Tatiana Celia Schlossberg, nipote del 35º presidente degli Stati Uniti John F. Kennedy, è morta dopo aver rivelato a novembre di essere malata di una rara forma di leucemia. Aveva 35 anni. La sua scomparsa è stata annunciata su Instagram dalla John F. Kennedy Presidential Library and Museum. L’annuncio è firmato dalla famiglia.
In un articolo scritto per il New Yorker il 22 novembre, dal titolo “Una battaglia con il mio sangue”, Schlossberg aveva raccontato il suo dramma, parlando di una forma di leucemia mieloide acuta con rara mutazione, un tumore del sangue e del midollo osseo. La diagnosi le era stata fatta dopo la nascita della seconda figlia, a maggio dell’anno scorso. Un medico aveva notato un numero di globuli bianchi insolitamente alto.
«Non potevo credere che stessero parlando di me», aveva scritto. «Il giorno prima aveva nuotato per un miglio in piscina, incinta di nove mesi. Non ero malata, non mi sentivo male, pensavo di essere la persona più sana che avessi mai cono…
Tatiana Celia Schlossberg, nipote del 35º presidente degli Stati Uniti John F. Kennedy, è morta dopo aver rivelato a novembre di essere malata di una rara forma di leucemia. Aveva 35 anni. La sua scomparsa è stata annunciata su Instagram dalla John F. Kennedy Presidential Library and Museum. L’annuncio è firmato dalla famiglia.
In un articolo scritto per il New Yorker il 22 novembre, dal titolo “Una battaglia con il mio sangue”, Schlossberg aveva raccontato il suo dramma, parlando di una forma di leucemia mieloide acuta con rara mutazione, un tumore del sangue e del midollo osseo. La diagnosi le era stata fatta dopo la nascita della seconda figlia, a maggio dell’anno scorso. Un medico aveva notato un numero di globuli bianchi insolitamente alto.
«Non potevo credere che stessero parlando di me», aveva scritto. «Il giorno prima aveva nuotato per un miglio in piscina, incinta di nove mesi. Non ero malata, non mi sentivo male, pensavo di essere la persona più sana che avessi mai conosciuto», aveva aggiunto. In passato aveva attraversato a nuoto l’Hudson per una raccolta fondi a favore della ricerca sulla leucemia.
Sottoposta a trapianto, aveva perso i capelli. Suo fratello, Jack Schlossberg, che correrà per un seggio al Congresso, si era rasato a zero in segno di solidarietà. Ma la chemio non è bastata. Quando a ottobre era uscita dall’ospedale, era così debole da non riuscire a tenere in braccio i due figli piccoli.
Tatiana non era una Kennedy nel senso più rumoroso del termine. Non aveva cercato il palcoscenico o inseguito la mitologia della famiglia democratica più famosa, e sfortunata, d’America. Nata a Manhattan, figlia della ex ambasciatrice Caroline e nipote di Jacqueline, morta per una forma di linfoma, Tatiana è stata una figura laterale che solo la malattia ha fatto uscire dall’ombra. In una famiglia segnata da tragedie quasi spettacolari - tra assassinii, incidenti, eccessi - lei aveva scelto di seguire un percorso diverso: l’ambiente. E lo raccontava con i suoi rigorosi articoli da giornalista, senza la retorica kennediana ma pieni di dati. Mentre gli americani continuavano ad associare i Kennedy al passato, lei si occupava del futuro: il clima, l’innalzamento dei mari, il riscaldamento globale.
Per questo la sua morte non aggiunge solo un altro capitolo alla “maledizione dei Kennedy”, ma chiude una parentesi più discreta, e forse molto più americana. Schlossberg aveva ben chiara una cosa: il mondo non si salva con i cognomi, ma con il lavoro e il tempo. Due cose che neanche i Kennedy si sono potuti permettere di dare per scontate.