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1989, il precedente della cattura di Manuel Noriega a Panama

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L’operazione contro il leader di Panama fu condotta da George Bush senior. Processato in Florida, venne condannato a più di 40 anni di carcere per vari reati e crimini commessi durante il suo periodo di potere
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LONDRA – C’è un precedente alla cattura di Nicolas Maduro. Nel 1989 gli Stati Uniti invasero Panama per catturare il suo presidente Manuel Noriega e lo portarono in manette in Florida, dove fu imprigionato, processato e condannato. Come Maduro, Noriega era un dittatore che governava con la forza. Come Maduro, era accusato da Washington di coinvolgimento nel traffico di droga. E come il presidente venezuelano, anche Noriega apparteneva a una regione storicamente considerata dagli Usa come il “backyard”, il cortile di casa, dove si sentono intitolati ad agire come vogliono, in nome della difesa della democrazia e dei loro interessi.

L’ordine di Bush senior

A ordinare l’audace intervento è George Bush senior, un presidente repubblicano che, a differenza di Trump, era arrivato alla Casa Bianca con una esperienza politica forse senza eguali: dopo essere stato un pilota pluridecorato nella Seconda guerra mondiale, fu deputato, ambasciatore all’Onu e in Cina, direttore della Cia e per otto a…

LONDRA – C’è un precedente alla cattura di Nicolas Maduro. Nel 1989 gli Stati Uniti invasero Panama per catturare il suo presidente Manuel Noriega e lo portarono in manette in Florida, dove fu imprigionato, processato e condannato. Come Maduro, Noriega era un dittatore che governava con la forza. Come Maduro, era accusato da Washington di coinvolgimento nel traffico di droga. E come il presidente venezuelano, anche Noriega apparteneva a una regione storicamente considerata dagli Usa come il “backyard”, il cortile di casa, dove si sentono intitolati ad agire come vogliono, in nome della difesa della democrazia e dei loro interessi.

L’ordine di Bush senior

A ordinare l’audace intervento è George Bush senior, un presidente repubblicano che, a differenza di Trump, era arrivato alla Casa Bianca con una esperienza politica forse senza eguali: dopo essere stato un pilota pluridecorato nella Seconda guerra mondiale, fu deputato, ambasciatore all’Onu e in Cina, direttore della Cia e per otto anni vicepresidente con Ronald Reagan. Insieme all’operazione Desert Storm nel 1991 per liberare il Kuwait invaso dalle truppe irachene di Saddam Hussein, l’invasione di Panama ha contrassegnato la sua presidenza dal punto di vista militare. Entrambe furono due azioni limitate nel tempo ed entrambe concluse con successo.

Da agente Cia a narcotrafficante

Ufficiale dell’esercito panamense e poi capo dell’intelligence sotto il suo predecessore, il dittatore Omar Torrijos, dopo la morte di quest’ultimo Noriega ne prende il posto come leader de facto dal 1983 e quindi presidente di Panama. Da giovane aveva collaborato con la Cia nel traffico d’armi e nel sostegno a forze anticomuniste in Centroamerica, in particolare in Salvador e in Nicaragua, ma nella seconda metà degli anni Ottanta emergono prove che aveva lavorato anche per i servizi segreti di altri Paesi, tra cui Cuba e Libia, e soprattutto che era personalmente coinvolto nel narcotraffico. Nel 1988, la magistratura della Florida lo incrimina per contrabbando di droga e riciclaggio di denaro. L’anno seguente le relazioni peggiorano ulteriormente, dopo che Noriega è accusato di avere fatto assassinare un oppositore politico (“cosa si fa con i cani rabbiosi?” dice secondo un’intercettazione agli uomini che su suo ordine lo hanno rapito) e, citando inesistenti interferenze straniere, annulla il risultato di un’elezione presidenziale vinta dall’opposizione.

La più grande operazione dal Vietnam

Bush, che nel 1983, quando era vicepresidente, aveva avuto un incontro segreto con Noriega, lancia l’invasione di Panama il 20dicembre 1989. La giustificazione ufficiale è la morte di un Marine americano e il ferimento di altri due che facevano parte del contingente a guardia del canale che congiunge l’Atlantico al Pacifico (il cui controllo era stato ceduto a Panama nel 1977 dal presidente democratico Jimmy Carter, ma che è stato amministrato congiuntamente fino al 1999 – ora Donald Trump dice di volerselo riprendere). È la più grande operazione militare americana dalla guerra del Vietnam: vi partecipano 27 mila soldati e 300 aerei. Preceduto da intensi bombardamenti, quindi da sbarchi e lanci con il paracadute, il conflitto dura in tutto poco più di un mese ma in pratica le ostilità più cruente si concludono nel giro di una settimana. Le perdite Usa sono limitate: 23 morti e 325 feriti. Quelle panamensi sono più pesanti: 314 morti, un numero imprecisato di feriti, 2 mila soldati presi prigionieri, più fra 200 e 2000 morti tra la popolazione civile.

La fuga nell’ambasciata vaticana

All’inizio dell’invasione, Noriega fugge con le sue guardie del corpo dal palazzo presidenziale e si nasconde in varie abitazioni nei dintorni della capitale Panama City. Cerca di entrare nell’ambasciata di Cuba e del Nicaragua per chiedere asilo politico ai due Paesi comunisti che erano più strettamente alleati con il suo governo, ma le truppe Usa, prevedendo una mossa simile, circondano entrambe le sedi diplomatiche impedendone l’accesso. Il quinto giorno dell’invasione Noriega riesce ad accedere alla residenza del Nunzio Apostolico, l’ambasciata del Vaticano a Panama: le forze speciali americane della Delta Force la circondano e cercano di costringerlo ad arrendersi con vari sistemi, incluso quello di suonare al massimo volume un rock di Van Halen. Dopo dieci giorni di trattative, il 3 gennaio Noriega si consegna agli americani, che lo arrestano come prigioniero di guerra e più tardi lo trasportano negli Stati Uniti. In seguito,Guillermo Endara, il candidato dell’opposizione apparente vincitore delle elezioni annullate da Noriega, rimasto nascosto durante il suo regime, riappare e viene proclamato legittimo presidente di Panama. Le Nazioni Unite condannano l’invasione come una violazione del diritto internazionale e anche in America il partito democratico ne contesta la legalità, ma senza conseguenze per Bush.

I processi

Processato da un tribunale in Florida, Noriega viene condannato a 40 anni di carcere. Nel 2010 viene estradato in Francia, dove è processato per riciclaggio di denaro e riceve un’ulteriore condanna a 7 anni. Ma nel 2011 la Francia lo riconsegna a Panama, dove era stato condannato in contumacia per i crimini commessi durante il suo periodo al potere e sconta lì il resto delle sue sentenze. Nel 2017 gli viene diagnosticato un tumore al cervello. Muore due mesi dopo, per le complicazioni di un intervento chirurgico, a 83 anni.

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