Asset russi, “non usciamo dal Consiglio senza una decisione”. Per l’Italia anche il dilemma Mercosur
dal nostro corrispondente Claudio TitoBRUXELLES – "Non lasceremo mai questo Consiglio senza una decisione finale”. Questa frase del presidente del Consiglio europeo Antonio Costa, fa ben capire il clima che si respira al vertice Ue appena iniziato a Bruxelles e che deve decidere come finanziare l’Ucraina. E l’opzione principale al momento è l’uso dei beni russi congelati che ammontano a 210 miliardi di euro. E infatti nella bozza di documento finale proprio questa ipotesi è messa nero su bianco: "Il Consiglio europeo chiede al Parlamento europeo di adottare urgentemente gli strumenti che dispongono dei Prestiti di Riparazione".
Nel testo si elencano alcune garanzie a partire dal fatto che gli impegni verranno contabilizzati solo “come passività potenziali senza alcun impatto sul livello del debito pubblico degli Stati membri". "L'Unione europea - si legge ancora - agirà in piena solidarietà con gli Stati membri e le istituzioni finanziarie dell'Ue colpiti nel contesto del prestito di riparazione".
Il Belgio anche oggi non…
BRUXELLES – "Non lasceremo mai questo Consiglio senza una decisione finale”. Questa frase del presidente del Consiglio europeo Antonio Costa, fa ben capire il clima che si respira al vertice Ue appena iniziato a Bruxelles e che deve decidere come finanziare l’Ucraina. E l’opzione principale al momento è l’uso dei beni russi congelati che ammontano a 210 miliardi di euro. E infatti nella bozza di documento finale proprio questa ipotesi è messa nero su bianco: "Il Consiglio europeo chiede al Parlamento europeo di adottare urgentemente gli strumenti che dispongono dei Prestiti di Riparazione".
Nel testo si elencano alcune garanzie a partire dal fatto che gli impegni verranno contabilizzati solo “come passività potenziali senza alcun impatto sul livello del debito pubblico degli Stati membri". "L'Unione europea - si legge ancora - agirà in piena solidarietà con gli Stati membri e le istituzioni finanziarie dell'Ue colpiti nel contesto del prestito di riparazione".
Il Belgio anche oggi non ha nascosto la sua contrarietà che non sembra però totale: "Abbiamo bisogno di un paracadute prima di lanciarci – ha spiegato il primo ministro De Wever -. Se ci viene chiesto di lanciarci, ci lanciamo tutti insieme". Una richiesta accolta dalla presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, che prima del Consiglio europeo ha ribadito che “il rischio deve essere condiviso da tutti noi: è una questione di solidarietà, un principio fondamentale dell'Unione europea".
Al summit partecipa oggi anche il presidente ucraino Volodymyr Zelensky che non nasconde le sue preoccupazioni: “Spero in una decisione positiva, senza la quale ci sarà un grande problema per l'Ucraina".
L’altro tema in discussione è l’accordo commerciale con il Mercosur (i paesi del Sud America) cui si oppongono Italia e Francia e che però dovrebbe essere firmato ufficialmente sabato in Brasile. Senza questa forma gli Stati sudamericani minacciano di far saltare l’intesa. "È di enorme importanza ottenere il via libera per il Mercosur – ha detto von der Leyen - e completare la firma. Dobbiamo liberarci delle nostre dipendenze eccessive, e questo è possibile solo attraverso una rete di accordi di libero scambio. Il Mercosur svolge un ruolo centrale".