Zelensky in Florida da Trump, si decide il futuro del Donbass. “Possibile intesa a Capodanno”
di Paolo BreraIl presidente ucraino Volodymyr Zelensky incontrerà domani in Florida il presidente Trump per discutere un piano di pace «già completato al 90%». Per la prima volta Zelensky non si oppone preventivamente a uno scambio di territori: parlando con Axios il presidente ucraino dice che discuterà la questione direttamente con Trump, ma aggiunge di essere pronto a sottoporre il piano a un referendum qualora dovessero essere necessarie «scelte dolorose». Ammesso, spiega, che Mosca accetti un cessate il fuoco di almeno 60 giorni per organizzare il voto.
L’imprevedibilità di Trump rende incerta ogni previsione, ma l’accelerazione nella diplomazia è un segno inequivocabile. Le accuse reciproche tra Kiev e Mosca di boicottare il processo di pace sono rituali sciabolate della vigilia, ma è stata una giornata di intensi contatti tra i mediatori americani, gli ucraini, i volenterosi e, all’altro estremo del telefono senza fili, i russi.
Al centro del tavolo con Trump ci sarà il piano in 20 punt…
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky incontrerà domani in Florida il presidente Trump per discutere un piano di pace «già completato al 90%». Per la prima volta Zelensky non si oppone preventivamente a uno scambio di territori: parlando con Axios il presidente ucraino dice che discuterà la questione direttamente con Trump, ma aggiunge di essere pronto a sottoporre il piano a un referendum qualora dovessero essere necessarie «scelte dolorose». Ammesso, spiega, che Mosca accetti un cessate il fuoco di almeno 60 giorni per organizzare il voto.
L’imprevedibilità di Trump rende incerta ogni previsione, ma l’accelerazione nella diplomazia è un segno inequivocabile. Le accuse reciproche tra Kiev e Mosca di boicottare il processo di pace sono rituali sciabolate della vigilia, ma è stata una giornata di intensi contatti tra i mediatori americani, gli ucraini, i volenterosi e, all’altro estremo del telefono senza fili, i russi.
Al centro del tavolo con Trump ci sarà il piano in 20 punti di cui Zelensky ha rivelato i dettagli nei giorni scorsi, e su cui c’è un continuo lavoro di affinamento. «Certo, i 20 punti non possono essere firmati senza la Russia e senza gli europei. È un accordo a quattro — dice il presidente alla Pravda ucraina — ma abbiamo anche bilaterali. Dobbiamo discuterne con Trump, se li firmiamo o meno è un’altra questione. I nostri team negoziali apportano modifiche quotidiane. Penso che finalmente potremo porre fine ad alcune di queste questioni». Risolvendole, intende, ma le posizioni sui temi centrali dei territori occupati, del destino del Donbass e della gestione della centrale di Zaporizhzhia restano lontanissime. «Molte cose si possono decidere prima del nuovo anno», dice Zelensky mostrando ottimismo. Ma Trump smorza gli entusiasmi: «Zelensky non ha nulla finché non lo approvo io, vediamo cosa ha da proporre». Il rilancio degli Stati Uniti su una «zona economica libera» per sciogliere il nodo del Donbass è il segno che la diplomazia sta entrando nel cuore del conflitto.
In Florida, Zelensky non sarà accompagnato dai leader europei; potrebbero però essere presenti online ai colloqui. Zelensky ha parlato di «progressi significativi» con il presidente finlandese Alexander Stubb, ha discusso «nei dettagli» il piano con il premier danese Mette Frederiksen, ha «coordinato le posizioni» con il Cancelliere Friedrich Merz «in preparazione dell’incontro con Trump», e ha discusso con il segretario della Nato Rutte e con i leader di altri paesi volenterosi, tra i quali non c’è l’Italia. «Un approccio europeo forte e coordinato resta essenziale per la pace, la libertà e la sicurezza. Il gruppo di Berlino è pronto ad aiutarvi», scrive Merz.
Il consigliere di Putin, Yuri Ushakov, ha affrontato con i negoziatori Usa le proposte di pace ricevute da Washington, ma la linea del Cremlino resta il silenzio: come dice il portavoce Dmitry Peskov, dichiarazioni pubbliche possono minare le trattative. Secondo il Kommersant Putin ha ribadito ai grandi imprenditori russi di essere disposto a scambiare territori controllati altrove in Ucraina per ottenere interamente il Donbass. Posizioni molto diverse da quelle che Zelensky vorrebbe nel piano finale. «Russia e Usa non sono mia state così vicine» alla fine della guerra in Ucraina ma Kiev e Ue hanno raddoppiato gli sforzi «per silurare l’accordo», accusa il vice ministro degli Esteri russo, Sergei Riabkov: «Il piano in 20 punti di Kiev, se può essere chiamato piano, differisce radicalmente con quello a cui lavoriamo con gli americani nelle ultime settimane. Senza una soluzione ai problemi principali non sarà possibile un accordo». «Nei prossimi giorni — replica Zelensky chiedendo ulteriori pressioni su Mosca — può essere fatto molto. Oggi è la Russia a perdere tempo. Il bagno di sangue non si fermerà».