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Israele, stretta sulle ong: “Catastrofe per Gaza”. Chiusa la radio militare

(afp)

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Anche Msf a rischio con le nuove regole. E intanto il parlamento punisce l’emittente dell’esercito, critica con il governo
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GERUSALEMME – Il conto alla rovescia è arrivato alla fase finale. Iniziato a marzo, è a pochi giorni dal 31 dicembre. Per quella data le organizzazioni internazionali e le ong che non saranno registrate in Israele secondo i criteri della legge approvata in primavera avranno 60 giorni per cessare le operazioni. Ora che la scadenza si avvicina le Nazioni Unite e Medici senza frontiere tornano a sollevare il caso: l’Onu nei giorni scorsi ha definito la procedura «vaga, arbitraria e altamente politicizzata». Moltissime ong non sono riuscite a completarla e anche quelle che l’hanno portata a termine, come Medici senza frontiere, non hanno ricevuto risposta: «800mila visite, 22.700 operazioni chirurgiche, 700 milioni di litri di acqua. Questo è quello che abbiamo fatto a Gaza ed è a rischio», scrive su X l’ong premio Nobel per la pace.

«La cancellazione delle ong internazionali a Gaza avrà un impatto catastrofico», si legge nel comunicato dell’Onu. «Gestiscono o supportano la maggior parte…

GERUSALEMME – Il conto alla rovescia è arrivato alla fase finale. Iniziato a marzo, è a pochi giorni dal 31 dicembre. Per quella data le organizzazioni internazionali e le ong che non saranno registrate in Israele secondo i criteri della legge approvata in primavera avranno 60 giorni per cessare le operazioni. Ora che la scadenza si avvicina le Nazioni Unite e Medici senza frontiere tornano a sollevare il caso: l’Onu nei giorni scorsi ha definito la procedura «vaga, arbitraria e altamente politicizzata». Moltissime ong non sono riuscite a completarla e anche quelle che l’hanno portata a termine, come Medici senza frontiere, non hanno ricevuto risposta: «800mila visite, 22.700 operazioni chirurgiche, 700 milioni di litri di acqua. Questo è quello che abbiamo fatto a Gaza ed è a rischio», scrive su X l’ong premio Nobel per la pace.

«La cancellazione delle ong internazionali a Gaza avrà un impatto catastrofico», si legge nel comunicato dell’Onu. «Gestiscono o supportano la maggior parte degli ospedali da campo, dei centri di assistenza sanitaria di base, delle risposte ai rifugi di emergenza, dei servizi idrici e igienico-sanitari, dei centri di stabilizzazione nutrizionale per bambini con malnutrizione acuta e delle attività di sminamento». A ricordare quanto questo sistema sia fondamentale è stato ieri il cardinale Pierbattista Pizzaballa, di ritorno dalla Striscia: «Non ci sono case, non ci sono scuole, non ci sono medicine», ha detto.

Il braccio di ferro fra Israele e la maggior parte del mondo umanitario va avanti dall’inizio della guerra: il governo Netanyahu ha a più riprese attaccato l’Unrwa, l’agenzia per i profughi palestinesi, fino a chiuderne le operazioni, e ha accusato di antisemitismo l’intero sistema delle Nazioni Unite. Ha poi affidato ad attori esterni – la fondazione Ghf – la distribuzione di aiuti alimentari a Gaza: un sistema che ha portato alla morte di centinaia di persone, uccise dalla calca o dagli spari dei soldati israeliani mentre cercavano di raggiungere i centri di distribuzione.

Ma la stretta sulle ong non è un caso isolato: nelle ultime settimane Israele sta virando decisamente a destra. Ieri il Parlamento ha approvato la chiusura della Radio militare, da sempre indipendente: l’accusa è di «minare il morale». Nella stessa sessione è stato nominato come responsabile della Commissione educazione un parlamentare di estrema destra che vive nelle colonie della Cisgiordania, già arrestato tre volte per violenza contro l’esercito. Ed è stato approvato il meccanismo che mette la Commissione di inchiesta sul 7 ottobre sotto il controllo del governo. Ai membri del panel sarà chiesto di indagare anche sui partecipanti alle proteste contro la riforma giudiziaria. Infine il ministro della Sicurezza nazionale Itamar Ben-Gvir ha proposto la creazione di un centro di detenzione per palestinesi «circondato da coccodrilli».

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