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La deputata anglo-italiana: “Erasmus, grazie ai giovani il futuro è in Europa”

(FILES) A student walks in the campus of Glasgow University complex in Glasgow, Scotland on September 24, 2020. Britain is to rejoin the European Union's Erasmus student exchange programme, which it left almost five years ago following Brexit, a joint UK-EU statement said on December 17, 2025. (Photo by Andy Buchanan / AFP) 

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Manuela Perteghella siede a Westminster con i Liberal-democratici e festeggia la riapertura agli scambi di studio: “Oggi in Inghilterra ci sono sempre meno corsi di lingue straniere nelle scuole e nelle università”
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LONDRA – Manuela Perteghella, nata a Roma 51 anni fa, trasferitasi in Inghilterra per l’università (North London e East Anglia), traduttrice letteraria, dall’anno scorso è parlamentare britannica alla Camera dei Comuni. A Westminster occupa il seggio di William Shakespeare, quello della magica Stratford-upon-Avon dove il Bardo è seppellito. Il suo partito, gli ultra-europeisti Liberal-democratici, esecra la Brexit e da anni chiede almeno il ritorno del Regno Unito nell’Unione doganale europea. Se non nell’Ue stessa.

Lei è l’esempio perfetto dell’Europa unita. Anche dall’Erasmus, nel quale Londra rientrerà dal 2027.

«Non sono solo felice. Sono commossa. È una notizia meravigliosa. E sottolineo, si tratta di “Erasmus+”, con il “più”, perché interesserà non solo studenti, ma anche tirocinanti, sportivi, stagisti. In passato sono stata anche lettrice universitaria e l’impatto dell’Erasmus è innegabile: perché è una apertura all’Europa, allo scambio culturale, soprattutto per i ragazzi cre…

LONDRA – Manuela Perteghella, nata a Roma 51 anni fa, trasferitasi in Inghilterra per l’università (North London e East Anglia), traduttrice letteraria, dall’anno scorso è parlamentare britannica alla Camera dei Comuni. A Westminster occupa il seggio di William Shakespeare, quello della magica Stratford-upon-Avon dove il Bardo è seppellito. Il suo partito, gli ultra-europeisti Liberal-democratici, esecra la Brexit e da anni chiede almeno il ritorno del Regno Unito nell’Unione doganale europea. Se non nell’Ue stessa.

Lei è l’esempio perfetto dell’Europa unita. Anche dall’Erasmus, nel quale Londra rientrerà dal 2027.

«Non sono solo felice. Sono commossa. È una notizia meravigliosa. E sottolineo, si tratta di “Erasmus+”, con il “più”, perché interesserà non solo studenti, ma anche tirocinanti, sportivi, stagisti. In passato sono stata anche lettrice universitaria e l’impatto dell’Erasmus è innegabile: perché è una apertura all’Europa, allo scambio culturale, soprattutto per i ragazzi cresciuti in condizioni disagiate che non hanno mai avuto occasione di confrontarsi. Non è un caso che oggi in Inghilterra ci siano sempre meno corsi di lingue straniere a scuola e nelle università. Ma il futuro e la vocazione del Regno Unito non è essere insulare, ma aprirsi al mondo. Il prossimo passo sarà un accordo tra Uk e Ue sulla mobilità giovanile, per far lavorare liberamente gli under 35 tra i due blocchi».

Qual è la roadmap dei Lib-Dem verso l’Ue?

«Il nostro obiettivo è riavvicinarsi il più possibile all’Europa, e del resto il Paese lo sta già facendo. Prima dell’Erasmus, Londra è rientrata anche nel cruciale programma scientifico europeo “Horizon”. Oltre a questo, vogliamo rientrare nell’unione doganale, il che aumenterebbe sensibilmente il Pil. Perché, dopo l’errore madornale della Brexit, le piccole e medie imprese stanno soffrendo moltissimo a causa di burocrazia e balzelli».

Crede sia realistico per il Regno Unito rientrare un giorno in Ue?

«Dipende da quali condizioni ci offrirà l’Unione. Prima della Brexit, i britannici erano privilegiati a Bruxelles, cosa che forse non si ripeterà. Vedremo. Ma se arriveremo a quel punto, dovremo far decidere i britannici».

Con un nuovo referendum?

«Credo proprio di sì».

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