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Il caso Epstein, la vedova Kirk e Vance: perché tra i Maga è in corso una guerra civile

(afp)

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Le tensioni emerse dopo la prima conferenza di Turning Point senza Charlie Kirk possono complicare la successione a Donald Trump
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NEW YORK - Dietro all’apparente causa comune dello slogan America First, nel movimento Maga ribolle una guerra civile che potrebbe compromettere il suo futuro e complicare la successione a Donald Trump, ammesso che abbia davvero rinunciato a candidarsi al terzo mandato nel 2028. Lo ha dimostrato la conferenza che l’organizzazione Turning Point ha appena tenuto a Phoenix, la prima dopo l’omicidio del fondatore Charlie Kirk. Posizioni diverse e non sempre conciliabili, non solo sul caso Epstein.

La vedova Erika ha aperto i lavori, dando il suo appoggio al vice presidente Vance per la candidatura nel 2028. Nei giorni scorsi un loro abbraccio aveva generato anche speculazioni sui rapporti personali, sullo sfondo delle voci riguardo le tensioni con la second lady Usha. Erika però ha dato una motivazione politica, dicendo che Vance non solo era amico di suo marito Charlie, ma condivide tutti gli aspetti fondamentali dell’agenda Maga. Anche Trump ha chiamato durante la conferenza per dare il…

NEW YORK - Dietro all’apparente causa comune dello slogan America First, nel movimento Maga ribolle una guerra civile che potrebbe compromettere il suo futuro e complicare la successione a Donald Trump, ammesso che abbia davvero rinunciato a candidarsi al terzo mandato nel 2028. Lo ha dimostrato la conferenza che l’organizzazione Turning Point ha appena tenuto a Phoenix, la prima dopo l’omicidio del fondatore Charlie Kirk. Posizioni diverse e non sempre conciliabili, non solo sul caso Epstein.

La vedova Erika ha aperto i lavori, dando il suo appoggio al vice presidente Vance per la candidatura nel 2028. Nei giorni scorsi un loro abbraccio aveva generato anche speculazioni sui rapporti personali, sullo sfondo delle voci riguardo le tensioni con la second lady Usha. Erika però ha dato una motivazione politica, dicendo che Vance non solo era amico di suo marito Charlie, ma condivide tutti gli aspetti fondamentali dell’agenda Maga. Anche Trump ha chiamato durante la conferenza per dare il suo sostegno a Turning point.

Dietro le quinte però, e anche sul palco, sono emerse anche le divergenze. Nel mondo Maga protagonisti come Marjorie Taylor Greene hanno rotto con Trump per la mancanza di trasparenza sul caso Epstein. Altri però hanno preso le distanze per ragioni politiche, come Tucker Carlson che non condivide l’attenzione data agli affari internazionali, oppure Nick Fuentes che da tempo lamenta il tradimento dello slogan America First, dall’immigrazione all’economia. Poi non manca chi si lamenta per gli effetti dei dazi e l’inflazione, mentre per Ben Shapiro l’intera leadership conservatrice e’ ormai corrotta.

Alcuni poi non si fidano di Vance come portabandiera del movimento Maga, perché come ha detto il capo di gabinetto della Casa Bianca Susie Wiles è un opportunista. Perciò potrebbero usare il l’allineamento del vice a Trump su Epstein per deragliare la sua corsa. È presto per dire se la guerra civile davvero scoppierà, ma il ritiro di Trump rischia di scatenarla.

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