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“Islamica e pericolosa”. Il complotto della destra trumpiana contro Londra

Una foto di archivio di Brick Lane 

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Trump e il populismo mondiale hanno scatenato da mesi una offensiva mediatica contro la capitale britannica: “Travolta dalla criminalità”. Ma i dati reali dicono ben altro. E c’è un motivo dietro
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LONDRA - Un complotto contro Londra? Oramai anche i più prestigiosi giornalisti inglesi arrivano a chiamarlo così, ma la tendenza va avanti da tempo. Dal presidente americano Donald Trump a Elon Musk, dal vicepresidente Usa JD Vance che ha definito il Regno Unito “prossimo Paese islamista ad avere la bomba atomica” (ci sarebbe già il Pakistan in ogni caso) a svariati esponenti della destra occidentale, fino alla valanga di troll online.

Tutti offendono e criticano ripetutamente la capitale britannica, anche se non passano di qui da anni, se non decenni: “Criminalità fuori controllo”, “città oramai comandata dagli islamisti”, “la capitale più pericolosa d’Occidente”, “fogna”, “lì non si festeggia più neanche il Natale”, eccetera. Fino alle ripetute offese di Trump al sindaco di Londra, il musulmano Sadiq Khan: “Terribile”, “ha permesso la sharia”, “una brutta persona, un fallito”, “con lui la città è cambiata per sempre”.

Tra realtà a narrativa

Perché Trump, la galassia della destra e…

LONDRA - Un complotto contro Londra? Oramai anche i più prestigiosi giornalisti inglesi arrivano a chiamarlo così, ma la tendenza va avanti da tempo. Dal presidente americano Donald Trump a Elon Musk, dal vicepresidente Usa JD Vance che ha definito il Regno Unito “prossimo Paese islamista ad avere la bomba atomica” (ci sarebbe già il Pakistan in ogni caso) a svariati esponenti della destra occidentale, fino alla valanga di troll online.

Tutti offendono e criticano ripetutamente la capitale britannica, anche se non passano di qui da anni, se non decenni: “Criminalità fuori controllo”, “città oramai comandata dagli islamisti”, “la capitale più pericolosa d’Occidente”, “fogna”, “lì non si festeggia più neanche il Natale”, eccetera. Fino alle ripetute offese di Trump al sindaco di Londra, il musulmano Sadiq Khan: “Terribile”, “ha permesso la sharia”, “una brutta persona, un fallito”, “con lui la città è cambiata per sempre”.

Tra realtà a narrativa

Perché Trump, la galassia della destra e del populismo mondiali e il movimento Maga ce l’hanno a morte con Londra? O almeno, perché se ne interessano così tanto? Per chi vive nella capitale britannica come il sottoscritto, molte loro accuse sembrano lunari.

Certo, Londra ha problemi come tutte le altre le metropoli mondiali, di certo c’è una epidemia di taccheggi e furti di cellulari in strada - come Repubblica ha scritto più volte - e si respira un crescente senso di impunità per piccoli criminali e delinquenti, inclusi coloro che non pagano mai il trasporto pubblico, scavalcando i tornelli. Per non parlare di un insopportabile costo crescente della vita, che spinge le famiglie a lasciare la città. E certo, anche qui accadono gravissimi casi di cronaca, come l’omicidio della 33enne Sarah Everard nel 2021, tra l’altro per mano di un poliziotto.

Ma, nonostante una feroce campagna mediatica globale atta a screditarne la reputazione, Londra resta una città notevolmente più di sicura di molte metropoli europee e soprattutto americane. Se nella capitale britannica nell’ultimo anno si è registrato un omicidio ogni 100mila persone, nell’americana Washington sono stati 36, 20 a Chicago e cinque a New York.

Non solo. Le statistiche dimostrano come i crimini siano sensibilmente in calo a Londra, con accoltellamenti e reati gravi ai minimi da 20 o 30 anni. Senza contare che il Natale si è festeggiato ovunque in città, ed è stato ampiamente celebrato persino dal sindaco musulmano Khan.

Cristiani e bianchi in minoranza

Allora perché questo astio, o complotto mediatico, contro Londra, da parte di trumpiani e destra (anche estrema) americana e europea, mentre ogni metropoli statunitense è decisamente più pericolosa di Londra? Tanto che quando arrivano i turisti americani qui pensano che “downtown” (il centro) sia un postaccio e bisogna stare sempre all’erta, visto quanto accade negli States.

La risposta è evidente: Londra è forse l’esperimento multiculturale più riuscito in Occidente. Certo, ci sono anche qui frizioni e problemi di integrazione, ma molto meno che in altre città (vedi Parigi, per fare un altro esempio). Non a caso, i “ghetti” a Londra sono rari grazie a pianificazioni immobiliari che mescolano ville e case popolari anche in quartieri super posh come Chelsea e Notting Hill.

Ma soprattutto, i cristiani e i bianchi oramai sono ufficialmente minoranza. O perlomeno non più maggioranza assoluta, essendo scesi al 40% circa su oltre 10 milioni di popolazione e il sindaco musulmano Khan è al suo terzo mandato. Tutte cose che non piacciono alla destra e a populisti, nazionalisti, xenofobi e neo-fedeli della espulsione e “remigrazione” degli stranieri.

Eppure, nonostante tutto, Londra resta una capitale mondiale della cultura, della musica, della convivenza, del melting pot, della tolleranza, del lusso, delle tendenze mondiali, della Britishness e ora anche del cibo, visti i ristoranti sempre più vari, eterogenei e stellati, per non parlare della pulizia delle strade rispetto a Manhattan, per fare un esempio. Un insostenibile fardello per l’uomo bianco trumpiano.

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