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Svelate altre carte su Epstein. “Trump 8 volte sul suo aereo. Hanno violentato una donna”

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La denuncia anonima si riferisce al 1995: “È successo in un palazzo di lusso”. Jeffrey scrisse a Larry Nassar, medico della squadra olimpica di ginnastica, anche lui condannato per abusi sessuali: “Anche il presidente ama le giovani ragazze”
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NEW YORK – «Donald J. Trump l’aveva violentata insieme a Jeffrey Epstein». Questo si legge nel documento Efta00020518, un fascicolo dell’Fbi datato 27 ottobre 2020, che riporta la denuncia di una persona anonima. Un’accusa così pesante, che il dipartimento alla Giustizia ha sentito la necessità di intervenire, per precisare che alcuni dei testi pubblicati contengono «affermazioni infondate e false». Nell’attesa di conoscere la verità sulla sostanza di queste denunce, non c’è alcun dubbio che gli ultimi materiali usciti sul caso Epstein siano esplosivi e mettano in serio imbarazzo il capo della Casa Bianca. Non provano reati, ma spiegano il motivo delle resistenze del governo a pubblicarli.

Tra i documenti c’è il fascicolo dell’Fbi Efta00020518, riportato anche da Time. Contiene «un’accusa di stupro che coinvolge Trump». Il testo non identifica la fonte dell’accusa, poiché nomi e altri dettagli identificativi sono stati censurati. Il fascicolo fa riferimento al racconto di un autista d…

NEW YORK – «Donald J. Trump l’aveva violentata insieme a Jeffrey Epstein». Questo si legge nel documento Efta00020518, un fascicolo dell’Fbi datato 27 ottobre 2020, che riporta la denuncia di una persona anonima. Un’accusa così pesante, che il dipartimento alla Giustizia ha sentito la necessità di intervenire, per precisare che alcuni dei testi pubblicati contengono «affermazioni infondate e false». Nell’attesa di conoscere la verità sulla sostanza di queste denunce, non c’è alcun dubbio che gli ultimi materiali usciti sul caso Epstein siano esplosivi e mettano in serio imbarazzo il capo della Casa Bianca. Non provano reati, ma spiegano il motivo delle resistenze del governo a pubblicarli.

Tra i documenti c’è il fascicolo dell’Fbi Efta00020518, riportato anche da Time. Contiene «un’accusa di stupro che coinvolge Trump». Il testo non identifica la fonte dell’accusa, poiché nomi e altri dettagli identificativi sono stati censurati. Il fascicolo fa riferimento al racconto di un autista di limousine, il cui nome è stato cancellato, che ha riferito di una conversazione telefonica «molto preoccupante» che ha coinvolto Trump, mentre lo accompagnava in aeroporto nel 1995. Secondo il documento, Trump ha ripetutamente pronunciato il nome «Jeffrey» durante la chiamata e ha fatto riferimento ad «abusi su una ragazza». Il documento afferma inoltre che una persona anonima ha affermato di «avermi violentata», riferendosi a Trump, e che «Donald J. Trump l’aveva violentata insieme a Jeffrey Epstein». La dichiarazione prosegue: «Una ragazza con un nome buffo mi ha portato in un hotel o in un edificio di lusso, ecco come è successo».

I nuovi documenti rivelano che gli stessi collaboratori del presidente erano stupiti dai suoi rapporti con Epstein, come dimostra una mail inviata il 7 gennaio 2020 dall’assistente procuratore del Southern District of New York, per avvisare che Donald aveva viaggiato sull’aereo di Jeffrey molto più spesso di quanto non sapessero. Almeno otto volte, una delle quali in compagnia di una donna ventenne.

Poi c’è la drammatica lettera spedita da Epstein a Larry Nassar, medico della squadra olimpica di ginnastica, anche lui condannato per abusi sessuali. La data dell’affrancatura è il 13 agosto 2019, tre giorni dopo la morte del finanziare, e suona come un testamento: «Come ormai saprai, ho preso la “scorciatoia” per tornare a casa. Buona fortuna! Abbiamo condiviso una cosa... il nostro amore e la nostra premura per le giovani donne e la speranza che raggiungano il loro pieno potenziale». Quindi arriva il riferimento più pesante: «Anche il nostro presidente condivide il nostro amore per le ragazze giovani e attraenti. Quando una giovane bellezza passava di lì, gli piaceva “afferrarla”, mentre noi arraffavamo il cibo nelle mense. La vita è ingiusta. Cordialmente, J. Epstein». Un agente dell’Fbi aveva poi riportato che il 22 febbraio 2023 il fratello del pedofilo, Mark Epstein, aveva consegnato un messaggio al National Threat Operation Center: «Ho motivo di credere che lui sia stato ucciso perché stava per fare i nomi. Credo che il presidente Trump abbia autorizzato l’omicidio».

Le accuse sono così pensati, che il dipartimento alla Giustizia è intervenuto così: «Alcuni documenti contengono affermazioni false e sensazionalistiche contro il presidente Trump, presentate all’Fbi poco prima delle elezioni del 2020. Per essere chiari: le affermazioni sono infondate e false, se avessero avuto un minimo di credibilità sarebbero già state usate contro Trump. Ciononostante, in virtù del nostro impegno per la legge e la trasparenza, il dipartimento alla Giustizia pubblica i documenti con le tutele legalmente previste per le vittime di Epstein».

Può darsi che le cose stiano così, ma bisogna vedere la reazione degli americani. Nel caso della giornalista E.j. Carroll, avevano già perdonato a Trump la condanna in sede civile per molestie. Epstein però ha un peso diverso e ha spaccato gli stessi Maga. È possibile che questi, o altri documenti ancora non pubblicati, costringano a riaprire le indagini. Di certo aiutano a capire le resistente del governo a rivelarli e l’interesse personale di Trump a tenerli segreti, quanto meno per evitare l’imbarazzo. Aldilà del peso giuridico, ciò potrebbe spingere altri elettori ad abbandonarlo.

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