Gli Usa negano il visto a cinque europei, tra cui l'ex commissario Ue Breton: “La caccia alle streghe è tornata?”
a cura della redazione EsteriGli Stati Uniti hanno annunciato sanzioni contro cinque personalità europee impegnate a favore di una regolamentazione più severa sul settore tecnologico, tra cui l'ex commissario europeo Thierry Breton, a cui è stato vietato l'ingresso nel Paese. Il dipartimento di Stato ha giustificato le misure affermando che le azioni di queste persone equivalgono a "censura" e sono dannose per gli interessi americani. La Commissione europea ha “condannato con forza” la decisione dell’amministrazione Trump e ha annunciato una “richiesta di chiarimenti”. La Ue è all’avanguardia nella legislazione sul digitale, in particolare con le norme della Dsa e della Dma (approvate proprio da Breton durante il suo mandato a Bruxelles) prevede sanzioni contro le fake news, l’odio online, la responsabiità delle piattaforme e la tutela della concorrenza nel settore, oltre che le linee guida sull’uso dell’Intellegenza artificiale in Europa.
Bruxelles ha reagito parlando di “provvedimenti ingiustificati” e ha annu…
Gli Stati Uniti hanno annunciato sanzioni contro cinque personalità europee impegnate a favore di una regolamentazione più severa sul settore tecnologico, tra cui l'ex commissario europeo Thierry Breton, a cui è stato vietato l'ingresso nel Paese. Il dipartimento di Stato ha giustificato le misure affermando che le azioni di queste persone equivalgono a "censura" e sono dannose per gli interessi americani. La Commissione europea ha “condannato con forza” la decisione dell’amministrazione Trump e ha annunciato una “richiesta di chiarimenti”. La Ue è all’avanguardia nella legislazione sul digitale, in particolare con le norme della Dsa e della Dma (approvate proprio da Breton durante il suo mandato a Bruxelles) prevede sanzioni contro le fake news, l’odio online, la responsabiità delle piattaforme e la tutela della concorrenza nel settore, oltre che le linee guida sull’uso dell’Intellegenza artificiale in Europa.
Bruxelles ha reagito parlando di “provvedimenti ingiustificati” e ha annunciato “azioni in difesa della nostra autonomia normativa”. Negli stessi minuti in cui è arrivata la risposta dell’Esecutivo comunitario, hanno reagito anche Berlino e Parigi, condannando all’unisono il bando agli europei. “Divieti inaccettabili”, ha detto il governo Merz, mentre l’Eliseo ha parlato di “intimidazioni” di fronte alle quali l’Europa “difenderà la propria sovranità”.
Il francese Thierry Breton è stato commissario europeo per il Mercato interno dal 2019 al 2024, con ampie competenze in particolare sui dossier digitali e industriali. Tra le altre persone sanzionate, secondo Afp, figurano rappresentanti di Ong che lottano contro la disinformazione e i messaggi di odio online, tra cui Imran Ahmed, Clare Melford, Anna-Lena von Hodenberg, fondatrice di HateAid, una Ong tedesca, e Josephine Ballon, della stessa associazione.
In una nota del segretario di Stato Marco Rubio si legge che "il dipartimento di Stato sta intraprendendo azioni decisive contro individui che hanno guidato sforzi organizzati per costringere le piattaforme americane a censurare, demonetizzare e sopprimere i punti di vista americani a loro contrari. Questi attivisti radicali e le Ong strumentalizzate hanno promosso la repressione della censura da parte di stati stranieri, prendendo di mira in ogni caso oratori e aziende americane".
Pertanto, prosegue Rubio, "ho stabilito che il loro ingresso, la loro presenza o le loro attività negli Stati Uniti hanno potenzialmente gravi conseguenze negative per la politica estera degli Stati Uniti". La nota di Rubio si conclude sottolineando che, "il presidente Trump ha chiarito che la sua politica estera 'America First' respinge le violazioni della sovranità americana.
L’ex commissario europeo ha replicato con un post su X: "La caccia alle streghe di McCarthy è tornata?”. Poi aggiunge: “Ricordiamo che il 90% del Parlamento europeo, il nostro organo eletto democraticamente, e tutti i 27 Stati membri hanno votato all'unanimità il Digital Services Act. Ai nostri amici americani: la censura non è dove pensate che sia”.
L'ingerenza extraterritoriale dei censori stranieri che prendono di mira la libertà di parola americana non fa eccezione. Il dipartimento di Stato è pronto ad ampliare l'elenco odierno se altri attori stranieri non cambieranno rotta".