NEW YORK – Vladimir Putin rifiuta la proposta americana di un incontro a tre con gli ucraini, ma apre a riprendere il dialogo col presidente francese Macron. Sullo sfondo dei negoziati di Miami, conclusi ieri con qualche progresso ma senza svolte significative, questi sono gli unici timidi passi di avvicinamento ad un accordo che resta elusivo. Al termine l’inviato speciale Witkoff ha detto che i colloqui sono stati “produttivi e costruttivi”, incentrati su quattro punti: sviluppi del piano in 20 punti; quadro delle garanzie di sicurezza multilaterali; garanzie degli Usa; economia e prosperità per la ricostruzione.
La ragione della riapertura di Putin agli europei sta forse nel fatto che Mosca li vede ora come il principale ostacolo alle conquiste che Trump sembra disposto a concedergli, in particolare dopo il prestito da 90 miliardi garantito a Kiev per continuare a difendersi dall’aggressore. Secondo le stime dell’intelligence Usa citate dalla Reuters, però, Vladimir punta ancora a…
NEW YORK – Vladimir Putin rifiuta la proposta americana di un incontro a tre con gli ucraini, ma apre a riprendere il dialogo col presidente francese Macron. Sullo sfondo dei negoziati di Miami, conclusi ieri con qualche progresso ma senza svolte significative, questi sono gli unici timidi passi di avvicinamento ad un accordo che resta elusivo. Al termine l’inviato speciale Witkoff ha detto che i colloqui sono stati “produttivi e costruttivi”, incentrati su quattro punti: sviluppi del piano in 20 punti; quadro delle garanzie di sicurezza multilaterali; garanzie degli Usa; economia e prosperità per la ricostruzione.
La ragione della riapertura di Putin agli europei sta forse nel fatto che Mosca li vede ora come il principale ostacolo alle conquiste che Trump sembra disposto a concedergli, in particolare dopo il prestito da 90 miliardi garantito a Kiev per continuare a difendersi dall’aggressore. Secondo le stime dell’intelligence Usa citate dalla Reuters, però, Vladimir punta ancora a prendere l’intera Ucraina e poi minacciare altri paesi del Vecchio continente e membri della Nato.
Il Cremlino, secondo Interfax, ha dichiarato che le possibilità di pace non sono state migliorate dalle modifiche al piano del capo della Casa Bianca avanzate da europei e ucraini, che offrono garanzie di sicurezza modello articolo V della Nato ed escludono la cessione ufficiale dell’intero Donbas. L’idea di un trilaterale Russia, Usa e Ucraina non sarebbe stata neppure discussa, ma Putin è invece "pronto al dialogo" con Macron, secondo il suo portavoce Dmitri Peskov. La conferma del sostanziale stallo è venuta anche dal consigliere Yury Ushakov: "Il Cremlino esaminerà le informazioni fornite da Dmitriev - inviato ai colloqui ndr. - che tornerà domani a Mosca e riferirà al presidente Putin. Dopo definiremo la nostra posizione. La Russia si attiene a quanto accordato con gli Stati Uniti ad Anchorage e in altri incontri". Secondo Ushakov, infatti, le modifiche al piano Trump minacciano solo di prolungare il conflitto: "Sono sicuro che le proposte che europei e ucraini hanno avanzato o stanno cercando di avanzare non migliorano di certo il documento e non aumentano la possibilità di raggiungere una pace a lungo termine".
Dmitriev ha definito "costruttivi" i negoziati ma ha avvertito su X che il "Deep State", i professionisti dell’amministrazione, cerca di scatenare la Terza guerra mondiale alimentando la paranoia anti russa di Ue e Gran Bretagna. Putin però è disposto a parlare con gli europei, dopo averli insultati e dileggiati, forse perché sa che sono l’ultimo ostacolo all’intesa che vuole, presentata in origine e favorita da Trump, ma bloccata dal Vecchio continente che si sente minacciato da Mosca.
L'Eliseo ha comunque "gradito" l’apertura del Cremlino, aggiungendo che deciderà "nei prossimi giorni" le condizioni del dialogo. "Ora che la prospettiva di un cessate il fuoco e di negoziati di pace sta diventando più chiara, è di nuovo utile parlare con Putin". Del resto proprio la Francia avrebbe tradito la Germania sulla proposta di usare i capitali russi congelati per finanziare Kiev, facendo virare la Ue verso il prestito preferito e poi approvato anche dall’Italia.
Ieri mattina, all’inizio della nuova sessione di colloqui, l’inviato ucraino Rustem Umerov ha commentato così su Telegram: "Stiamo lavorando in modo costruttivo e pratico. Ci aspettiamo ulteriori progressi e risultati concreti!". Poco dopo lo stesso presidente Volodymyr Zelensky ha scritto sui social: "Stiamo procedendo a un ritmo piuttosto rapido. I negoziati sono costruttivi e questo è importante". Quindi ha aggiunto: "La sensazione condivisa è che, dopo il lavoro svolto dal nostro team diplomatico negli Usa, dovremmo ora tenere consultazioni con i partner europei in una cerchia più ampia". Questo perché "i veri segnali che provengono dalla Russia rimangono solo negativi: assalti lungo al fronte, crimini di guerra nelle zone di confine e continui attacchi contro le nostre infrastrutture. È essenziale che il mondo non rimanga in silenzio su tutto questo". Dunque anche Zelensky vuole coordinarsi con gli europei, nel timore che Putin cerchi di sfilarli attraverso il dialogo proposto a Macron.