Gaza, l’allarme: “Dal 1 gennaio oltre 200 ong a rischio”. E’ l’effetto della nuova legge israeliana
dalla nostra inviata Francesca CaferriGERUSALEMME – Fra meno di dieci giorni duecento fra agenzie umanitarie e organizzazioni non governative che lavorano a Gaza e in Cisgiordania potrebbero essere costrette a sospendere le operazioni. E’ l’effetto della legge sulla registrazione delle ong varata a marzo dal Parlamento israeliano, che imponeva il 31 dicembre come data limite per la registrazione: la procedura richiesta è stata definita nei giorni scorsi dalle Nazioni unite “vaga, arbitraria e altamente politicizzata”.
Moltissime ong non sono riuscite a completarla o sono già state dichiarate non regolari. Anche quelle che hanno completato il processo, come Medici senza frontiere, non hanno ancora ricevuto risposta: “800.000 visite, 22.700 operazioni chirurgiche, 700 milioni di litri di acqua. Questo è quello che abbiamo fatto a Gaza ed è a rischio”, scrive su X l’ong premio Nobel per la Pace. Chi non riceverà luce verde, dovrà chiudere le operazioni entro 60 giorni.
"La cancellazione delle Ong internazionali a Gaza avrà u…
GERUSALEMME – Fra meno di dieci giorni duecento fra agenzie umanitarie e organizzazioni non governative che lavorano a Gaza e in Cisgiordania potrebbero essere costrette a sospendere le operazioni. E’ l’effetto della legge sulla registrazione delle ong varata a marzo dal Parlamento israeliano, che imponeva il 31 dicembre come data limite per la registrazione: la procedura richiesta è stata definita nei giorni scorsi dalle Nazioni unite “vaga, arbitraria e altamente politicizzata”.
Moltissime ong non sono riuscite a completarla o sono già state dichiarate non regolari. Anche quelle che hanno completato il processo, come Medici senza frontiere, non hanno ancora ricevuto risposta: “800.000 visite, 22.700 operazioni chirurgiche, 700 milioni di litri di acqua. Questo è quello che abbiamo fatto a Gaza ed è a rischio”, scrive su X l’ong premio Nobel per la Pace. Chi non riceverà luce verde, dovrà chiudere le operazioni entro 60 giorni.
"La cancellazione delle Ong internazionali a Gaza avrà un impatto catastrofico sull'accesso ai servizi essenziali e di base", si legge nell’allarme lanciato dall’Onu nei giorni scorsi. "Le Ong internazionali gestiscono o supportano la maggior parte degli ospedali da campo, dei centri di assistenza sanitaria di base, delle risposte ai rifugi di emergenza, dei servizi idrici e igienico-sanitari, dei centri di stabilizzazione nutrizionale per bambini con malnutrizione acuta e delle attività critiche di sminamento".
Il braccio di ferro fra Israele e la maggior parte del mondo umanitario va avanti dall’inizio della guerra: il governo Netanyahu ha a più riprese attaccato sia Unrwa, l’agenzia per i profughi palestinesi che forniva la maggior parte dei servizi a Gaza, fino a chiuderne le operazioni. E ha accusato di antisemitismo l’intero sistema delle Nazioni Unite. Ha poi affidato ad attori esteri al mondo umanitario – la fondazione Ghf con sede in Svizzera – la distribuzione degli aiuti alimentari a Gaza: un sistema che ha portato alla morte di centinaia di persone, uccise dalla calca o dagli spari dei soldati israeliani mentre cercavano di raggiungere i centri di distribuzione Ghf.
La legge sulle Ong fa parte di un pacchetto di misure che sono sotto esame in Parlamento in questi giorni a diversi livelli: fra queste, quella sul controllo dei media che porterebbe alla chiusura della radio militare.