C’è un episodio che deve aver marcato la vita di Delcy Rodriguez all’età di sette anni. È figlia di Jorge Antonio Rodríguez, storico leader marxista che aveva organizzato nel 1976 il rapimento in Venezuela di William Niehous, un uomo d’affari americano sospettato di legami con la Cia e di un coinvolgimento nel colpo di Stato di Augusto Pinochet in Cile.
Niehous viene tenuto per tre anni prigioniero nella giungla fino a quando lo traggono in salvo le forze speciali nel 1979. Intanto Jorge Rodríguez viene arrestato e muore in carcere nel 1976, a 34 anni, per le torture subite dai servizi segreti.
L’antiimperialismo scorre nel sangue di questa famiglia. Il trauma della morte del padre rende per Delcy e il fratello Jorge l’impegno politico a sinistra una scelta naturale. Raggiungeranno i vertici del potere all’ombra di Hugo Chávez e sotto l’ala protettrice di Nicolas Maduro.
Vent’anni nel chavismo
La famiglia è originaria di Caracas e Delcy si laurea in Giurisprudenza all’l’Università Centrale del Venezuela dopo aver trascorso un periodo in Francia. Per oltre 20 anni è una delle figure di spicco del chavismo.
Ricopre il ruolo di ministro della Comunicazione e dell’informazione dal 2013 al 2014, e viene promossa ministro degli Esteri, prima donna nella storia nel 2014: difende il governo di Maduro contro le critiche della comunità internazionale per la repressione del dibattito democratico e le violazioni dei diritti umani nel paese.
Dal palco dei consessi internazionali, compresa l’assemblea generale delle Nazioni Unite, Rodriguez tiene alta la bandiera dell’antiimperialismo. Nel 2017, viene scelta come presidente dell’Assemblea Nazionale Costituente responsabile della riforma che amplia i poteri del governo dopo la sconfitta elettorale del 2015. Nel 2018, al suo secondo mandato, Maduro la nomina sua vicepresidente e direttrice dell’agenzia di intelligence Sebin.
Economia e Petrolio, gli incarichi chiave
Due anni dopo il leader le affida anche la guida del ministero dell’Economia: da qui riesce a stabilire il dialogo con l’élite economica presente nel Paese.Negli ultimi anni serve anche come capo dell’autorità economica del Venezuela e ministro del Petrolio. Ed è in questi panni che si accredita, anche agli occhi degli Stati Uniti, come interlocutrice capace e pragmatica