Sessantanove anni compiuti nell’ottobre scorso, Cilia Adela Flores è l’altro grande ostaggio di Donald Trump. Moglie in seconde nozze di Nicolás Maduro, conosce il marito in un’aula di giustizia negli anni ‘90: alla sbarra Hugo Chávez, accusato di colpo di Stato, processato, condannato e poi scarcerato sotto la pressione della gente che già lo considerava un eroe. Cilia è un avvocato famoso e difende Chávez. In aula c’è anche Maduro, all’epoca dirigente sindacale dei trasporti pubblici e fervente militante di sinistra. Si conoscono, si innamorano: saranno uniti fino alla fine.
Cilia Flores resta sempre nell’ombra ma è una presenza costante sia nelle apparizioni pubbliche del marito sia nel privato. Nata a Tinaquillo, anche lei ha alle spalle una lunga militanza politica. Maduro l’ha definita Primera Combatiente piuttosto che First Lady. Premiava il suo impegno nella rivoluzione boliviana e il lavoro svolto da presidente dell’Assemblea Nazionale, il Parlamento, dal 2006 al 2011. È con…
Sessantanove anni compiuti nell’ottobre scorso, Cilia Adela Flores è l’altro grande ostaggio di Donald Trump. Moglie in seconde nozze di Nicolás Maduro, conosce il marito in un’aula di giustizia negli anni ‘90: alla sbarra Hugo Chávez, accusato di colpo di Stato, processato, condannato e poi scarcerato sotto la pressione della gente che già lo considerava un eroe. Cilia è un avvocato famoso e difende Chávez. In aula c’è anche Maduro, all’epoca dirigente sindacale dei trasporti pubblici e fervente militante di sinistra. Si conoscono, si innamorano: saranno uniti fino alla fine.
Cilia Flores resta sempre nell’ombra ma è una presenza costante sia nelle apparizioni pubbliche del marito sia nel privato. Nata a Tinaquillo, anche lei ha alle spalle una lunga militanza politica. Maduro l’ha definita Primera Combatiente piuttosto che First Lady. Premiava il suo impegno nella rivoluzione boliviana e il lavoro svolto da presidente dell’Assemblea Nazionale, il Parlamento, dal 2006 al 2011. È considerata la vera regista dell’azione politica dell’uomo finito con lei in manette e trasferito negli Usa con un carico di reati che rischia di farli restare per decenni in carcere. Una sorta di consigliera ombra che ispirava le scelte, sempre in modo discreto.
È ovviamente una fedelissima, non solo in senso affettivo. La Casa Bianca sa bene il peso che ricopre nelle decisioni dell’ex presidente deposto con la forza. E conta sulla capacità di lei di incidere sul marito anche per il futuro. Soprannominato “Gallo Pinto”, Maduro amava ascoltare le preziose indicazioni della sua “Combatiente”, soprattutto per aggirare le trame che si susseguivano nei palazzi del potere.
Molti temevano il giudizio di Cilia. Una sua parola poteva decidere il destino di chiunque. Lo faceva con quella discrezione e quel sorriso, inquietante, che tutti le riconoscevano e rispettavano. Maduro spesso lo ripeteva: «Non scherzate con Cilia e la sua famiglia. L’unico crimine è essere mia moglie». Figlia di un potente clan di imprenditori aveva anche lei sul capo una taglia da 50 milioni di dollari. La Dea la considera la mente del traffico di droga di cui accusa il marito.