NEW YORK – Isolato nella sua reggia di Mar-a-Lago, in Florida, tra cene con musica di Pavarotti e partite a golf, Donald Trump non è riuscito ad allontanare l’ombra di Jeffrey Epstein. Così, mostrando frustrazione, ha deciso di cambiare strategia: con un post pubblicato sul suo social, Truth, il presidente degli Stati Uniti ha chiesto al dipartimento di Giustizia di dire “basta” ai documenti sul finanziere pedofilo morto in carcere nel 2019, definendo la storia una «bufala ispirata» dall’opposizione. E ha chiesto di «pubblicare i nomi dei democratici associati ad Epstein». «Imbarazziamoli e torniamo a lavorare per il Paese», ha aggiunto.
Trump non ha accennato al fatto che il suo nome ricorre più volte nei file, limitandosi a parlare di «caccia alle streghe» creata per «distrarre l’attenzione» dai suoi «successi». Ma ogni giorno esce un nuovo particolare dello scandalo Epstein, che aveva creato un harem di ragazze adole…
NEW YORK – Isolato nella sua reggia di Mar-a-Lago, in Florida, tra cene con musica di Pavarotti e partite a golf, Donald Trump non è riuscito ad allontanare l’ombra di Jeffrey Epstein. Così, mostrando frustrazione, ha deciso di cambiare strategia: con un post pubblicato sul suo social, Truth, il presidente degli Stati Uniti ha chiesto al dipartimento di Giustizia di dire “basta” ai documenti sul finanziere pedofilo morto in carcere nel 2019, definendo la storia una «bufala ispirata» dall’opposizione. E ha chiesto di «pubblicare i nomi dei democratici associati ad Epstein». «Imbarazziamoli e torniamo a lavorare per il Paese», ha aggiunto.
Trump non ha accennato al fatto che il suo nome ricorre più volte nei file, limitandosi a parlare di «caccia alle streghe» creata per «distrarre l’attenzione» dai suoi «successi». Ma ogni giorno esce un nuovo particolare dello scandalo Epstein, che aveva creato un harem di ragazze adolescenti per soddisfare i piaceri sessuali suoi e della stretta cerchia di amici, tutti bianchi, ricchi e potenti.
Agli psicologi del Metropolitan Correctional Center di Manhattan, Epstein aveva detto che non si sarebbe mai potuto suicidare: «Sono ebreo e il suicidio è contrario alla mia religione», aveva aggiunto, spiegando che togliersi la vita era una cosa da «codardi», mentre lui aveva «troppo da perdere». «E poi non sopporto il dolore, non dono neanche il sangue», aveva confessato. In un referto gli psicologi avevano scritto di averlo visto di «buon umore» e con la «mente proiettata verso il futuro». Due giorni dopo, il 10 agosto, è stato trovato morto impiccato in cella. Il decesso è stato archiviato come suicidio.