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Larry Sabato: “Gli Epstein file pesano su Trump, oggi perderebbe le elezioni”

(reuters)

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Intervista al politologo e professore della University of Virginia. “L’impatto sul tycoon c’è già stato. Se midterm fosse oggi, i dem vincerebbero alla Camera. Per andare oltre è necessario che i documenti rivelino reati”
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NEW YORK – Larry Sabato, il politologo della University of Virginia che con la sua “Crystal Ball” pronostica i risultati elettorali, la vede così: «Se le elezioni midterm si tenessero oggi, i repubblicani perderebbero la Camera, anche perché l’impatto negativo del caso Epstein su Trump c’è già stato. Per andare oltre questo danno, però, è necessario che i documenti rivelino reati».

Il presidente non rischia di perdere il movimento Maga?

«La maggior parte della sua base ha dimostrato di restare con lui in ogni caso. Una porzione più piccola lo approva su tutto, tranne i comportamenti personali, e non è più disposta a buttarsi nell’oceano appena lui lo chiede. È una perdita significativa, ma non credo che la sua popolarità scenderà mai sotto al 30%, dove si trova ora».

Gli ultimi documenti non possono cambiare la dinamica?

«La base sa che Trump mente quando ha bisogno di farlo, ma anche quando non è necessario, e la sua immagine è sostanzialmente immorale. Questa è la ragione per cui no…

NEW YORK – Larry Sabato, il politologo della University of Virginia che con la sua “Crystal Ball” pronostica i risultati elettorali, la vede così: «Se le elezioni midterm si tenessero oggi, i repubblicani perderebbero la Camera, anche perché l’impatto negativo del caso Epstein su Trump c’è già stato. Per andare oltre questo danno, però, è necessario che i documenti rivelino reati».

Il presidente non rischia di perdere il movimento Maga?

«La maggior parte della sua base ha dimostrato di restare con lui in ogni caso. Una porzione più piccola lo approva su tutto, tranne i comportamenti personali, e non è più disposta a buttarsi nell’oceano appena lui lo chiede. È una perdita significativa, ma non credo che la sua popolarità scenderà mai sotto al 30%, dove si trova ora».

Gli ultimi documenti non possono cambiare la dinamica?

«La base sa che Trump mente quando ha bisogno di farlo, ma anche quando non è necessario, e la sua immagine è sostanzialmente immorale. Questa è la ragione per cui non tutti sono disposti a dargli cuore e anima».

Per il sondaggista repubblicano Tony Fabrizio, se le elezioni midterm del prossimo novembre si tenessero oggi, i democratici avrebbero un vantaggio del 7%. Pensa sia vero?

«Manca quasi un anno e tutto può ancora succedere. Fabrizio è un sostenitore di Trump e se ci fosse davvero una differenza del 7% significherebbe una vittoria netta dei democratici. Il caso Epstein peserà, ma ancora di più l’economia, e il dato del Pil di ieri è sorprendente, con una crescita del 4,3%».

Quali sono le sue previsioni?

«La Camera pende verso i democratici. Il Senato resta repubblicano, ma non è più solido come una volta».

Si parla dell’impeachment per la segretaria alla Giustizia Bondi.

“È chiacchiera politica. L’era dell’impeachment negli Usa è finita. È possibile approvarlo alla Camera, ma che poi passi anche al Senato è una ipotesi assai remota».

Un documento denuncia un possibile stupro. L’eventuale conferma di reati potrebbe cambiare la dinamica?

«Sì, c’è sempre questa possibilità. Non vedo come si possano ottenere i voti di 67 senatori per condannare questo presidente, anche perché ogni repubblicano che lo facesse firmerebbe la propria condanna a morte politica. Servirebbe qualcosa di davvero clamoroso e dimostrato, per obbligarli a scaricarlo».

Impeachment a parte, quale può essere l’impatto elettorale?

«Credo che lo abbiamo già visto. Però ci sono ancora centinaia di migliaia di documenti ancora non pubblicati e penso che neanche gli alleati di Trump conoscano fino in fondo cosa contengano e la loro gravità. Ad esempio, non sono sicuro che sapessero del messaggio di Epstein a Nassar in cui cita il presidente».

Quindi sorprese di questo genere potrebbero ancora cambiare tutto?

«Sulla base di quanto è avvenuto finora, non credo che l’impopolarità di Trump possa salire al 70%. È già calata molto, ma ora tiene e i sondaggi sono abbastanza stabili. Se però uscissero altri documenti più imbarazzanti, o ci fossero conferme di eventuali reati, la dinamica elettorale e giuridica potrebbe ancora mutare».

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