, può solo portare più morte e distruzione». Contro le stesse affermazioni di Rutte, nelle stesse ore, si era espresso il portavoce di Vladimir Putin, Dmitry Peskov.

Al di là delle sortite polemiche, la Lega insiste per inserire alcuni passaggi critici sulla strategia Ue e sugli aiuti militari a Kiev già nella risoluzione che sarà votata mercoledì dalle Camere, in vista del consiglio europeo di giovedì. Riecco Siri: «Come Lega, chiederemo che si sostengano gli sforzi di pace». A partire dal piano Trump, su cui Zelensky continua a nutrire dubbi. Le trattative nella maggioranza di governo sono appena iniziate. Il ministro degli Affari Ue, il meloniano Tommaso Foti, oggi dovrebbe spedire ai partiti una bozza della risoluzione. Ma viste le schermaglie di questi giorni, saranno necessarie diverse limature.

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