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Gli eroi della strage di Sydney: i coniugi uccisi, Ahmed e il migrante scambiato per terrorista

Il coraggio di Boris e Sofia Gurman ripreso da una telecamera, il richiedente asilo quasi linciato dalla folla per sbaglio, l’uomo freddato dopo aver tirato mattoni ai killer. Mentre una colletta per il fruttivendolo siriano è arrivata a 1,6 milioni
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LONDRA - C’è un nuovo terrificante video arrivato da Sydney, in Australia, dove domenica 14 dicembre due terroristi ispirati dall’Isis hanno fatto strage a una celebrazione della festa ebraica di Hanukkah, presso la celebre spiaggia di Bondi Beach. Dal filmato registrato da una videocamera installata sul cruscotto di un’auto di passaggio, si vede infatti una coppia di coniugi ebrei di origine russa, Boris e Sofia Gurman, che combattono contro Sajid Akram, uno dei due killer. Ma che infine vengono giustiziati dal terrorista, morendo mano nella mano.

I coniugi Gurman

Boris Gurman era un meccanico in pensione e aveva 69 anni, sua moglie Sofia un’impiegata delle poste di 61. Entrambi vivevano proprio a Bondi Beach e mentre passeggiano su Campbell Parade notano una Hyundai parcheggiata, con una bandiera dell’Isis sul finestrino posteriore. Allora Boris apre lo sportello dell’auto e affronta Sajid Akram: lo tira fuori dalla macchina, ha una colluttazione con lui, alla fine gli sottrae …

LONDRA - C’è un nuovo terrificante video arrivato da Sydney, in Australia, dove domenica 14 dicembre due terroristi ispirati dall’Isis hanno fatto strage a una celebrazione della festa ebraica di Hanukkah, presso la celebre spiaggia di Bondi Beach. Dal filmato registrato da una videocamera installata sul cruscotto di un’auto di passaggio, si vede infatti una coppia di coniugi ebrei di origine russa, Boris e Sofia Gurman, che combattono contro Sajid Akram, uno dei due killer. Ma che infine vengono giustiziati dal terrorista, morendo mano nella mano.

I coniugi Gurman

Boris Gurman era un meccanico in pensione e aveva 69 anni, sua moglie Sofia un’impiegata delle poste di 61. Entrambi vivevano proprio a Bondi Beach e mentre passeggiano su Campbell Parade notano una Hyundai parcheggiata, con una bandiera dell’Isis sul finestrino posteriore. Allora Boris apre lo sportello dell’auto e affronta Sajid Akram: lo tira fuori dalla macchina, ha una colluttazione con lui, alla fine gli sottrae l’arma e gliela punta contro.

Reuven Morrison

A quel punto il filmato si interrompe e non è chiara la dinamica dei minuti successivi. Ma l’epilogo è drammatico: i coniugi Gurman vengono infatti uccisi a sangue freddo da Sajid (che probabilmente aveva un’altra arma con sé) e muoiono l’uno nelle braccia dell’altra. Una tragica fine, come quella di un altro coraggioso e anziano, Reuven Morrison, ripreso da un altro video mentre tira dei mattoni contro i terroristi, prima di essere freddato pure lui.

“Siamo distrutti dal dolore per la perdita improvvisa e insensata dei nostri amati Boris e Sofia Gurman”, ha dichiarato la famiglia in un comunicato nel pomeriggio di martedì, “anche se nulla può alleviare il dolore per la loro perdita, proviamo un immenso senso di orgoglio per il loro coraggio e generosità. Questo racchiude perfettamente chi erano Boris e Sofia: persone che cercavano di aiutare gli altri, istintivamente e in modo disinteressato”.

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Il richiedente asilo

Poteva finire molto male anche per un richiedente asilo, al momento senza nome, ma con moglie e figli australiani. In un altro filmato amatoriale, si vede l’uomo mentre prova a fermare uno dei killer, riuscendo a scalciare via il suo fucile. A quel punto arriva la polizia, ma lo scambia per il terrorista e gli spara contro. L’uomo fortunatamente rimane illeso, ma anche altri passanti credono che si tratti di uno degli stragisti e per poco non viene linciato dalla folla, prima che la situazione venga chiarita.

Il fruttivendolo eroe

Intanto, l’eroe Ahmed Al Ahmed, il migrante siriano che ha fermato a mani nude Sajid Akram, rimane in ospedale, dopo che l’altro terrorista, il 24enne Naveed figlio di Sajid, lo ha colpito al braccio con due proiettile. Le sue condizioni sono stabili, oggi gli ha fatto visita in ospedale anche il primo ministro australiano Anthony Albanese lodando il suo “incredibile coraggio” e quando si ristabilirà Al Ahmed riceverà un meritatissimo premio. Ovvero, una generosa colletta “crowfunding” online ha già raggiunto la cifra di 1,6 milioni di dollari, con l’offerta massima di 99mila dollari (il tetto per le donazioni sulla piattaforma) arrivata da un anonimo milionario americano.

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