Caccia Stealth e elicotteri Chinook: in Venezuela operazione Usa su larga scala
di Gianluca Di FeoLa tempesta di fuoco sul Venezuela non sembra essere un'operazione dimostrativa ma un attacco su larga scala, con l'azione sul terreno di soldati americani. Le informazioni sono frammentarie e confuse, mostrano però una situazione che riporta alla mente l'assalto a Panama del 1990: fu chiamata "Missione Giusta Causa" e determinò un cambio di regime, con l'arresto e la deposizione del presidente Noriega, anche lui come Maduro accusato di narcotraffico.
Raid da caccia stealth, contraerea assente
I video emersi finora sembrano essere il first strike di una campagna aerea "classica", con la distruzione di batterie missilistiche terra-aria, radar, centri di comunicazione e navi militari. In quasi tutti i filmati si notano le esplosioni secondarie di munizioni o missili che testimoniano la natura bellica dell'obiettivo colpito.
È verosimile che i raid d'esordio siano stati condotti dagli F35 schierati a Portorico, i caccia Stealth definiti "invisibili ai radar", a cui potrebbero esser…
La tempesta di fuoco sul Venezuela non sembra essere un'operazione dimostrativa ma un attacco su larga scala, con l'azione sul terreno di soldati americani. Le informazioni sono frammentarie e confuse, mostrano però una situazione che riporta alla mente l'assalto a Panama del 1990: fu chiamata "Missione Giusta Causa" e determinò un cambio di regime, con l'arresto e la deposizione del presidente Noriega, anche lui come Maduro accusato di narcotraffico.
Raid da caccia stealth, contraerea assente
I video emersi finora sembrano essere il first strike di una campagna aerea "classica", con la distruzione di batterie missilistiche terra-aria, radar, centri di comunicazione e navi militari. In quasi tutti i filmati si notano le esplosioni secondarie di munizioni o missili che testimoniano la natura bellica dell'obiettivo colpito.
È verosimile che i raid d'esordio siano stati condotti dagli F35 schierati a Portorico, i caccia Stealth definiti "invisibili ai radar", a cui potrebbero essersi aggiunti gli F18 Hornet della portaerei Ford. Non si può escludere che alcuni bersagli, soprattutto nelle zone interne, siano stati raggiunti da missili cruise Tomahawk. Non ci sono segni di reazione contraerea, né missili né mitragliere: i sistemi da "guerra elettronica" americani come i jet Growler dell'Us Navy o gli stessi F35 devono avere "accecato" i radar venezuelani.
Gli elicotteri
L'unica differenza rispetto alle ondate di bombardamenti aerei che hanno aperto le operazioni belliche statunitensi del passato - contro l'Iraq nel 2003 o contro la Jugoslavia nel 1999 - sono le immagini di una formazione di elicotteri che sorvola la città nell'oscurità. Si distinguono le sagome dei CH47 Chinook, in dotazione alle forze speciali americane: sembrano indicare il tentativo di mandare militari americani sul terreno, per occupare installazioni d'alto valore strategico - ad esempio la base delle truppe scelte alle porte della capitale - o tentare la cattura di figure chiave, come il presidente Maduro. La presenza fisica di incursori statunitensi potrebbe anche avere la finalità di convincere una brigata venezuelana a insorgere per mettersi alla guida di una rivolta popolare.
Altri elicotteri d'attacco AH1Z Viper, in questo caso dei Marines, sono stati ripresi mentre sparano con i cannoni a tiro rapido: raffiche ravvicinate, che testimoniano come le truppe americane siano già sul campo.
Maduro catturato dalla Delta Force
Fonti ufficiali hanno poi riferito che a catturare il presidente Maduro è stata la Delta Force, si tratta della stessa unità dell'esercito statunitense protagonista della missione del 2019 in cui è stato ucciso l'ex leader dello Stato Islamico Abu Bakr al-Baghdadi.