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Lo show in tv di Putin “innamorato”: “Ai nostri soldati in Ucraina prudono le mani”

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Il presidente russo risponde alle domande di giornalisti e cittadini per quattro ore e mezza: “Spazzeremo la feccia ucraina, l’Europa se non ci rispetta scomparirà”. Ma non mancano gli aneddoti personali
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Si inizia subito col parlare di “Operazione militare speciale” – l’eufemismo in Russia è d’obbligo – e dei negoziati di pace in corso con l’Ucraina. A sollevare il tema che, secondo i sondaggi, anche quest’anno premeva alla maggioranza dei russi, sono i due presentatori della tv russa: Pavel Zarubin ed Ekaterina Berezovskaj. «Guerra o pace? Come raggiungeremo i nostri obiettivi?», chiedono.

Vladimir Putin parla più di “guerra” che di “pace” lasciando intendere di essere determinato a risolvere il problema militarmente più che diplomaticamente. Sul fronte militare, si dilunga in un roseo quadro dell’avanzata delle forze russe «lungo l’intera linea di contatto» col nemico che «si sta ritirando in tutte le direzioni». «Sono assolutamente fiducioso che entro la fine dell’anno assisteremo a ulteriori successi». Ai soldati russi, racconta, «prudono le mani» perché non «vedono l’ora di far fuori la feccia ucraina».

Le condizioni per la pace sono quelle del 2024

Sul fronte diplomatico, invece…

Si inizia subito col parlare di “Operazione militare speciale” – l’eufemismo in Russia è d’obbligo – e dei negoziati di pace in corso con l’Ucraina. A sollevare il tema che, secondo i sondaggi, anche quest’anno premeva alla maggioranza dei russi, sono i due presentatori della tv russa: Pavel Zarubin ed Ekaterina Berezovskaj. «Guerra o pace? Come raggiungeremo i nostri obiettivi?», chiedono.

Vladimir Putin parla più di “guerra” che di “pace” lasciando intendere di essere determinato a risolvere il problema militarmente più che diplomaticamente. Sul fronte militare, si dilunga in un roseo quadro dell’avanzata delle forze russe «lungo l’intera linea di contatto» col nemico che «si sta ritirando in tutte le direzioni». «Sono assolutamente fiducioso che entro la fine dell’anno assisteremo a ulteriori successi». Ai soldati russi, racconta, «prudono le mani» perché non «vedono l’ora di far fuori la feccia ucraina».

Le condizioni per la pace sono quelle del 2024

Sul fronte diplomatico, invece, «la palla - sostiene - è interamente nel campo dei nostri avversari occidentali» a cui però non resta che prendere o lasciare. Le condizioni russe non sono però quelle esposte a Donald Trump in Alaska lo scorso agosto o contenute nei più recenti piani di pace. Putin torna ancora più indietro. Al suo intervento del giugno 2024 davanti al ministero degli Esteri russo dove aveva preteso un’Ucraina smilitarizzata e dimezzata. Alle «cause profonde che hanno portato a questa crisi». Ma «finora non vediamo davvero... la disponibilità» da parte di Kiev a fermare il conflitto.

Che cos’è l’evento “Risultati dell’anno”

Il presidente russo 73enne risponde alle domande di cittadini e giornalisti durante l’evento battezzato Itogi goda, “Risultati dell’anno”, che traccia il bilancio dell’anno che si chiude e dà il tono dell’anno che verrà e che dal 2023 accorpa due appuntamenti precedentemente distinti: la “linea diretta” che dava ai cittadini l’opportunità di porre le domande più disparate al leader del Cremlino e la conferenza stampa di fine anno con giornalisti russi e stranieri.

Uno show televisivo attentamente coreografato per ostentare come, nell’ultimo quarto di secolo al potere, il presidente russo abbia consolidato la sua posizione di leader, comandante in capo e padre della patria. Di “deus ex machina” in grado di risolvere i minimi problemi del più grande Paese al mondo, dalle strade dissestate all’acqua sporca dai rubinetti, pur mentre supervisiona le massime questioni di politica estera.

Oltre 3 milioni di domande: “Innamorato?” “Sì”

Nella maratona che dura 4 ore e 27 minuti (ma il record del 2013 resta imbattuto), il presidente russo risponde a oltre 80 quesiti di pubblico e giornalisti accuratamente selezionate tra più di 3 milioni che il Cremlino ha vagliato con l’aiuto dell’intelligenza artificiale e che Putin ha studiato «fino a tarda notte» mercoledì e al mezzogiorno di giovedì.

Non mancano le confessioni personali. A chi gli chiede se sia innamorato, Putin risponde lapidario “Sì”. E confessa anche di credere nell’amore a prima vista. All’inviato tredicenne di un sito per ragazzi, racconta che «molto raramente» va in auto «senza scorta» o «senza lampeggianti» per «guardare fuori dal finestrino dell’auto» e «vedere che cosa succede intorno a me».

Rivela di andare «a letto sempre più tardi», ma non quanto. «Sarebbe scortese perché è una violazione della legislazione sul lavoro e non è giusto». Per lui il patriottismo è iniziato «con i genitori» e crede «nel Signore, che è con noi e che non abbandonerà mai la Russia».

(afp)

Matrimoni e alieni

Non mancano i fuori programma. Kirill Bazhanov, 23enne di Ekaterinburg, papillon rosso, fiore all’occhiello e in mano il cartello “Mi voglio sposare”, fa la sua proposta di matrimonio in diretta tv prima di porre una domanda sul sostegno finanziario alle famiglie. E un’ora dopo il presentatore fa sapere che “Olechka” ha detto “Sì”.

Un’inviata di Tjumen, invece, chiede se l’oggetto spaziale 3I/Atlas sia un Ufo assicurando che la sua città sarebbe pronta ad «accogliere eventuali ospiti extraterrestri». Prima di garantire che si tratta di una cometa, Putin scherza: «È un’informazione riservata. È la nostra arma segreta».

Qualche commentatore si lamenta perché «i comportamenti imbarazzanti di personaggi che ci vergogniamo a chiamare “colleghi”» hanno «trasformato l’evento statale di alto profilo in uno show di bassa lega».

Ma sono il confronto con l’Ucraina e con l’Occidente e le sue ripercussioni economiche a farla da padrone nel botta e risposta ospitato nel complesso moscovita di Gostinyj Dvor, vicino alla Piazza Rossa, gremito di giornalisti provenienti da tutte le regioni russe che, per attirare l’attenzione, ostentano tradizionali copricapi “kokoshnik” o mostrano bambole Labubu con le sembianze di funzionari russi, tra cui il cerimoniere dell’evento Dmitrij Peskov.

Il tenente calmucco decorato

Parlando di Ucraina, Putin invita Naran Ochir-Gorjaev, un tenente calmucco decorato seduto tra il pubblico, a parlare dell’assalto a Siversk. Lo cita spesso. Si scusa con la vedova di un caduto che non ha ricevuto il risarcimento dovuto e solleva il problema dei “dispersi”, ma nega di sentirsi «responsabile delle morti« causate dal conflitto «perché non abbiamo iniziato noi questa guerra», insiste.

Definisce Volodymyr Zelensky un «attore di talento» che potrebbe avere simulato il video davanti alla stele di Kupjansk, la città ucraina che l’esercito russo rivendica di avere conquistato. Commentando la necessità di nuove presidenziali in Ucraina, si dice «pronto a valutare come garantire la sicurezza durante le elezioni in Ucraina, almeno cessando, astenendoci dal condurre attacchi in profondità sul territorio il giorno delle elezioni». Tregua sì, ma di un sol giorno.

Sull’Occidente ripete quello che ha detto mille e una volta. «Non siamo noi a combattere contro di voi, ma voi che combattete contro di noi per mano dei nazionalisti ucraini». I piani per attaccare l’Europa? «Che assurdità». Nella Strategia per la Sicurezza Nazionale della Casa Bianca, «la Russia non è designata come nemico o come bersaglio, mentre il Segretario Generale della Nato si sta preparando alla guerra con noi. Cos’è? Non sapete nemmeno leggere?».

Salvo precisare: «Non ci saranno operazioni militari contro le nazioni occidentali se ci tratterete con rispetto, se rispetterete i nostri interessi». E minacciare che «l’Europa scomparirà gradualmente» se non dialogherà con Mosca dopo il tentativo fallito di «rapina alla luce del sole» degli asset russi congelati.

(agf)

Dai “panini deliziosi” ai rincari

Sul fronte interno, fatica a riconoscere le difficoltà economiche, proprio mentre la Banca Centrale russa abbassa il tasso di interesse di solo mezzo punto percentuale al 16% per contenere l’inflazione.

Al panettiere di Ljubertsy che teme l’aumento dell’Iva, risponde: «Fate panini deliziosi? Potreste mandarmi qualcosa di buono, okay?». E ai cittadini preoccupati per i rincari spiega che tutto dipende dal paniere del singolo consumatore.

Di tanto in tanto, sul maxischermo in sala che mostra i messaggi di testo in arrivo «sul nuovo messenger Max» che le autorità vorrebbero sostituisse WhatsApp, trapelano anche critiche sottili: «La Russia è peggio della Papua Nuova Guinea». Qualcuno si lamenta: «Sono stufo di questi programmi sull’Ucraina». Putin stavolta legge e commenta: «Sono completamente d’accordo, smettiamola».

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