Bentornata Europa: il Regno Unito rientra nel programma Erasmus, nonostante la Brexit
dal nostro corrispondente Antonello GuerreraLONDRA - È un grande giorno oggi, dopo la Brexit. Perché è stato annunciato il ritorno del Regno Unito nel programma Erasmus. Insomma, Londra e l’Ue sono sempre più vicini, nonostante l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea decisa dal referendum del 23 giugno 2016. Gli studenti britannici e quelli europei potranno tornare a viaggiare liberamente tra i due blocchi, e a studiare e fare tirocini, con le norme del programma di scambio “Erasmus+”.
Quando si riparte e quanto si paga
Secondo i piani decisi dalle autorità britanniche ed europee, si ricomincerà dal gennaio 2027. Gli studenti britannici potranno continuare a pagare le tasse universitarie cui sono sottoposti in patria anche durante la loro permanenza in Unione Europea, mentre quelli europei - e questa è una grande concessione da parte di Londra - una volta arrivati nel Regno pagheranno rette allo stesso livello dei cittadini e res…
LONDRA - È un grande giorno oggi, dopo la Brexit. Perché è stato annunciato il ritorno del Regno Unito nel programma Erasmus. Insomma, Londra e l’Ue sono sempre più vicini, nonostante l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea decisa dal referendum del 23 giugno 2016. Gli studenti britannici e quelli europei potranno tornare a viaggiare liberamente tra i due blocchi, e a studiare e fare tirocini, con le norme del programma di scambio “Erasmus+”.
Quando si riparte e quanto si paga
Secondo i piani decisi dalle autorità britanniche ed europee, si ricomincerà dal gennaio 2027. Gli studenti britannici potranno continuare a pagare le tasse universitarie cui sono sottoposti in patria anche durante la loro permanenza in Unione Europea, mentre quelli europei - e questa è una grande concessione da parte di Londra - una volta arrivati nel Regno pagheranno rette allo stesso livello dei cittadini e residenti britannici: ossia un massimo di 9.535 sterline annuali (poco meno di 11mila euro). Al momento, nel regime post-Brexit, gli studenti extra-UK nel Regno sono costretti a pagare anche 30-40mila sterline all’anno.
L’addio con Boris Johnson
Il ministro britannico per le relazioni con l’Ue, Nick Thomas-Symonds, e il suo omologo europeo, Maros Sefcovic, si sono incontrati a Bruxelles lo scorso mercoledì per fare il punto sullo stato dei negoziati e, a quanto si apprende, avrebbero portato a termine l’accordo sul ritorno di Erasmus. Il Regno Unito aveva abbandonato il programma di scambio europeo dopo la Brexit, quando Boris Johnson sostenne che l'Erasmus non offrisse un adeguato rapporto qualità-prezzo agli inglesi. Prima della Brexit, il Regno Unito era un contributore netto al programma, con un numero di studenti europei diretti in Gran Bretagna superiore a quello degli studenti britannici che studiavano all’estero. Il governo laburista dell’attuale primo ministro Keir Starmer, invece, dopo la vittoria elettorale dell’anno scorso aveva subito annunciato di riaprire i negoziati in occasione del vertice di “reset” tra Ue e Regno Unito dello scorso maggio.
Le partite riaperte
Proprio quello della mobilità giovanile sarà il prossimo passo condiviso tra le due parti, perché considerato essenziale da Bruxelles per ristabilire proficue e fertili relazioni tra il Regno Unito e l’Unione Europea, nonostante la Brexit. Londra spera che queste concessioni sull’Erasmus facilitino l’ingresso della Gran Bretagna nel programma di prestiti e fondi per la difesa europea “Safe”, cui i britannici volevano partecipare ma che per ora hanno dovuto rinunciare causa la richiesta di Bruxelles di circa 7 miliardi di euro all’anno. Inoltre, nei prossimi due anni la Gran Bretagna spera di raggiungere con l’Europa un accordo sui controlli alimentari, veterinari e fitosanitari, che secondo il governo Starmer genererebbero decine di miliardi di sterline in benefici per i contribuenti britannici nel prossimo decennio.
Nel 2020, l’ultimo anno in cui il Regno Unito ha partecipato al programma Erasmus, il progetto ha ricevuto 144 milioni di euro di finanziamenti dell’Ue, consentendo complessivamente a 55.700 persone di prendere parte a progetti Erasmus. Nello stesso anno, il Regno Unito ha inviato all’estero 9.900 studenti e tirocinanti nell’ambito del programma, mentre 16.100 hanno svolto il percorso inverso, arrivando oltremanica. Nell’anno accademico 2024/25, il controverso programma Turing, lanciato da Johnson e dai governi conservatori per rimpiazzare l’Erasmus, non ha soddisfatto le aspettative.
Negli ultimi tempi, il primo ministro britannico Sir Keir Starmer è stato molto più esplicito riguardo alla "necessità stringente di riavvicinarsi all’Europa", mentre in passato era molto riluttante a citare persino la parola Brexit, per non alienare gli elettori di sinistra euroscettici soprattutto nel nord e nelle Midlands inglesi. Il leader dei Liberal-Democratici Ed Davey esulta: “Evviva! Prossimo passo: tornare nell’Unione doganale europea”.