Alberto Trentini. L’attacco Usa al Venezuela ha provocato in Italia grande preoccupazione per le sorti del cooperante italiano arrestato il 15 novembre 2024 e da allora rinchiuso nel carcere di El Rodeo, la prigione dei detenuti politici, senza di fatto alcuna accusa concreta. Più che detenuto, Trentini è un ostaggio, usato dal governo Maduro per fare pressioni sui governi occidentali.Ora Trentini è al Rodeo e le poche informazioni che arrivano non sono rassicuranti: si parla di proteste in corso all’interno delle prigioni e si teme che gli uomini di Maduro possano usare la mano pesante per dare una risposta all’attacco americano.
Lo scenario peggiore.In questi giorni l’Italia aveva capito che era necessario fare in fretta. E – dopo mesi difficili in cui tutti i tentativi di mediazione erano falliti, anche a causa di alcuni mediatori che si sono rivelati millantatori – il governo aveva provato un passo fin qui mai fatto.
Con un tweet, scritto anche in spagnolo in modo tale che fosse c…
Alberto Trentini. L’attacco Usa al Venezuela ha provocato in Italia grande preoccupazione per le sorti del cooperante italiano arrestato il 15 novembre 2024 e da allora rinchiuso nel carcere di El Rodeo, la prigione dei detenuti politici, senza di fatto alcuna accusa concreta. Più che detenuto, Trentini è un ostaggio, usato dal governo Maduro per fare pressioni sui governi occidentali.Ora Trentini è al Rodeo e le poche informazioni che arrivano non sono rassicuranti: si parla di proteste in corso all’interno delle prigioni e si teme che gli uomini di Maduro possano usare la mano pesante per dare una risposta all’attacco americano.
Lo scenario peggiore.In questi giorni l’Italia aveva capito che era necessario fare in fretta. E – dopo mesi difficili in cui tutti i tentativi di mediazione erano falliti, anche a causa di alcuni mediatori che si sono rivelati millantatori – il governo aveva provato un passo fin qui mai fatto.
Con un tweet, scritto anche in spagnolo in modo tale che fosse chiaro chi fosse il reale destinatario, nel pomeriggio del primo gennaio – come ha rivelato Repubblica in quelle ore – il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha parlato di Venezuela. ”Nel delicato quadro di tensione che interessa l’area latinoamericana – ha scritto su X il ministro – l’Italia ribadisce il primato del diritto internazionale e la preminenza della diplomazia nella risoluzione delle controversie”. “Sottolineiamo l’importanza della cooperazione tra Stati per contrastare il narcotraffico e tutelare vite umane”.
Era un tentativo di dare l’impressione di non essere schierati in toto con gli Usa di Trump, per provare a inserire Alberto nell’elenco dei prigionieri che, proprio in quelle ore, il governo Maduro stava rilasciando. Un centinaio circa.Trentini è rimasto però in prigione. E per lui ora c’è grande preoccupazione.